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venerdì 22 ottobre 2010

sabato 9 ottobre 2010

Un commento di un lettore non conforme

Sul precedente post, vi segnaliamo il commento non conforme di un cittadino:

...Non farebbe male neppure qualche commento ancora più impietoso. Tanto per dirne una, pare che il "non conformismo" di simili "ribelli" non arrivi neppure a tollerare la presenza del signore dai lunghi capelli bianchi, ripreso a torso nudo nel video pubblicato sul blog del sedicente "centro sociale di destra".
Un signore che è da almeno vent'anni una presenza stabile delle manifestazioni fiorentine e che ha una di quelle fisionomie che paiono non risentire affatto del tempo che passa.

Il contesto peninsulare ricorda non poco una spaghetteria di provincia in cui si smercino anche videocassette pornografiche ed immagini di Padre Pio, intanto che nel retro si affittano camere ad ore a marmaglia in canottiera.
Chi si trova a suo agio in un postribolo come questo non trova nulla di strano nell'esistenza di una realtà ossimorica come l'"antagonismo filogovernativo" ostentare il quale procura suffragi e gettoni.

Si noti poi, tra l'altro, la passione per il "Bogside" e per una "causa irlandese" in cui il ricorso alla lotta armata è parte non secondaria della pratica politica.
Uno che milita in un "partito" per il quale basta il lancio di qualche uovo affinché la racaglia giornalaia a libro paga (autentica incarnazione di che cosa sia nella sua essenza la "civiltà occidentale" con tutte le sue "radici cristiane") si metta a strepitare di "terrorismo" dovrebbe avere almeno il buon gusto di mettere in sottordine certe passioni personali.

Miguel Gullermo Martinez Ball, un interprete e traduttore la cui penna è bene non sfidare, si occupò di Casaggì qualche tempo fa, esprimendo considerazioni estremamente concise e dolorose.

In sintesi:

Concetto uno, le parole: il blog di Casaggì commemora:

"Tre anni fa l'eroico martirio di Saddam Hussein".

Concetto due, i fatti: il blog di Casaggì invita:

Casaggì e Azione Giovani sono in prima linea per cambiare colore a Firenze. Nelle prossime elezioni amministrative del 7 giugno la destra giovanile ha scelto di schierarsi con Giovanni Galli e il centro-destra fiorentino racchiuso ne "Il Popolo della Libertà".

Che in italiano forbito, si chiama presa in giro. E pure con la corda di un impiccato.


Messo davanti a considerazioni simili, chiunque avesse un minimo di rispetto per se stesso e per i sudditi che intenderebbe governare cambierebbe fulmineamente mestiere e aspirazioni. Ma il rispetto di se stessi o di chiunque altro, così come la competenza o il disinteresse, sono concetti che l'elettorato passivo del "paese" dove si mangiano maccaruna c'a'pummarola 'n coppa considera, giustamente, alieni. D'altronde non è gente piovuta dalla luna, anche se potrebbe sembrarlo, ma un prodotto dell'età contemporanea e della spirale involutiva imboccata da almeno vent'anni ed incoraggiata con ogni mezzo proprio da coloro che dovrebbero per lo meno far finta di cercare di arrestarla.

venerdì 8 ottobre 2010

Francys o' Torselli e i mille comunicati al giorno

Quest'uomo è Francesco Torselli, un tizio che ormai da diverso tempo passa le proprie giornate a scrivere comunicati a giornali e tv, ad aggiornare freneticamente i settecentoottantaduemilanovecentodue blog che gestisce ( cercando di far credere che siano gestiti da una pseudo comunità militante in movimento).
 Riguardo la foto soprastante, non ci è dato sapere ( o forse sì?! ) se Francys si trovasse al termine di una faticosa giornata di lavoro, passata ore ed ore davanti ad un pc ( ma non erano gli antifascisti a farlo?) oppure nei bagni di un locale da gggioooovani 35enni in procinto di chissà cosa...

FATTO sta che questo signore, fatto ormai tesoro degli insegnamenti di Giovanni Donzelli in termini di ciarle senza senso, nelle ultime ore si sta prodigando per dimostrare che i collettivi e le proteste sono un male e che invece i fascisti, il governo e la distruzione del mondo della formazione sono un bene, per cui c'è il divieto di dissentire....altrimenti sei comunista, antagonista o facinoroso.
 Torselli dovrebbe magari ricordarsi che, non solo la comunità di cui egli rappresenta ormai l'unico membro ( dopo l'ennesima scissione dei vari partiti di riferimento anche a Firenze) non esiste politicamente, ma che questa non riesce a smuovere nemmeno i propri elettori ( 300 iscritti al Pdl in tutta firenze ), non ha agibilità politica in città se non sotto scorta, non si può permettere di organizzare manifestazioni studentesche che contino più di dieci aderenti e, infine, NON HA ANCORA, AD OGGI, 9 OTTOBRE 2010, UNA SEDE.

Non male per dei ribelli non conformi, specie se ( cosa ancor più comica) per fare la prima assemblea degli studenti di destra ?! dell'anno sono costretti a migrare in quel di Empoli.....

Ogni tanto un esamino di coscienza non farebbe nemmen troppo male

domenica 5 settembre 2010

Azione Giovani Firenze e Casaggì: giovani "occidentalisti" tra futuro incerto e passato certissimo

Azione Giovani pubblicizzava in questo modo la propria campagna di tesseramento per il 2008. Il Trecento fa riferimento ad un filmetto amriki di quelli in cui opliti greci, legionari romani o berserkr vichinghi indossavano elmo e corazza anche per andare in discoteca. Durante un viaggio nella Repubblica Islamica dell'Iran condividemmo con vari interlocutori, rimasti schifati anche dai sottesi antiiraniani della pellicola, questo ed altri motivi per dileggiare sia l'opera che -soprattutto- i suoi estimatori.
La scelta di Azione Giovani doveva rivelarsi, a Firenze, profetica: pare che i tesserati all'intero piddì con la elle in tutta la città, nel giugno del 2010, assommassero proprio a trecento.

Nonostante la natura apparentemente volatile di molte delle informazioni che vi circolano ogni giorno, il web mette a disposizione di chiunque si diletti della caccia al cialtrone risorse decisamente preziose.
In più di un caso abbiamo avuto modo di constatare come l'attivismo politico "occidentalista" che opera a Firenze e che fa capo al "centro sociale di destra" Casaggì e al minuscolo universo di Azione Giovani -che nel frattempo pare abbia cambiato nome, facendosi chiamare giovane [omissis]- sia caratterizzato da una costellazione di caratteristiche estremamente negative (cialtroneria, faccia tosta, malafede, pressappochismo, cattiveria spicciola e piccina, incompetenza, servilismo, bassezza, disumanità sostanziale) che è possibile mettere in luce senza alcuna fatica. Lo abbiamo fatto più di una volta, di solito prendendo di mira l'utilizzo della delazione, abituale negli ambienti "occidentalisti", come strumento di base della pratica politica quotidiana. In una delle più spettacolose inziative di questo tipo, questi mangiatori di maccheroni hanno pensato di interessare un consesso chiamato Corte dei Conti ad un fascicolo sulla storia del confine orientale della penisola italiana contenente informazioni a loro non gradite, e distribuito agli allievi di una scuola media. Se la "giustizia" nella penisola italiana ha tempi biblici è probabile lo si debba anche -se non soprattutto- a chi ne intasa gli organi con iniziative di questo genere.
Alla pratica della delazione si affianca anche una comunicazione politica complessivamente derubricabile a presa in giro: altro aspetto della questione su cui abbiamo avuto il piacere di soffermarci più volte, notando tra l'altro come per questa gente non vi sia alcunché di strano nel commemorare Saddam Hussein e al tempo stesso sostenere la parte politica che ha appoggiato con ogni mezzo tutte le guerre amriki degli ultimi dieci anni. Gli autori di queste prese in giro sembrano peraltro impermeabili ad ogni senso del ridicolo: il sito agfirenze.it presenta tra l'altro l'immagine dell'unico flash-mob al mondo cui abbia partecipato un solo individuo. Lo one man flash-mob si sarebbe svolto il 2 agosto del 2010 per asserire l'estraneità dei fascisti alla strage che nel 1980 distrusse la stazione ferroviaria di Bologna. La cosa interessante è che la data di creazione e di modifica dell'immagine sono identiche: 09/05/2010. Futuristi coerenti, quelli di Azione Giovani Firenze organizzano le manifestazioni con tre mesi di anticipo. E con l'oscurità più profonda, così si riduce al minimo il rischio di dover dare imbarazzanti spiegazioni.
Il sito archive.org esiste da molti anni: ce ne siamo serviti per qualche minuto proprio per dissotterrare il passato recente di questa Azione Giovani Firenze e della Casaggì che ne ha rappresentato il tentativo di radicamento territoriale. I risultati, soprattutto alla luce delle risse da pollaio in cui la maggior compagine "occidentalista" della penisola sta impiegando tutte le proprie risorse sono davvero rivelatori. Non si dimentichi che prima del sommario restyling imposto dagli eventi Azione Giovani era emanazione di un partito il cui ex presidente è da mesi oggetto di una campagna denigratoria incessante, alla quale stanno dando voce anche e soprattutto coloro che devono a lui ed al partito in questione la propria fortuna politica. Blog e siti dei micropolitici "occidentalisti" grondano, in questo scorcio del 2010, di comunicati, giustificativi, prese di distanza, battibecchi, distinguo, puntualizzazioni e resoconti accomunati dall'intenzione di buttare a mare il proprio mèntore ed ex padrone, in nome di un altro padrone capace di evitar loro ancora per un po' un doloroso rendez vous con la realtà, e nella fattispecie con l'ufficio circoscrizionale per l'impiego.
Di motivi per infierire, il materiale riportato da archive.org ne fornisce quanti se ne vogliono. Sono documentate alcune pagine del sito, per un periodo compreso tra il gennaio 2005 ed il luglio 2008. Si riportano qui alcune considerazioni, lasciando a chi legge il piacere di ricordare una per una le pensate più spassose della base "occidentalista" che alligna a Firenze.
In primo luogo è interessante notare come nel corso degli anni agfirenze.it sia stato più volte sottoposto a rimaneggiamenti che hanno comportato ogni volta l'eliminazione di tutti i vecchi materiali e di tutte le vecchie grafiche, in un evidente tentativo di spazzare sotto il tappeto un po' di contraddizioni e un po' di quelle iniziative suscettibili di trasformarsi in boomerang. Non che dalla diffusione di certe informazioni potessero derivare chissà quali danni in termini di suffragi: la penisola italiana ha un corpo elettorale caratterizzato da una maturità politica pressoché scimmiesca, che negli ultimi venti anni almeno non ha mai dato segno di trovare qualcosa di strano o di sgradevole nella spudoratezza di chi asseriva quotidianamente che è giusto il bianco perché è nero.
Azione Giovani, come movimento giovanile di Alleanza Nazionale, è stata organica ad un "partito" che esprime vari ed "importanti" esponenti di quel governo che dovrebbe controllare lo stato che occupa la penisola italiana.
Il che significa che da Azione Giovani vengono i pilastri umani che ogni giorno rendono possibile la metodica distruzione di quanto resta della scuola pubblica e dello stato sociale, la TAV, i grandi ed inutili lavori, le intromissioni amriki negli affari di stato, le notti in discoteca di Ignazio Benito Maria La Russa, le mimetiche da operetta di Ignazio Benito Maria La Russa, le passeggiatine in Afghanistan di Ignazio Benito Maria La Russa, l'atteggiamento da paninaro di San Babila di Ignazio Benito Maria La Russa, i comportamenti da pariolino di Ignazio Benito Maria La Russa, l'occupazione dell'Afghanistan che costa da sola un miliardo di euro all'anno e che rende possibili passeggiatine e divertissements per l'Ignazio Benito Maria La Russa di cui sopra, l'aggressione all'Iraq, la pretesa-barzelletta del disarmo di Hizbollah, il controllo unificato di mezzi d'informazione che fanno in blocco rimpiangere l'obiettività e la concretezza della Pravda, i campi di concentramento travestiti da Centri di Identificazione ed Espulsione, l'appoggio incondizionato a furbacchioni travestiti da imprenditori ed azionisti, gli scudi fiscali per i furbacchioni travestiti da furbacchioni, i rastrellamenti da SS nel distretto tessile pratese, le pacche sulle spalle tra sionisti vecchi e nuovi mentre a Gaza si muore sotto il fosforo, i terremoti-passerella, le carceri infernali, gli sciali miliardari per le festicciole tra potenti, la militarizzazione della vita sociale, il clima artefatto e demenziale di terrore quotidiano, la gigantesca fogna di favori sessuali ed elettorali che costituisce per intero l'arena politica ed i gendarmi che prendono a calci i ragazzini sotto l'occhio compiaciuto della spazzatura umana che impesta le redazioni amiche.
In attesa di trovare anche loro un angolo di truogolo in qualche greppia pubblica, i giovani "occidentalisti" provano a far passare in secondo piano tutto questo tirando per la manica John Ronald Reuel Tolkien o Michael Ende: si fa il tifo per la guerriglia nel Bogside e poi si fila dai gendarmi per le lattine di birra ad un concerto, proibite com'è proibito tutto grazie al securitarismo ebete con cui questi apprendisti stregoni degli spaghetti al dente hanno contribuito ad allagare l'intero panorama della comunicazione politica.
Archive.org riesce ad essere impietoso: si dice che "la rivoluzione, si sa, è come il vento... non la si può fermare, le si può solo far perder tempo!" intanto che si pubblicizzano rivoluzionarie petizioni contro i'ddegrado e per la sihurezza e si finisce a chiedersi in tutta serietà perché mai il comune di Firenze ce l'ha con i giovani ed i locali notturni. A questo proposito, una mezza idea ce l'avremmo anche, ma andiamo avanti.
Si è appena ricordato il "partito" di cui Azione Giovani era emanazione giovanile, poi nominalmente confluito nel piddì con la elle, e si è ricordato che da mesi il presidente di quel "partito" è oggetto di una incessante campagna di denigrazione. Appena due anni fa, l'atteggiamento di molti "occidentalisti" fiorentini era assai differente, per non dire opposto.
Organica ad un governo che considera i diritti dei lavoratori un irritante retaggio di un passato bolscevico, Azione Giovani ebbe nel 2006 la spudoratezza di schierarsi contro il lavoro precario. Non contenta, due anni dopo ciarlava addirittura di rivolta generazionale.
Organici ad un governo i cui esponenti hanno vantato pubblicamente condotte sessuali tali da farli cacciare a calci da qualunque confessionale, i ribelli di Azione Giovani si chiedevano, nello stesso periodo, che ne sarebbe stato della famiglia in caso di vittoria elettorale avversaria.
Chissà quali motivi aveva il Matteo Conti che un giorno del 2007 statuiva che lo stato che occupa la penisola italiana era governato dalle Brigate Rosse per pretendere di essere preso sul serio.
Archive.org ci mostra anche che la nascita del piddì con la elle ed il confluire in essa furono oggetto di qualche dubbio. Dubbi presto superati: chi affermava che

"Il PdL ad oggi è UNA ALLEANZA ELETTORALE e come tale la accetto senza fiatare. Quando mi verrà chiesto di avere in tasca la stessa tessera dell'avvocato Pecorella, mi porrò l'interrogativo su cosa fare..."

ha dimostrato di aver risolto l'interrogativo in questione in tempi molto rapidi.

Suggerimenti di una gatta identitaria e non conforme number 2



Caspyterina.
Non lo sapevo che, in questa città, avevamo dei ribelly. E che ci avevamo pure il Bogside. A dire il vero, ora come ora non si sa dove sia di preciso: prima era in Maruffy Street, però sembra che sia in corso di trasloco. Forse saranno stati scacciati dagli scagnozzi della regina. O forse son tutti allo Yab.

Siccome sono una gatta assai curiosa, sono andata alla ricerca di questo nuovo e misterioso Bogside cittadino. Preso per assunto che le strade attorno al viale Milton e a via Lorenzo il Magnifico non assomigliano neanche un po' al Bogside di Derry, me ne sono andata giro per Londonflorence alla ricerca dei ribelly. A dire il vero, non li ho trovaty perché mi hanno detto che erano ancora tutti quanti in vacanza alle Seychelles; però, e questo è un autentico scoop, ho trovato vicino a via Jan Palach dei murales che riportano alla mitica Bladi Sàndei del Bogsilly, la battaglia che vide le eroiche gesta dei nostri ribelly contro un intero distaccamento di vigily urbany del RUC (Royal Ugnano Constabulary).


Nel primo wall mural che ho trovato, è ritratto un drammatico momento della Bladi Sàndei del Bogsilly: la prima vittima viene portata via da alcuni manifestanti e membri della Free Lampredott Association'sz, tra i quali si riconosce all'estrema destra (come dubitarne?) il vescovo Francis O' Torselly, attuale capo dei ribelly del Bogsilly. Come tutti sanno, la Bladi Sàndei si scatenò quando i vigily del Royal Ugnano Constabulary attaccarono una pacifica manifestazione organizzata dalla Gì-House per protestare contro la proliferazione dei kebabbari nel quartiere centrale di St. Lawrence. Al grido di Lampredotto e tradizione! (Lampredott and tradìscion), i ribelly percorrevano le strade quando avvenne il massacro; e il vescovo O' Torselly non si tirò indietro. Prima però si finì il suo panino.


Nel secondo, si vede il martyre Achilles "Blobby" Tothar (il cui vero cognome in gaelico era O' Toathair), ritratto sullo sfondo di una bandiera itagliana sbagliata. È probabilmente la figura più emblematica ed amata dei ribelly del Bogsilly: pur essendo un formidabile mangiatore di lampredotto (riusciva ad ingurgitarne anche dieci panini alla volta), decise di iniziare uno sciopero della fame ad oltranza, in realtà consigliatogli dal suo dietologo dopo che aveva raggiunto e superato abbondantemente il quintale di peso. Il martyre non resse ovviamente a lungo: dopo essere stato eletto in parlamento, festeggiò con un'autentica strippata di lampredotto, poppa, trippa e centopelle che lo condusse a rapida morte. Altri ribelly si immolarono seguendo il suo esempio.

Si può quindi vedere come i ribelly del Bogsilly ancora continuino ad essere ricordati in questa città che tutto dymentica. C'è chi dice addirittura che il nuovo Bogside, o Bogsilly che dir si voglia, sarà ospitato nel famoso archivio di Zeffirelly; un'occasione da non perdere!*

*Pe' dà foho a ogni hosa Pe' promòve la hurtura in città.

giovedì 19 agosto 2010

Firenze: una sera di luglio n'i'ddegrado, senza sihurezza...


...E con una cospicua dose di sprezzanti risate in sottofondo, se l'essenza della questione non fosse, per più versi, serissima.
La situazione della politica "occidentalista" a Firenze non è mai stata, fortunatamente, un gran che; le ripercussioni sulla scena cittadina di quanto succede ai vertici del governo che -dicono- sarebbe preposto al controllo dello stato che occupa la penisola italiana sono state minime perché danneggiare organizzazioni e conventicole che sono già degli zeri per conto proprio è piuttosto difficile.
Questo non significa che non siano volati gli stracci. Anzi.
Non si finirà mai di sottolineare abbastanza che la pratica politica "occidentalista" è fondata sulla malafede, sul terrore indotto, sulla delazione e sul linciaggio mediatico, finalizzati alla costruzione di una società empia e sovvertita, fondata sul privilegio e rigidamente ripartita tra gli abitanti di turres eburneae guardate a vista da eserciti privati da una parte ed un volgo aggressivo e lacero dall'altra, tenuto al suo posto con dosi calcolate di feste, di farina e di forca. L'effettiva concretizzazione di questa visione del mondo ha come principali ostacoli l'incompetenza e la cialtroneria di molti tra gli scendiletto, i valletti, i servi, i commensali ed i venduti cooptati al progetto, stante il fatto che il compito di fare opposizione quotidiana e concreta a questo fabbricando evo oscuro è affidata in modo pressoché esclusivo alla politica di piazza ed alla volontà dei singoli.
Nonostante le miserevoli condizioni in cui si trova il maggior partito "occidentalista", capace a Firenze di reclutare a stento trecento iscritti e di portare in piazza dalle venticinque alle sessanta persone a seconda delle fonti, una delle rissose sottogreppie in cui si suddivide nei fatti un "partito" presentato ai sudditi come monolitico e privo di correnti ha avuto idea, in una notte di luglio, di dare pubblico spettacolo della propria assoluta abiezione.
Nelle scorse settimane un ricorso "occidentalista" contro una legge toscana che regola l'accesso alle prestazioni sanitarie è stato sonoramente bocciato da un organo giudiziario chiamato Corte Costituzionale. In altre parole, una legge che assicura l'assistenza sanitaria "indifferibile ed urgente" anche a coloro che non possiedono quel tesserino di plastica con cui lo stato che occupa la penisola italiana decide chi ha diritto ad esistere e chi no, non va contro i principi costituzionali di quello stesso stato.
Lo scagnare "occidentalista" non si è fatto attendere, con la Lega Nord che non ha perso un secondo per testimoniare della bestiale disumanità che la connota, cianciando di "norma ingiusta e razzista verso i cittadini toscani", e con la sottogreppia su accennata che si è inventata una "azione futurista" fatta di volantini fotocopiati attaccati con lo scotch nei pressi di una sede istituzionale. Perché da certe parti, nell'epoca del viral marketing e delle pubblicità personalizzate, le fotocopie ed il nastro adesivo sono il futuro.
Durante la sua forzata permanenza a Najaf, l'ayatollah Khomeini inondava l'Iran con i propri discorsi, registrati su audiocassette e nascoste negli zaini di militanti rivoluzionari che passavano a piedi le frontiere montane. Anni dopo, da Parigi, si avvaleva di cinque linee telefoniche. Un uomo che era nato e vissuto per la maggior parte della sua vita in un mondo non molto diverso da quello dei romani, seppe utilizzare gli strumenti della modernità molto meglio dei nemici che pure glieli avevano messi in mano. Se pensiamo che anche il successo elettorale e politico delle formazioni "occidentaliste" deriva in massima parte da una propaganda efficace e da una padronanza assoluta dell'utilizzo e dell'accesso ai media, si ha una misura del punto cui è arrivato il processo involutivo in corso al loro interno.
Oggetto dell'attacchinaggio il manifestino qui presentato. In mezzo ad irritanti distinguo e ad annaspi assortiti, si capisce che per gli "occidentalisti" il legislatore toscano è colpevole di non consegnare supinamente questo o quell'essere umano ad una fine spaventosa, capace di far impallidire la peggiore iconografia sulle pestilenze medievali. La soluzione "occidentalista" agli indesiderabili è nota: si delega il compito a genti e governanti geopoliticamente più esposti, si finanziano i loro campi di concentramento e si lascia che al resto pensino i mari ed i deserti, purché non ci siano telecamere in giro. E se anche ci sono telecamere in giro, pazienza; si dà del terrorista al cameraman e si passa ai consigli per gli acquisti.
Non è la prima volta che gli "occidentalisti" statuiscono, loro da soli contro interi faldoni di statistiche improntate a tutto il contrario, che la sanità toscana è pessima. Una maldestra campagna di disinformazione prezzolata, qualche anno fa, si concluse in modo imbarazzante, vergognoso e costoso.
I "militanti di Casaggì Firenze, in collaborazione con Azione Giovani – Giovane Italia" hanno anche realizzato un video in cui compaiono circa dieci persone. Nulla di grave, se pensiamo che Cristo stesso riuscì a metterne insieme soltanto dodici. Però sarebbe interessante sapere se, ed in quale misura, il pestare i piedini da bambini bizzosi sugli "alloggi popolari regalati agli immigrati" o il sollecitare continuamente l'apertura di un campo di concentramento hanno a che fare con le "radici cristiane" cui gli "occidentalisti" fanno continuo richiamo. Sulle svariate copie dei Vangeli canonici in nostro possesso non risulta nulla di attinente, in nessun passo.
Il video non è solo un boomerang che mette in luce il numero risibile di militanti, la circospezione ridicola con cui sono costretti a muoversi (ad un certo punto le riprese inquadrano addirittura un tale casqué che vorrebbe essere marziale mentre riesce solo a sembrare fuori posto) e l'abietta ed incompetente pochezza cialtrona delle loro istanze. Mostra anche un paio di ragazze abbigliate in un modo che lascia poco o nulla all'immaginazione, il che permette di compiere sul loro conto illazioni facilmente immaginabili, soprattutto se si ha presente la lodevole compostezza non soltanto formale di quante militano nel campo opposto.
Quale ulteriore rincaro delle dosi, si prospetta una legge per ammettere gli immigrati "regolari", qualunque cosa voglia dire, al voto amministrativo. Un altro punto su cui gli "occidentalisti" faranno fuoco e fiamme. La Toscana si conferma in buona sostanza come un'entità sociale e geopolitica di cui coloro che vi si riconoscono possono essere orgogliosi. La sudditanza allo stato che occupa la penisola italiana, invece, dovrebbe essere considerata uno stigma da tutti coloro che non vogliano condividere la quotidiana empietà di un aggregato di sudditi tenuto insieme dal terrore, dalla voglia di forca e da un nazionalismo che ha il suo mito fondante nelle fettuccine Alfredo, quelle al triplo burro.

giovedì 22 luglio 2010

Degradi passati, ma assolutamente attuali




Queste tre foto rappresentano ciò che rimane di un anno di "lotte" identitarie e non conformi. Serate intere passate a tappezzare la città di manifesti d'ì Donze e d'ì Torse o d'iddegrado e sull'insihurezza e via dicendo.

Viareggio: dedali e dissidenti cubane


Il piddì con la elle ha messo su una specie di scuola di partito per i "giovani di destra"; molto spesso, per le note proprietà antiage dell'"occidentalismo", i giovani del piddì con la elle restano parte della categoria fin verso i quarantasei anni; altrimenti si potrebbe anche parlare di doposcuola di partito.
Il "Giornale della Toscana" fa un po' di pubblicità, nelle pagine interne, all'iniziativa e la correda con la foto di un noto diplomato che negli ultimi anni ha inanellato una serie di pubbliche disavventure capaci di stroncare chiunque non avesse la fibra di uno sparring partner. Violentemente impopolare a Firenze, in meno di dodici mesi è stato picchiato, contestato e multato. Per giunta i fotografi di via Cittadella gli hanno riservato un trattamentino di tutto rispetto, ritraendolo col capolavoro d'espressione qui visibile.
La presentazione di questo Dedalo, ennesimo cambio di nome per una convention che in buona sostanza insegna a fare "politica" allagando redazioni e mobilitando claques, sorvola pudicamente sullo stato del piddì con la elle: emorragia inarrestabile di militanti e di organizzatori, crollo dei tesseramenti, sedi chiuse a caterve, voces clamantes in deserto e tutta la serie di eloquenti scambi di cortesie tra valvassori in presenza di una gleba delusa e rassegnata.
Tra le iniziative in programma la presenza di Achille Totaro -con quale ruolo non si sa, dei bagni di folla che ne accompagnano le uscite pubbliche ci siamo già occupati-, quella di Ignazio Benito Maria La Russa -le sue passeggiatine con l'ordinanza nuova in una pietraia afghana blindata costano, per il 2010, un miliardo di euro- Carlo Fidanza -stranissimo caso di parlamentare europeo sul cui sito spicca lo slogan "Europa da buttare"- e ad altra varia umanità, pressoché per intero composta da personaggi governativi.
La gazzetta specifica una sola eccezione. Tale Gordiano Lupi dovrebbe nientemeno che "realizzare un collegamento telefonico da Cuba con Yoani Sanchez".
Su questo curioso personaggio dell'anticastrismo mediatico più patinato -che si parli de L'Avana o di Tehran, di Pechino o di Rangoon i tempi in cui i dissidenti avevano un aspetto fumoso e scarmigliato, vivevano in esilio in una soffitta parigina campando a traduzioni e andavano avanti a tè e pane secco pare siano finiti, o almeno così hanno decretato l'audience e gli sponsor- è stato detto e scritto quanto basta per diffidarne profondamente. Gordiano Lupi però se ne intende perché è il traduttore del blog della Sanchez.
Cercando in rete si trova in pochi secondi anche un altro dei settori in cui Lupi è particolarmente versato. Questo.


Gordiano Lupi – SEXY MADE IN ITALY – Le regine del cinema erotico degli anni Settanta – Profondo Rosso, 2007 – Pag. 300 – Euro 25,00 – Filmografie, foto e curiosità.

Gentilissimo, Kultvirtualpress ci spiega che "Sexy made in Italy è la diretta continuazione de Le Dive Nude, completa il quadro dopo Gloria Guida e Edwige Fenech analizzando la carriera delle più popolari attrici del cinema italiano degli anni Settanta. Tutte le protagoniste dei sogni erotici di un’intera generazione".

Da lì si parte e lì si arriva, come da copione.

martedì 20 luglio 2010

Firenze: Achille Totaro e Giovanni Donzelli in un caldo luglio da diplomati

Luglio 2010. Il piddì con la elle è al potere incontrastato da due anni e pare aver esaurito ogni spinta propulsiva. Unica promessa elettorale mantenuta, e ci voleva poca fatica, la guerra senza quartiere ai mustad'afin.
Il problema è che i mustad'afin, complice una situazione economica sulla quale non ci sono né la volontà né gli strumenti per intervenire, stanno diventando la maggioranza della popolazione peninsulare e questo ha imposto anche a frange solitamente dedite ai maccaruna e al mandolino di chiedersi per quale misterioso motivo nessuno abbia più un soldo in tasca e perché un paio di generazioni vivano letteralmente alla giornata nella più totale indifferenza di quelli con la cravatta che fanno finta di occuparsi del bene pubblico.
Ultimo frutto del securitarismo d'accatto che ha fatto la fortuna della racaglia "occidentalista", la sovrana presa in giro della "tessera del tifoso", una versione riveduta e corretta -ovviamente in peggio- di quelle tesserine per indebitarsi che hanno prodotto tra gli amriki diversi milioni di senza tetto. Se non fosse tutto vero, al punto che perfino quelli del pallonaio, di solito stabili sulle posizioni dell'"occidentalismo" più remissivo ed ibne nel senso che il vocabolo ha in lingua turca, non nascondono il loro malumore in proposito, ci sarebbe da pensare che la realtà peninsulare sia qualcosa a metà tra il dispetto e l'incubo.
Le volte che il politicame "occidentalista" fa finta di calarsi in mezzo ai sudditi, i risultati sono talmente controproducente che perfino il gazzettame più servile non riesce ad astenersi dall'ironizzare. L'edizione cartacea del "Corriere della Sera" pubblica il 16 del mese un paio di articoletti di fondo.
Donzelli, patente scaduta (e ritirata) - Il consigliere del PDL fermato mentre parlava al cellulare guidando. M.F. racconta con un registro insolitamente ironico come Giovanni Donzelli, un diplomato che da qualche mese scalda una poltrona meglio foraggiata di quella che scaldava prima, sia incappato nella doppia seccatura di una scorciata dei "punti" a disposizione per aver parlato al cellulare durante la guida, e nel ritiro del documento che si era dimenticato di rinnovare. A giustificativo avrebbe accampato un guasto dell'auricolare.
Questo auricolare è un accessorio che nei primi mesi della sua disponibilità veniva adottato con entusiasmo da quegli "occidentalisti" abituati a misurare il proprio valore sulla base di un miserabile mascheramento da efficientismo aziendale fatto di arnesi pseudotecnologici e di stracci cravatteschi. La moda è durata lo spazio di un mattino per due motivi; il primo è che la costante reperibilità telefonica è un qualcosa che si chiede più ad uno schiavo da comandare a piacimento che non a qualcuno cui siano accordati una sia pur minima discrezionalità o potere decisionale; il secondo è che l'uso dell'auricolare, con microfono annesso, dà agli astanti esattamente la sensazione che chi li usa stia parlando da solo, rendendolo in contesti socialmente normali (ovviamente quelli "occidentalisti" non lo sono) oggetto di meritato dileggio. Il fatto che il diplomato di cui sopra affermi di utilizzare un apparato del genere dovrebbe gettare su di lui una luce tanto interessante quanto poco positiva.
La maldestraggine di Giovanni Donzelli comunque riguarderebbe soltanto lui, se non alluvionasse da anni gli uffici stampa pontificando su tutto e su tutti riempiendo il mondo di gente che aspetta soltanto un suo minimo passo falso per restituirgli il favore.

Nella foto, uno grasso di Scandicci.

La maldestraggine di Achille Totaro, invece, riguarda tutto un partito che oggi come oggi, specie a Firenze, con sostenitori come questo può davvero permettersi di fare a meno dei nemici.
Come i nostri lettori sanno bene, Achille Totaro non è solo un diplomato, ma è anche di Scandicci.
Ed è grasso.
Altri meriti non sapremmo ascrivergliene.
Contro Renzi l'anguria di Totaro - Centrodestra in piazza Strozzi per contestare il sindaco. V.M. ironizza meno del collega anche se il riferimento all'anguria non può non far garbatamente pensare alla forma ventris di quello grasso di Scandicci; la foto allegata all'articolo mostra un furgone tappezzato dei poster di cui si è già riferito ed Achille Totaro, quello grasso sulla sinistra.
Armata di parole d'ordine di un'inconsistenza disperante, la "opposizione di centrodestra" valutata da questo V.M. in 60 (sessanta) persone ha sentito questo signore grasso sì, ma pur sempre di Scandicci, inveire contro gli extracomunitari che "arrivano in città solo per commettere reati" (chissà se nel bel numero sono compresi anche gli amriki, extracomunitari a tutti gli effetti) e si è fatta un pezzo di anguria gratis insieme ad un fantasma di nome Guido Sensi.
Il tutto, introdotto da un tizio meno grasso ma pur sempre di Scandicci. Uno che si fa chiamare Gheri Guido, prima il cognome e poi il nome come a scuola, in caserma ed in galera. Uno che di mestiere fa sentire musica per radio e che l'altra sera pare si dimenasse(!) "al suono di una canzone di Vasco Rossi" ripetendo a gran voce di non aver paura di parlare del sindaco...
Non c'è da stupirsi se il piddì con la elle, primo partito della penisola, ha chiuso tutte le sedi fiorentine ad eccezione di una ed ha raccolto quest'anno, secondo la stessa gazzetta su citata, la bellezza di trecento tesserati.
A Firenze l'ultimo dei centri sociali è capace di raccogliere il doppio dei simpatizzanti in una giornata qualsiasi. Senza tessere, senza angurie e soprattutto senza imitazioni campagnole di qualche vascorossi già improponibile per proprio conto.

Ggggiooovinezze identitarie


Ggggiooovani, gggioovani, ggggiooovani fascistelli identitari e non conformi, sempre al servizio del padrone di turno, ma con rabbia e, soprattutto, con AMORE.

Perchè l'amore vince sempre sull'odio e sull'invidia. cit

martedì 13 luglio 2010

Ggggiooovani, gggiooovani, gggiooovani

Una foto (ebbene sì, ancora) di quel degrado di cui tanto ci lamentiamo in consiglio comunale co ì'Torse e che però la maggior parte delle volte siamo noi a creare.




Da notare che anche secondo un certo Adolf Hitler il proprio impero sarebbe durato mille anni e più......e noi alla fine siamo solo gggiooovani

Leggasi il testamento dello stesso Adolf:

[ADOLF] HITLER Ultime volontà e testamento
Anche se nel corso degli anni della mia lotta politica avevo sempre ritenuto di non potermi addossare la responsabilità di contrarre matrimonio, ho deciso, prima della fine della mia vita terrena, di prendere in moglie quella ragazza che, dopo tanti anni di fedele amicizia, è entrata di sua spontanea volontà in una città praticamente sotto assedio per condividere il suo destino con me. Questo ci ricompenserà entrambi per quanto abbiamo perduto nel corso di tutti gli anni in cui sono stato occupato a servire il popolo con il mio lavoro.
Quello che mi appartiene -seppure ha un valore- va al Partito. Se questo non esisterà più, va allo Stato, e se anche lo Stato dovresse venire distrutto, non saranno certo necessarie altre precisazioni da parte mia.
I miei quadri, raccolti nelle collezioni che ho comprato nel corso degli anni, non sono mai stati raccolti per fini privati, ma solo per realizzare una galleria nella mia città natale di Linz sul Danubio.
Che questo possa essere debitamente realizzato è il mio desiderio più grande.
Nomino mio esecutore testamentario il mio più fedele compagno di partito,
Martin Bormann.
Gli è conferita piena facoltà legale in merito ad ogni decisione. Egli è autorizzato a legare tutto ciò che ha un valore sentimentale o che sia necessario per il mantenimento di un tenore di vita modesto e semplice, per i miei fratelli e le mie sorelle, anche e soprattutto per la madre di mia moglie [1] e per i miei collaboratori fedeli che sono ben noti a lui, soprattutto la mia vecchia segretaria Frau Winter e gli altri che per anni mi hanno aiutato con il loro lavoro.
Io me e mia moglie - al fine di sfuggire alla vergogna della resa e della capitolazione - scegliamo per noi la morte. E' nostro desiderio di essere bruciati immediatamente, nel luogo in cui ho svolto la maggior parte del mio lavoro quotidiano, nel corso dei dodici anni trascorsi a servizio del mio popolo..

Dato a Berlino, 29. Aprile 1945, alle ore 04:00. (Sd.) A. Hitler
Come testimoni: (Sd.) Martin Bormann (Sd.) Dr. Fuhr
Come testimone: (Sd.) Nicolaus von Below.
[Sigillo] Adolf Hitler 

sabato 12 giugno 2010

Si rihole i'carcio storiho ! E gli'è corpa d'ì sindaho Renzi !

 
 
Firenze, giugno 2010. Una formazione politica giovanile che si picca di aver mietuto chissà quali trionfi come rappresentante dell'"occidentalismo" più attivo ha diffuso un comunicato in difesa del Calcio Storico Fiorentino. Una tradizione inventata sul cui conto abbiamo espresso pesantissima disistima ed altrettanto pesanti riserve, difesa a spada tratta dagli "occidentalisti" del consiglio comunale, e -per quanto è dato sapere- soltanto da loro.
Nello scritto che segue si confutano riga per riga le argomentazioni del comunicato.

Proviamo ad immaginare cosa succederebbe a Siena se venisse cancellato il Palio. Firenze sta subendo esattamente questo. Forse il nostro Calcio in Costume non sarà partecipato come il Palio dai Senesi, ma è pur sempre la nostra tradizione e l'incuranza delle ultime amministrazioni comunali sta scrivendo la parola "fine" su questo gioco tutto fiorentino.

Il fatto che il libanese Ali Hassoun abbia ricevuto l'incarico di dipingere il palio per la carriera del 2 luglio 2010 è stato sufficiente ad uno degli "occidentalisti" più consapevoli del proprio ruolo -e dunque più involuti, più bassi, più impresentabili- per trovare da ridire anche sulla "tradizionale" manifestazione senese; non abbiamo difficoltà a pensare che i suoi epigoni vedrebbero volentieri, solo per questo motivo, la sospensione della "tradizione" presuntamente violata.
La parola "fine" al pallone travestito -ché sarebbe anche ora- non l'ha certo messa l'incuranza delle "ultime amministrazioni comunali", ma il fatto che le scene di bassa e demenziale macelleria che caratterizzano nella sua interezza la vita del palloniere travestito medio (esiste una vasta pubblicistica in proposito) hanno imposto di restringere la partecipazione alla manifestazione ad individui in grado di poter dimostrare di non aver mai ammazzato nessuno e di non aver trafficato in armi e droga.

E' vero, esistono dei problemi e senza un percorso comune tra Palazzo Vecchio, Questura e Colori il Calcio Storico è destinato a chiudere. Ma davvero il Comune vuole intraprendere questo percorso? Matteo Renzi è stato eletto sindaco un anno fa, ma il Presidente del Calcio Storico è stato nominato solo a marzo di quest'anno, quando forse il tempo per arrivare ad un accordo sul regolamento non c'era già più.

Pare che un regolamento esista e che sia piuttosto esplicito su chi può fare il palloniere travestito e chi no.
Da marzo a giugno ci sono tre mesi: un tempo che sarebbe sufficiente per pianificare un'offensiva militare è risultato insufficente per mettere d'accordo quattro aggregati di pallonieri; un altro particolare eloquente.
Il fatto che per una giornata di folklore siano necessari il coinvolgimento e la presenza in forze della gendarmeria non sembra strano a nessuno? Difficile, con queste premesse, esprimersi a sfavore dell'Ashura -spesso occasione per scontri di piazza- accampando l'appartenenza ad una sedicente "civiltà superiore"; eppure gli "occidentalisti" non perdono battuta, quando c'è da denigrare la Repubblica Islamica dell'Iran...!
I sudditi dello stato che occupa la penisola italiana, e segnatamente quelli che si riconoscono nelle istanze, nella propaganda, nelle televisioni, nei cialtroni e nelle corpivendole che rappresentano la quintessenza dell'"occidentalismo" al suo vertice, sono a tal punto incapaci di autolimitarsi da dover essere costantemente tenuti a bada da gente armata ogni volta che alzano il grugno dalla ciotola dei maccheroni per uscire di casa una mezza giornata?


I calcianti sono accusati di essere intransigenti e di ricattate l'amministrazione non accettando alcuna proposta di accordo. Ma tra Comune e Questura, accusare i calcianti non è forse la via più facile per giustificare il mancato accordo?

Abbiamo motivo di credere che l'amministrazione comunale non abbia alcun problema nei confronti del pallone travestito, e la gendarmeria neppure; il regolamento del pallone travestito è tanto chiaro quanto semplicissimo da rispettare: per andare a fare le pallonate nel pallonaio provvisorio di piazza Santa Croce è sufficiente non aver mai ammazzato nessuno e non aver trafficato in armi e droga.

In realtà quello che dicono i calcianti è semplice: noi andiamo in campo per una rievocazione storica e per far divertire fiorentini e turisti praticando un gioco che, da sempre, ottempera anche qualche schiaffone, perchè dovremmo rischiare di prenderci delle denunce per un gioco? Denunce che si proiettano poi nella vita di tutti i giorni? Denunce che portano a spese e processi? Denunce che impediscono di lavorare?

"Ottemperare qualche schiaffone". Curiosa espressione. Forse si intende "contemplare qualche schiaffone". Il problema è che le pallonate travestite non contemplano qualche schiaffone: hanno contemplato e contemplano a tutt'oggi episodi di violenza efferata, in quella che a tutti gli effetti si configura come una continuazione pubblica e pubblicamente finanziata degli scambi di cortesie con cui i pallonieri travestiti sono soliti regolare durante il resto dell'anno qualunque affare, precedenza, questione, problema o -soprattutto- capriccio li riguardi. I casi che hanno riguardato Dimitri Rocchi e Daniele Taddei -due galantuomini con lo hobby dei pestaggi femminili- sono soltanto gli ultimi episodi finiti sul gazzettaio di quella che si configura come una lunga serie.
Rivelatore è che i pallonieri travestiti lamentino la possiblità di essere denunciati per le violenze commesse durante il pallonaggio travestito; per chi non lo sapesse, il pallonaio provvisorio viene allestito in piazza Santa Croce, che è un ambiente parecchio centrale, occhiutamente controllato anche in circostanze normali; la loro pretesa di una momentanea extraterritorialità del pallonaio provvisorio pecca di scarso realismo, e va anche contro la bambinesca, irritante e mestruale propaganda "occidentalista" in favore di telecamere, sbirri, sbarre, giridivite, tolleranzezzèro e via dicendo. A meno che, com'è ovvio e naturalissimo sospettare, gli "occidentalisti" abbiano esattamente quell'idea di "legalità" in cui il privilegio prende il posto del diritto che noi sosteniamo esplicitamente che abbiano.
Delle due l'una: o la si fa finita di ciarlare di legalitarismo d'accatto, o la si fa finita di invocare eccezioni.


Occorre un regolamento che tuteli anche questo aspetto. Nessuno vuole Piazza Santa Croce trasformata in un Far West, questo è quello che dicono coloro che hanno interesse a giustificare la cancellazione del Calcio Storico.

Traduzione: i pallonieri del pallonaio travestito vogliono potersi squartare a vicenda senza destare l'interesse della gendarmeria, faruèste o non faruèste. Va sottolineato una volta di più che i "problemi" con le masnade pallonesche -i cosiddetti "colori"- sono iniziati come per magia immediatamente dopo l'adozione di un regolamento vòlto a ridurre al minimo indispensabile la licenza e la possibilità di ridursi reciprocamente in frattaglie.

I calcianti non sono nè animali, nè delinquenti. Sono persone che, al pari di molti di noi, amano questo gioco e questa tradizione, ma che, proprio perché sono ragazzi normalissimi, per un gioco non hanno intenzione di rovinarsi la vita.

Nessuno chiede ai pallonieri travestiti di rovinare la vita a se stessi o a qualcun altro; gli viene più che altro richiesto di avere meno di quarant'anni, di non aver mai ammazzato nessuno e di non aver trafficato in armi e droga. Il fatto che simili condizioni siano tanto difficili da rispettare getta, lo ripetiamo, una luce rivelatrice sia sul baraccone del pallone travestito che sui suoi numi tutelari che agiscono sotto le bandierine dell'"occidentalismo" politico.

Quando capiremo questo, forse riavremo il vero Calcio Storico. Viva Fiorenza!

Non c'è nulla da capire. C'è da mettersi belli calmini e da smetterla di rendersi ridicoli affastellando menzogne da un anno all'altro. Se non è chiedere troppo, come abbiamo ottimo motivo di ritenere.