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martedì 20 luglio 2010

Ggggiooovinezze identitarie


Ggggiooovani, gggioovani, ggggiooovani fascistelli identitari e non conformi, sempre al servizio del padrone di turno, ma con rabbia e, soprattutto, con AMORE.

Perchè l'amore vince sempre sull'odio e sull'invidia. cit

sabato 17 luglio 2010

I'ddegrado senza l'insihurezza....



Due esempi di quel degrado (senza però troppa insihurezza) di cui ormai da diverso tempo siamo i protagonisti indiscussi nella città di Firenze.

martedì 13 luglio 2010

Casaggì e la questione di genere



Questa ennesima scritta che crea ancora una volta qu'ì degrado di cui tanto i nostri dirigenti si lamentano sempre, dimostra in poche ma coincise parole quale sia il nostro punto di vista circa la questione di genere; una cosa che, evidentemente, resta a noi completamente sconosciuta, insieme ad altre come , cultura, educazone e intelligenza, tanto per citarne alcune.

Ggggiooovani, gggiooovani, gggiooovani

Una foto (ebbene sì, ancora) di quel degrado di cui tanto ci lamentiamo in consiglio comunale co ì'Torse e che però la maggior parte delle volte siamo noi a creare.




Da notare che anche secondo un certo Adolf Hitler il proprio impero sarebbe durato mille anni e più......e noi alla fine siamo solo gggiooovani

Leggasi il testamento dello stesso Adolf:

[ADOLF] HITLER Ultime volontà e testamento
Anche se nel corso degli anni della mia lotta politica avevo sempre ritenuto di non potermi addossare la responsabilità di contrarre matrimonio, ho deciso, prima della fine della mia vita terrena, di prendere in moglie quella ragazza che, dopo tanti anni di fedele amicizia, è entrata di sua spontanea volontà in una città praticamente sotto assedio per condividere il suo destino con me. Questo ci ricompenserà entrambi per quanto abbiamo perduto nel corso di tutti gli anni in cui sono stato occupato a servire il popolo con il mio lavoro.
Quello che mi appartiene -seppure ha un valore- va al Partito. Se questo non esisterà più, va allo Stato, e se anche lo Stato dovresse venire distrutto, non saranno certo necessarie altre precisazioni da parte mia.
I miei quadri, raccolti nelle collezioni che ho comprato nel corso degli anni, non sono mai stati raccolti per fini privati, ma solo per realizzare una galleria nella mia città natale di Linz sul Danubio.
Che questo possa essere debitamente realizzato è il mio desiderio più grande.
Nomino mio esecutore testamentario il mio più fedele compagno di partito,
Martin Bormann.
Gli è conferita piena facoltà legale in merito ad ogni decisione. Egli è autorizzato a legare tutto ciò che ha un valore sentimentale o che sia necessario per il mantenimento di un tenore di vita modesto e semplice, per i miei fratelli e le mie sorelle, anche e soprattutto per la madre di mia moglie [1] e per i miei collaboratori fedeli che sono ben noti a lui, soprattutto la mia vecchia segretaria Frau Winter e gli altri che per anni mi hanno aiutato con il loro lavoro.
Io me e mia moglie - al fine di sfuggire alla vergogna della resa e della capitolazione - scegliamo per noi la morte. E' nostro desiderio di essere bruciati immediatamente, nel luogo in cui ho svolto la maggior parte del mio lavoro quotidiano, nel corso dei dodici anni trascorsi a servizio del mio popolo..

Dato a Berlino, 29. Aprile 1945, alle ore 04:00. (Sd.) A. Hitler
Come testimoni: (Sd.) Martin Bormann (Sd.) Dr. Fuhr
Come testimone: (Sd.) Nicolaus von Below.
[Sigillo] Adolf Hitler 

lunedì 7 giugno 2010

Di Casa Pound Firenze, di Tommaso Villa e di scritte che constatano l'ovvio

Dicono che Casa Pound, il franchising di magliette nere, cappellini e cd mediocri che sta avendo un minimo di fortuna tra gli adolescenti ed i giovani (il "Blocco Studentesco" ad esso collegato ha preso a Firenze la bellezza di 44 (quarantaquattro) voti sugli oltre cinquantacinquemila aventi diritto, nell'ozioso rinnovo della ininfluente "consulta nazionale degli studenti" universitari) abbia aperto una boutique con mescita anche a Firenze, a quattro passi precipitosi dalla principale sede della gendarmeria.
Pensando alla sovrapposizione che esiste tra i clienti di Casa Pound e l'"occidentalismo" politico -solo nello stato che occupa la penisola italiana la "politica" è ridotta ad un teatrino talmente immondo da riuscire a schierare perfino un "antagonismo filogovernativo"- è probabile che il detto pallonieristico ACAB vada corretto, nel loro caso, in AACAB, Almost All Cops Are Bastards, dal momento che in più di un caso gli stessi gendarmi hanno impedito ai clienti di Casa Pound di scoprire troppo in dettaglio le implicazioni, solitamente dolorose, di quel "nel dubbio mena" che sta a metà tra il refrain canzonettistico e lo slogan da maglietta.
Un nel dubbio mena che oltretutto, a Firenze, deve affrontare l'agguerrita e radicata concorrenza di indiscussi esperti del settore, riuniti nella conventicola del cosiddetto "calcio storico", che nei campi dell'aggressione gratuita (ultimamente pare vada di moda fracassare le ossa alle donne) e della prevaricazione abietta sono in grado di dare lezione a chiunque.
Stando alla gazzetteria, un sabato di inizio giugno un centinaio di attivisti politici fiorentini avrebbe manifestato contro la poco gradita intrapresa del franchising su descritto, non omettendo anche di esprimersi in modo piuttosto chiaro sul conto del piddì con la elle con scritte e volantini in cui l'identificazione del personale e dei clienti della boutique con mescita Casa Pound con l'attivismo politico del piddì con la elle viene data praticamente per scontata.
Vale la pena di precisare che, sempre secondo il gazzettame, al momento dei fatti nella boutique non c'era nessuno. Strano modo d'intendere la coerenza, per dei sedicenti insonni del futurismo che si rivelano così poco insonni e così poco numerosi da essere incapaci di rispettare perfino un orario d'apertura decente, ma lasciamo stare.
Nel corso della giornata qualcuno ha anche attaccato volantini e fatto scritte in viale Lavagnini, sulla vetrina di una sede del piddì con la elle secondo ogni evidenza chiusa e sprangata anch'essa. L'attività politica "occidentalista", evidentemente, ferve solo se c'è vicino un gazzettiere amico, altrimenti al buongoverno ci pensa il signor Zuckerberg, come avremo modo di approfondire.


Un Tommaso Villa qualunque, assente al momento di fare gli onori di casa, è infatti sbucato fuori all'istante per il gazzettaio dei giorni successivi, con un querulo comunicato stampa (riprendiamo la versione da Nove di Firenze, dal cui sito proviene anche la foto) in cui ha la consueta sfrontatezza di lagnarsi del "clima di odio molto spesso cercato e voluto dai soliti personaggi della sinistra estrema".
Questo pone un problema.
O si postula l'esistenza del Male metafisico, come fanno gli "occidentalisti", e dunque si ascrive ad una statuita e gratuita velleità distruttiva il perché di certi comportamenti, oppure si deve ammettere che certe azioni sono l'effetto di una qualche causa.
Ed i comunicati stampa di cui strabocca l'apposito ufficio del Consiglio Comunale fiorentino fanno pensare che qyeste cause siano rintracciabili, e siano rintracciabili anche abbastanza facilmente.
Il fancazzismo, l'incompetenza da bambini viziati e l'assertività irritante da quindicenne con le mestruazioni che nel vocabolario politico "occidentalista" prendono gli strani nomi di "dedizione", "competenza" o "merito" hanno riempito il Consiglio di individui incapaci di laurearsi perfino in quindici anni e di scoperti ammiratori di Codreanu, cui la tecnologia disponibile deve aver fatto concludere di poter allagare i pubblici consessi con ogni asserzione venga loro in mente senza che nessuno vada mai a render loro conto di alcunché.
Invece ci sono delle cose che non si devono fare, per esempio asserire nelle pubbliche assemblee che chicchessia sta tentando di avvelenare l'acquedotto o tacciarlo gratuitamente di prostituta e di tossicodipendente. Se il farlo diventa ordinaria amministrazione, ed anzi si costruiscono intere carriere politiche su una visibilità mediatica costruita esclusivamente su asserzioni di questo tipo, si deve mettere in conto che la cosa scateni anche qualche malumore ed avere il buon gusto di limitare il proprio vittimismo, nel caso di reazioni un po' scomposte, al minimo indispensabile a tutelare le apparenze.
Anche perché la pratica politica "occidentalista" è proprio fatta di apparenze, per non dire di menzogne abituali.

La questione nella sua essenza, pare di capire, resta l'asserito "fascismo" del piddì con la elle.
A partire dalla sua costituzione il piddì con la elle ha imbarcato di tutto, ivi comprese le frange più estreme dell'"occidentalismo" giovanile o presunto tale, i cui "leader" hanno evitato con l'embedding in una formazione politica pletorica di agonizzare per chissà quanto in un ambiente di cui le forze politiche parlamentari hanno saccheggiato senza alcun ritegno l'intero patrimonio ideologico, con particolare riguardo per le sue istanze più impresentabili e per le sue pratiche più vili, a cominciare dalla delazione, materia con cui la gioventù "occidentalista" comincia a familiarizzzare fin dalla prima adolescenza.
Le righe che seguono vanno a tratteggiare, in base alle informazioni disponibili, uno dei protagonisti-tipo di questo embedding. Abbiamo motivo di credere che non si tratti affatto di un caso isolato.


Renato Montagnolo proviene dalla ricristianizzata città di Prato e mena vanto di essere "consigliere circoscrizione ovest" sul sistema di autoschedatura mondiale cui gli "occidentalisti" stanno delegando in massa l'elenco degli affari loro, pubblici o privati che siano.
Che oltre al signor Zuckerberg possa esserci anche qualcun altro capace di utilizzare in modo per loro deleterio tutto quello che mettono in piazza è un'eventualità che questi signori non prendono minimamente in considerazione.
L'autoschedatura di Renato Montagnolo mostra un poster o volantino elettorale in cui i simboli del piddì con la elle si sovrappongono ad una schiera di bandiere prodotte -e soprattutto vendute, al pari di molti altri gadget- dalla boutique Casa Pound.
Dal dossier autocompilato -veramente geniale, questo Zuckerberg; non c'è SAVAK che non dovrebbe fargli un monumento- veniamo a sapere che Renato Montagnolo ha diciannove anni e frequenta l'ultimo anno di un istituto tecnico industriale. Abbiamo però motivo di credere che il dossier sia rimasto intonso per circa un anno, visti certi scambi di "opinioni" fermi al 2009, quindi su come attualmente Renato Montagnolo passi le sue giornate non abbiamo alcuna informazione.
Il sospetto è che si avvii, come innumerevoli casi sovrapponibili al suo, a percorrere un iter "formativo" di durata indefinita all'interno di qualche università, destinato ad essere interrotto a seguito della conquista di qualche scranna sufficientemente remunerativa.
A Prato viene edito anche un quotidiano on line chiamato Notizie di Prato. Curiosamente, nel gennaio 2010 un Renato Montagnolo vi riportava commenti di questo tenore:

Renato Montagnolo Says:
gennaio 13th, 2010 at 20:44

Viva l’italia antifascista liberale democratica.
Cioè l’italia che negli ultimi 63 anni si è venduta alla finanza internazionale, ha ridotto il proprio popolo in una massa di schiavi del capitalismo mondiale, ha preso parte al bel “gioco” della globalizzazione, gioco che ha portato alla distruzione della nostra identità.
Viva l’italia dei banchieri e dei mafiosi.

Voi tenetevi la vostra italia.
Noi, i FASCISTI del TERZO MILLENNIO, lottiamo ogni giorno per costruire un’ITALIA diversa, per costruire una comunità che corre e lotta, che non sta a guardare, che non si piange addosso.
Noi, i FASCISTI del TERZO MILLENNIO, stiamo con il popolo e con gli studenti.SEMPRE.

p.s. la nostra azione fine a sé stessa? vi state contraddicendo visto che è due giorni che se ne parla, visto che, anche solo guardando Facebook, si può notare come gli studenti si siano schierati.Non vi dico neanche con chi si sono schierati, voi pensate a parlare, noi stiamo in prima linea accanto a chi ha bisogno.

Un ottimo esempio di quell'"antagonismo filogovernativo" che additavamo, nell'incipit, allo scherno di chi legge.
Sul fatto che l'accostamento tra piddì con la elle e fascismo sia indebito, concretezza alla mano, è lecito esprimere più di un dubbio.
Sul fatto che l'"occidentalismo" peninsulare, e quello fiorentino in particolare, siano costituiti pressoché per intero da scaldapoltrone sistematicamente dediti alla presa in giro, invece, di dubbi non è lecito averne alcuno.

domenica 16 maggio 2010

Azione Giovani contribuisce attivamente al degrado della città di Firenze (reprise)

Con rabbia e con amore condividiamo cameratescamente quanto segue:


Alcune settimane fa abbiamo documentato gli esiti, in verità piuttosto pedestri, di quella che pare essere stata una nottata di estro creativo dovuta a chissà chi.
In altre parole, alla fine di aprile 2010 il quartiere fiorentino di Gavinana è stato riempito di scritte nerastre e croci celtiche da qualcuno talmente versato negli studi in materia da avere con ogni probabilità un bel po' di problemi a distinguere il Leabhar Cheanannais da The Lord of the Rings, o Montague Rhodes James da George Best.


In capo ad un paio di settimane le scritte sono state affiancate da considerazioni altrettanto nerastre ma di registro alquanto diverso. Nel migliore dei casi gli altrettanto ignoti decoratori hanno auspicato per i celtici di prima passata un poco nobile destino in cui rientrano, tradizionalmente, corda e sapone. In altri casi sono stati un po' più espliciti, correggendo con pesanti considerazioni una scritta inneggiante a Casaggì (un sedicente "centro sociale di destra" organico al piddì con la elle fiorentino) e promettendo un trattamento granguignolesco a chiunque si faccia sorprendere a giocherellare con rune e tinta spray.
I rapporti di forza a Firenze giocano pesantemente a sfavore degli "occidentalisti" in generale, e degli estimatori di hakenkreuzen e wolfzahnen in particolare, che come abbiamo visto riescono a mobilitare, e solo nelle grandissime occasioni, meno di trecento persone in tutto e per tutto, di solito animate da uno spirito bellicoso più adatto ad una gozzoviglia tra piccoli e medi calibri di "partito" che non all'allestimento di operazioni paramilitari. Impiastrare a getto continuo per anni una città di manifesti ed un quartiere intero di marchi territoriali nella migliore etologia della specie potrebbe non rivelarsi il miglior modo per farsi tollerare ed in un contesto complessivamente sano come quello fiorentino, in cui la politica si ostina a passare per le piazze prima che in quella immonda autoschedatura mondiale che chiamano Facebook, sarebbe il caso di prendere questo elementare dato di fatto in seria considerazione.
Stranamente -o meglio, non stranamente- la pioggia di croci celtiche, nella più parte dei casi firmate con un eloquente "A. G.", non ha fatto fino ad oggi scagnare in sala stampa nessun autonominato identificatore d'insihurezzedddegràdo. Nulla da eccepire; non esiste "occidentalista" per che non usi due pesi e due misure.

giovedì 13 maggio 2010

Un pomeriggio non conforme in quel di Firenze sud







Alcune foto delle nostre "bravate" identitarie e non conformi , responsabili di qui'iddegrado e di quell'insihurezza dei quali tanto si lamentano i nostri dirigenti del Pdl.