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giovedì 18 novembre 2010

Firenze, Quartiere 3, Venerdi 19 novembre 2010: la destra nel PDL fra idee, valori e impegno sul territorio


Qualcuno ci ha segnalato per e-mail l'iniziativa in oggetto, che non si saprebbe bene se definire comizio, assemblea, conferenza o, forse con più appropriatezza, chiacchierata tra amici.
Cerchiamo di soffocare le risate di sottofondo, concordemente intonate al più assoluto dei disprezzi, e vediamo di cosa si tratta.
Gli "occidentalisti" fiorentini mostrano di solito un buon grado di maturità, in primo luogo evitando puramente e semplicemente di farsi vedere in giro al di là della cerchia di individui cui risulta tollerabile la loro presenza. Nel corso degli ultimi anni si erano specializzati nel coprire di manifesti interi tratti di mura di edifici, di solito annunciando assemblee dal tema perentorio nelle sale riunioni messe a disposizione da qualche albergo. Stavolta non ne abbiamo avuto sentore ed è probabile che la moda delle affissioni abusive abbia fatto il suo tempo. Forse lo stesso vale anche per le sale degli hotel: tutta roba che bisogna pur pagare e qui non siamo certo davanti a gente adusa a casse comuni e sottoscrizioni di solidarietà, e men che mai a mettervi del proprio. Le crapule alberghiere risultano al momento monopolizzate, "occidentalisticamente" parlando, da un'associazione culturale intitolata a Giovanni Papini, un individuo che ci si propone di rimettere nella giusta ottica in una prossima occasione.
Una formazione politica tanto cianciante di "radici cristiane" non dovrebbe avere problemi ad ottenere accesso ad una sala d'oratorio: il Quartiere 3 di Firenze ne schiera parecchie. Il fatto è che, molto giustamente, anche l'accoglienza cristiana ha limiti piuttosto precisi, legati alla presentabilità di temi ed individui; nulla di più probabile che il piddì con la elle non abbia, e da molto tempo, superato se stesso anche in questo settore.
Tocca andare, alle nove di sera di una serata qualsiasi del mese di novembre, in una biblioteca pubblica.

Ecco qui gli interessati a "Idee, valori ed impegno sul territorio". Si tratta di un buon numero di micropolitici di terza fila, la cui principale (se non unica) occupazione consiste nell'ingolfare uffici stampa. Recentemente hanno perso "IlFirenze", basso foglietto in distribuzione gratuita eloquentemente solerte a pubblicare ogni loro schizzo di collodio; un altra gazzettina, "Il Giornale della Toscana", starebbe passando un brutto periodo, che ci auguriamo prossimo alla conclusione con la totale sparizione della testata.
Achille Totaro. Nicola Nascosti. Giovanni Donzelli. Matteo Calì. Giovanni Gandolfo. Paolo Poli. Lucio Spagna. Giacomo Ballo. Selene Maionchi. Giovanni Giorgetti. Filippo Marchi. Totale undici persone: la possibilità che il numero degli oratori sia pari o anche superiore a quello degli intervenuti tra il pubblico è concreta. Anche perché il manifestino di convocazione non reca alcun invito alla partecipazione nei confronti della cittadinanza, e sarebbe dunque logico che la cittadinanza tutta si guardasse bene dall'intervenire. In altre parole, la consueta autoreferenzialità dell'iniziativa non è sfuggita neanche a chi ha avuto l'umiliante compito di propagandarla.
La propensione a lasciar affogare questi mangiatori di fettuccine nelle loro stesse menzogne pare che a Firenze esista e che sia piuttosto consolidata, assumendo per certi versi i tratti di una vera e propria, salutare e lodevole consuetudine. Anche volendo scartare gli episodi in cui il politicame "occidentalista" è stato accolto da fiere e motivate contestazioni, secondo fonti attendibili le iniziative messe in piedi in nome della politica "occidentalista" raccolgono, quando realizzate in contesti di massima visibilità e fruibilità, un numero di persone variabile tra le venti e le sessanta. Ed una sera di novembre in una biblioteca pubblica non costituisce il massimo da nessuno dei due punti di vista, ragion per cui è possibile prevedere un concorso di pubblico tutt'altro che fitto.
E di quali "Idee, valori ed impegno sul territorio" si può mettere in conto la presentazione? Nel corso degli anni abbiamo fornito ai nostri lettori un campionamento, peraltro assai ridotto, degli interessi attivamente perseguiti da molti degli "occidentalisti" su elencati. Non si tratta di una lista molto lunga: l'insihurezza, i'ddegrado e soprattutto molto pallone, molto pallonaio, molti pallonieri, molte pallonate. Abbiamo anche più volte messo in luce il rapporto assai peculiare che esiste tra gli "occidentalisti" e queste tematiche, come faremo anche stavolta.
Il pallone a Firenze è declinabile in vari modi. Il pallone vero e proprio (quello in cui ventidue adulti in mutande anche a gennaio prendono a calci in mezzo ad un prato un affare rotondo cercando per motivi tutti loro di farlo entrare in un rettangolo delimitato da pali di ferro), il pallone piccolo (vi si dedicano in meno ed in meno spazio, spesso anche al chiuso), il pallone travestito (tradizione inventata carissima agli "occidentalisti"), il pallone ciarlato (quello di ciarle che iniziano tra interlocutori all'atto stesso dell'incontro, senza che vi siano neppure stati preventivi scambi di saluti), il pallone alla televisione (quello di cui il pallone vero e proprio costituisce uno strano doppione previrtuale, che molti riterrebbero comodo abolire), il pallone finto (una cosa che si fa facendo finta di essere capopallonieri di un gruppo di pallonieri ricchi).
Non esiste "occidentalista" che prescinda da questo pallone: molti di questi individui sono versati in tutte e sei le varianti del nostro non esaustivo elenco. Esistono giornate in cui la gazzetta "occidentalista" chiamata "Giornale della Toscana" riesce a farne argomento pressoché unico del numero in edicola, e lo stesso vale per comunicati stampa, interrogazioni e mozioni "occidentaliste" riportate dal sito della municipalità di Firenze. Credendo chissà perché di limitare i danni, il fondatore del piddì con la elle coscrisse a Firenze proprio un ex palloniere, presentato in modo pressoché esclusivo come tale nell'àmbito di una campagna elettorale in cui tutte le vocette "occidentaliste" di Firenze furono perentoriamente invitate al silenzio per qualche tempo, per lasciare posto solo alla campagna elettorale ed evitare di peggiorare con risibili iniziative come quella di cui ci stiamo occupando qui un quadro disastroso già per proprio conto.
L'ex palloniere finì prima sgazzebato e poi trombato, nonostante un affannoso tentativo di recupero tentato dal suo ufficio propaganda, che sparse per tutta Firenze una lettera in cui il malcapitato doveva letteralmente arrampicarsi sugli specchi. Infine acquisì rapidissimo quel carattere di evanescenza che, unita ad una lodevole consapevolezza e ad un buon grado di rispetto di sé, gli ha fino ad oggi evitato di venire a discutere del nulla nelle biblioteche pubbliche.
L'ex palloniere rappresenta in un certo senso la punta di diamante ed il volto presentabile dell'"occidentalismo" cittadino. Un'occhiata ai documenti in link potrà a malapena dare l'idea di quale sia l'abituale pedestraggine dei suoi comprimari.
Un esempio di quanto andiamo sostenendo? Uno dei relatori è il ben nutrito Matteo Calì. Non troppo tempo fa abbiamo avuto occasione di documentare il suo interesse pallonistico, coltivato da costui a livelli praticamente monografici insieme ad altre materie di fondamentale importanza come la goliardia e le cazzate. Lo scritto in link riferisce nel dettaglio anche dei suoi strepitosi successi accademici.



Il ruolo di "personalità" della serata l'hanno dato a uno che è nella foto qui sopra, e che si chiama Achille Totaro.
Achille totaro è, innanzitutto, grasso.
Poi è anche di Scandicci.
La foto (fonte: casaggifirenze.blogspot.com) riteniamo sia stata scattata in occasione della "cocomerata" organizzata nell'estate 2010. Un esempio come tanti altri dell'andamento abitualmente disastroso delle iniziative "occidentaliste" in città, sulla quale non mancammo di infierire. Reperita un'immagine che attesta la prima delle due caratteristiche memorabili di costui, siamo intenti a cercarne una che illustri con altrettanta inoppugnabilità il fatto che è di Scandicci.
Anche Achille Totaro ha alle spalle una carriera accademica fittissima di allori, documentarsi sulla quale non richiede eccessivi sforzi.

Un altro di cui si assicura la partecipazione è Giovanni Donzelli. Nel suo sito web è presente al momento in cui scriviamo un profilo biografico interessante per due motivi. Il primo è che non reca traccia alcuna di qualcosa di assimilabile ad un'attività lavorativa, il secondo è che in esso questo diplomato, rimasto tale nonostante gli almeno quindici anni accademici trascorsi dalla sua immatricolazione, si vanta del fatto che "Nei 5 anni in consiglio comunale ha presentato oltre 400 atti tra interrogazioni, mozioni e ordini del giorno ed è intervenuto nel dibattito consiliare oltre 500 volte" confermando il concetto di "attività politica" seguito dagli "occidentalisti", secondo il quale l'essenziale è rappresentato da quella continua esposizione mediatica che finisce per trasformarsi in suffragi, e non certo dal fare per lo meno finta di interessarsi di problemi per i quali questi indossatori di cravatte non hanno peraltro neppure gli strumenti e le competenze di base per intervenire con una parvenza di efficacia.

Di cosa farà finta di interessarsi una truppa guidata da sergenti di questo livello?
Di pallone, si diceva. Più in là sarebbe miracoloso che arrivassero: dai materiali reperibili in rete, nove volte su dieci da essi stessi forniti, pare che perfino quei genitali femminili che di tanta considerazione sono oggetto nelle alte sfere dell'"occidentalismo" peninsulare siano loro preclusi.
L'adunata rischia di mostrarsi parca di argomenti.
Comunque ci sono sempre i'ddegrado e l'insihurézza.
Il lavandino "occidentalista" conta a Firenze anche un'altra anima, che qualcuno si è scordato di invitare alla chiacchierata del 19 novembre. Casaggì non sarà tra i relatori, ma sarà sicuramente presente in spirito visto che qualche individuo ne ha sparso segni, simboli e firme su tutti i muri del quartiere fattivamente contribuendo a i'ddegrado e permettendo a noi di trarre una conclusione drastica, secondo la quale gli "occidentalisti" sono in realtà il male di cui pretenderebbero di essere la cura e confermando la natura sostanzialmente ed abitualmente menzognera del loro operato.
Della passione "occidentalista" per palloni, pallonieri, pallonate e pallonaggi si è già trattato. Dal punto di vista di questi frequentatori di ristoranti non c'è nulla di più degno e di più intoccabile.
Ora, il pallone, a Firenze, limitando gli esempi alla sola società pallonistica più ricca e famosa, negli ultimi sei mesi ha prodotto ai suoi livelli più strapagati individui che aggrediscono dei lavoratori, e ai suoi livelli meno strapagati individui che aggrediscono le donne. Un contributo fattivo e documentabile alla 'nsihurézza che gli "occidentalisti" si guardano bene dal sottolineare.

Le idee.
I valori.
L'impegno.

Un gazzettiere "occidentalista", uno fra i tanti che passate le glorie della sifilide securitaria e di quella democrazia da esportazione per la quale non ci sarà mai sufficiente disprezzo,stanno cercando di uscire dalla sentina da loro stessi costruita, così ritraeva il 14 novembre 2010 il blocco dei micropolitici imbrancati nel primo partito "occidentalista" della penisola italiana:

"Una turba di mezze calzette, di villan rifatti, di incompetenti, di procacciatori: [...] una schiera compiacente e zelante, pronta ad ogni servilismo per il proprio personale interesse".

Riescono abitualmente a farsi schifo perfino a vicenda. Ed è probabile che così sia sempre stato, in un contesto camuffato e tenuto a bada da prebende, successi di cartapesta, idiozie, menzogne ed una abituale e ricorrente criminalizzazione di ogni minimo dissenso.
Si affollino di nuovo, le risate di disprezzo.

lunedì 4 ottobre 2010

I cugini identitari, le scritte e la cocaina


Ecco uno dei tanti esempi di come alcune persone la pensano riguardo i nostri cugini identitari e non conformi ( e sicuramente lo sono più di noi) di Casaclown Casapound.

lunedì 7 giugno 2010

Di Casa Pound Firenze, di Tommaso Villa e di scritte che constatano l'ovvio

Dicono che Casa Pound, il franchising di magliette nere, cappellini e cd mediocri che sta avendo un minimo di fortuna tra gli adolescenti ed i giovani (il "Blocco Studentesco" ad esso collegato ha preso a Firenze la bellezza di 44 (quarantaquattro) voti sugli oltre cinquantacinquemila aventi diritto, nell'ozioso rinnovo della ininfluente "consulta nazionale degli studenti" universitari) abbia aperto una boutique con mescita anche a Firenze, a quattro passi precipitosi dalla principale sede della gendarmeria.
Pensando alla sovrapposizione che esiste tra i clienti di Casa Pound e l'"occidentalismo" politico -solo nello stato che occupa la penisola italiana la "politica" è ridotta ad un teatrino talmente immondo da riuscire a schierare perfino un "antagonismo filogovernativo"- è probabile che il detto pallonieristico ACAB vada corretto, nel loro caso, in AACAB, Almost All Cops Are Bastards, dal momento che in più di un caso gli stessi gendarmi hanno impedito ai clienti di Casa Pound di scoprire troppo in dettaglio le implicazioni, solitamente dolorose, di quel "nel dubbio mena" che sta a metà tra il refrain canzonettistico e lo slogan da maglietta.
Un nel dubbio mena che oltretutto, a Firenze, deve affrontare l'agguerrita e radicata concorrenza di indiscussi esperti del settore, riuniti nella conventicola del cosiddetto "calcio storico", che nei campi dell'aggressione gratuita (ultimamente pare vada di moda fracassare le ossa alle donne) e della prevaricazione abietta sono in grado di dare lezione a chiunque.
Stando alla gazzetteria, un sabato di inizio giugno un centinaio di attivisti politici fiorentini avrebbe manifestato contro la poco gradita intrapresa del franchising su descritto, non omettendo anche di esprimersi in modo piuttosto chiaro sul conto del piddì con la elle con scritte e volantini in cui l'identificazione del personale e dei clienti della boutique con mescita Casa Pound con l'attivismo politico del piddì con la elle viene data praticamente per scontata.
Vale la pena di precisare che, sempre secondo il gazzettame, al momento dei fatti nella boutique non c'era nessuno. Strano modo d'intendere la coerenza, per dei sedicenti insonni del futurismo che si rivelano così poco insonni e così poco numerosi da essere incapaci di rispettare perfino un orario d'apertura decente, ma lasciamo stare.
Nel corso della giornata qualcuno ha anche attaccato volantini e fatto scritte in viale Lavagnini, sulla vetrina di una sede del piddì con la elle secondo ogni evidenza chiusa e sprangata anch'essa. L'attività politica "occidentalista", evidentemente, ferve solo se c'è vicino un gazzettiere amico, altrimenti al buongoverno ci pensa il signor Zuckerberg, come avremo modo di approfondire.


Un Tommaso Villa qualunque, assente al momento di fare gli onori di casa, è infatti sbucato fuori all'istante per il gazzettaio dei giorni successivi, con un querulo comunicato stampa (riprendiamo la versione da Nove di Firenze, dal cui sito proviene anche la foto) in cui ha la consueta sfrontatezza di lagnarsi del "clima di odio molto spesso cercato e voluto dai soliti personaggi della sinistra estrema".
Questo pone un problema.
O si postula l'esistenza del Male metafisico, come fanno gli "occidentalisti", e dunque si ascrive ad una statuita e gratuita velleità distruttiva il perché di certi comportamenti, oppure si deve ammettere che certe azioni sono l'effetto di una qualche causa.
Ed i comunicati stampa di cui strabocca l'apposito ufficio del Consiglio Comunale fiorentino fanno pensare che qyeste cause siano rintracciabili, e siano rintracciabili anche abbastanza facilmente.
Il fancazzismo, l'incompetenza da bambini viziati e l'assertività irritante da quindicenne con le mestruazioni che nel vocabolario politico "occidentalista" prendono gli strani nomi di "dedizione", "competenza" o "merito" hanno riempito il Consiglio di individui incapaci di laurearsi perfino in quindici anni e di scoperti ammiratori di Codreanu, cui la tecnologia disponibile deve aver fatto concludere di poter allagare i pubblici consessi con ogni asserzione venga loro in mente senza che nessuno vada mai a render loro conto di alcunché.
Invece ci sono delle cose che non si devono fare, per esempio asserire nelle pubbliche assemblee che chicchessia sta tentando di avvelenare l'acquedotto o tacciarlo gratuitamente di prostituta e di tossicodipendente. Se il farlo diventa ordinaria amministrazione, ed anzi si costruiscono intere carriere politiche su una visibilità mediatica costruita esclusivamente su asserzioni di questo tipo, si deve mettere in conto che la cosa scateni anche qualche malumore ed avere il buon gusto di limitare il proprio vittimismo, nel caso di reazioni un po' scomposte, al minimo indispensabile a tutelare le apparenze.
Anche perché la pratica politica "occidentalista" è proprio fatta di apparenze, per non dire di menzogne abituali.

La questione nella sua essenza, pare di capire, resta l'asserito "fascismo" del piddì con la elle.
A partire dalla sua costituzione il piddì con la elle ha imbarcato di tutto, ivi comprese le frange più estreme dell'"occidentalismo" giovanile o presunto tale, i cui "leader" hanno evitato con l'embedding in una formazione politica pletorica di agonizzare per chissà quanto in un ambiente di cui le forze politiche parlamentari hanno saccheggiato senza alcun ritegno l'intero patrimonio ideologico, con particolare riguardo per le sue istanze più impresentabili e per le sue pratiche più vili, a cominciare dalla delazione, materia con cui la gioventù "occidentalista" comincia a familiarizzzare fin dalla prima adolescenza.
Le righe che seguono vanno a tratteggiare, in base alle informazioni disponibili, uno dei protagonisti-tipo di questo embedding. Abbiamo motivo di credere che non si tratti affatto di un caso isolato.


Renato Montagnolo proviene dalla ricristianizzata città di Prato e mena vanto di essere "consigliere circoscrizione ovest" sul sistema di autoschedatura mondiale cui gli "occidentalisti" stanno delegando in massa l'elenco degli affari loro, pubblici o privati che siano.
Che oltre al signor Zuckerberg possa esserci anche qualcun altro capace di utilizzare in modo per loro deleterio tutto quello che mettono in piazza è un'eventualità che questi signori non prendono minimamente in considerazione.
L'autoschedatura di Renato Montagnolo mostra un poster o volantino elettorale in cui i simboli del piddì con la elle si sovrappongono ad una schiera di bandiere prodotte -e soprattutto vendute, al pari di molti altri gadget- dalla boutique Casa Pound.
Dal dossier autocompilato -veramente geniale, questo Zuckerberg; non c'è SAVAK che non dovrebbe fargli un monumento- veniamo a sapere che Renato Montagnolo ha diciannove anni e frequenta l'ultimo anno di un istituto tecnico industriale. Abbiamo però motivo di credere che il dossier sia rimasto intonso per circa un anno, visti certi scambi di "opinioni" fermi al 2009, quindi su come attualmente Renato Montagnolo passi le sue giornate non abbiamo alcuna informazione.
Il sospetto è che si avvii, come innumerevoli casi sovrapponibili al suo, a percorrere un iter "formativo" di durata indefinita all'interno di qualche università, destinato ad essere interrotto a seguito della conquista di qualche scranna sufficientemente remunerativa.
A Prato viene edito anche un quotidiano on line chiamato Notizie di Prato. Curiosamente, nel gennaio 2010 un Renato Montagnolo vi riportava commenti di questo tenore:

Renato Montagnolo Says:
gennaio 13th, 2010 at 20:44

Viva l’italia antifascista liberale democratica.
Cioè l’italia che negli ultimi 63 anni si è venduta alla finanza internazionale, ha ridotto il proprio popolo in una massa di schiavi del capitalismo mondiale, ha preso parte al bel “gioco” della globalizzazione, gioco che ha portato alla distruzione della nostra identità.
Viva l’italia dei banchieri e dei mafiosi.

Voi tenetevi la vostra italia.
Noi, i FASCISTI del TERZO MILLENNIO, lottiamo ogni giorno per costruire un’ITALIA diversa, per costruire una comunità che corre e lotta, che non sta a guardare, che non si piange addosso.
Noi, i FASCISTI del TERZO MILLENNIO, stiamo con il popolo e con gli studenti.SEMPRE.

p.s. la nostra azione fine a sé stessa? vi state contraddicendo visto che è due giorni che se ne parla, visto che, anche solo guardando Facebook, si può notare come gli studenti si siano schierati.Non vi dico neanche con chi si sono schierati, voi pensate a parlare, noi stiamo in prima linea accanto a chi ha bisogno.

Un ottimo esempio di quell'"antagonismo filogovernativo" che additavamo, nell'incipit, allo scherno di chi legge.
Sul fatto che l'accostamento tra piddì con la elle e fascismo sia indebito, concretezza alla mano, è lecito esprimere più di un dubbio.
Sul fatto che l'"occidentalismo" peninsulare, e quello fiorentino in particolare, siano costituiti pressoché per intero da scaldapoltrone sistematicamente dediti alla presa in giro, invece, di dubbi non è lecito averne alcuno.

sabato 5 giugno 2010

Una poesia identitaria e assolutamente non conforme per i camerati di Casaclown


Questo splendido sonetto trovato sul sito vivamafarka.com esprime i contenuti e le idee del nuovo covo fascista in città. La metrica è incerta, ma le commoventi rime baciate e le assonanze ricercate dimostrano che la sensibilità dell’autore non si limita all’impegno nel sociale ma si estende alla lirica e alla poesia. Ancora un’emozione regalata dai nostri ggggioooovini amici camerati dopo quella sulla cinghiamattanza, GRAZIE!

Nella città gigliata
una nuova tartaruga è nata,
uscita da una scatola,
un idea voluta
da una coppia affiatata.
Terra di Dante
che l’italiano hai inventato
oggi hai avuto
il tuo primato,
ora siamo qua
nessuno ci fermerà.
L’antifa non ci fa paura
noi cominciamo questa avventura,
di Pavolini e delle Brigate Nere siamo i continuatori,
ci sentiamo
come franchi tiratori.
O battaglion toscano
che con un ghigno
sbeffeggi la morte
non hai paura
quale sia la tua sorte,
orgoglioso di gridare
che onore e fedeltà
sono ideali che nessuno fermerà.
Non temiamo il confronto.
destra e sinistra sono facce di bronzo,
pronti a dialogare
con chi vuole il mutuo sociale.
Noi non siamo la destra terminale
noi puntiamo sul sociale,
per questo noi fascisti del terzo millenio
ribadiamo l’idea
dell’estremocentroalto.
Forse non si è capito
ma Casa Pound
rimarrà nel mito,
per il duce e per il mondo intero
vogliamo l’Impero.

P.s
 I'Torse vorrebbe iscriversi ad un corso di poesia, c'è per caso la possibilità di conoscere il camerata autore di questa opera d'arte?

venerdì 4 giugno 2010

La casa: un diritto identitario e non conforme


Ecco ancora un altra immagine di quel degrado di cui tanto ci lamentiamo noi gggiooovani identitari e non conformi.

Pare che, in un quartiere famoso per la sua insihurezza, qualche camerata abbia fatto questa scritta qui, dato che il muro si trova proprio davanti ad alcune case abitate da migranti.
Noi non vogliamo essere razzisti, in fondo siamo solo gggiooovani e vogliamo urlare al mondo quello che i'Torse ci insegna dalla mattina alla sera insieme a i'Donze e agli altri anziani saggi.
E comunque noi non siamo razzisti, siamo identitari ! L'italia agli italiani e altri slogan, tuttavia, li rubiamo a quelli di Casaclown Casapound nel disperato tentativo di sembrare più ribelli, gggiovini e belli; ma inutilmente.
D'altra parte siamo rappresentati da gente come i nostri dirigenti locali, senza pensare a certi che, da minstri, si fanno addirittura pagare le case a loro insaputa.

domenica 30 maggio 2010

Benvenuti CAMERATI !

Ieri i'Torse era presente all'inaugurazione della nuova sede di Casaclown Casapound in via lorenzo il magnifico, a testimonianza del fatto che, fra finti fascisti, presunti tali e veri fasci topi di fogna ci si intende davvero bene.
Ecco un contributo per comprendere meglio chi sono i "fascisti del terzo millennio", dei quali i'nostro Torse parla sempre con prudenza ma che poi alla fine cerca solo di imitare. Speriamo solo che i nostri cameratucci di Casaggì ( quelli più identitari e ribelli, più non conformi e belli) non confluiscano nella neonata "associazione culturale", altrimenti chi ci mandiamo dai trans alle cascine o dai barboni alla stazione insieme a quelli de La Fenice?

giovedì 13 maggio 2010

Il partito dell'amore e i fascisti



Il primo di tre video facenti parte di un documentario ( che per certi aspetti potrebbe definirsi pure identitario e non conforme, ma chissà..) della televisione francese sull'estrema destra in Europa.
Ovviamente non poteva mancare l'Italia, sempre ai primi posti quando si parla di schifezze, mafia e topi di fogna.
E' singolare come i nostri stessi gggiooovani dirigenti di AG,AS e FUAN definiscono realtà come Blocco Studentesco e Casapound: da una parte si parla di simpatie per questioni ideologiche, ma dall'altra i gggiooovani si guardano bene dal definirsi fascisti e soprattutto dall'evidenziare i propri legami con la destra più estrema ( e sicuramente più non conforme).
Insomma, se davvero volete sapere cosa complottiamo segretamente noi gggioovani del Pdl e chi sono figuri come Alemanno e soci, cliccate qui sopra col mouse.