domenica 13 marzo 2011

CI piace ìddegràdo

QUESTA è LA FIRENZE CHE VOGLIAMO! 
VIVA ìDDEGRADO








Casaggì Firenze: la dura vita dei cialtroni "occidentalisti"


Com'era prevedibile e com'è stato a suo tempo previsto, dopo il congedo di quelli che sono venuti all'inizio di febbraio a passare in rassegna la servitù l'attività dei giovani "occidentalisti" di Casaggì Firenze è tornata ad una routine fatta di menzogne e di affissioni abusive. Anche perché nel giro di un mese a Firenze ci sono state manifestazioni di piazza di segno (apparentemente) opposto di una tale portata da sotterrare letteralmente la passeggiatina "occidentalista", pur se onorata -per così dire- dalla presenza del più incolore ed inutile "ministro" di cui il mondo contemporaneo abbia avuto contezza, e dei suoi lacché fiorentini.
Come se non bastasse è arrivato un tizio che si chiama Massimo Mattei, il famoso islamofobo tascabile già noto ai nostri lettori, che prima si è divertito un po' a spese del più noto referente istituzionale di quei mangiatori di spaghetti, e poi dev'essere passato all'azione.
Le affissioni abusive sono da molti anni una costante della pratica politica "occidentalista" insieme alla propaganda passata agli uffici stampa (insihurezzeddegràdo, e poco altro). Stante la sostanziale irrilevanza di quanto proposto, nessuno si interessa di un fenomeno il cui ricorrere da anni nelle medesime aree ricorda da vicino il comportamento del canis lupus familiaris: non occorre un baccellierato in etologia per sapere che i cani depongono i propri escrementi soltanto laddove non si sentono minacciati.
Il 12 marzo 2011 abbiamo notato che molte di queste aree, ivi compresa quella costituita dalle pareti perimetrali del Liceo Carcere Michelangiolo cui a riferimento la foto, erano state tappezzate con carta bianca, secondo l'uso delle amministrazioni comunali della penisola intente a lottare contro questo tipo di pratica, che reimpiegano in questo modo i vecchi materiali.
Intanto, la propaganda "occidentalista" ha prudentemente ridotto le stime del numero di copie in cui diffonde le proprie menzogne, passando da un roboante cinquantamila ad un più realistico mille in meno di un mese. La strada per la sparizione a volte è più breve di quanto uno si immagini: lo stato che occupa la penisola italiana dispone di una pubblica amministrazione, rappresentata sul web.
Ed uno di questi siti ci ricorda proprio che
"...gli oneri derivanti dalla rimozione dei manifesti affissi in violazione delle disposizioni vigenti sono a carico dei soggetti per conto dei quali gli stessi sono stati affissi, salvo prova contraria"

e che
"La Finanziaria 2007 [...] ha addirittura disposto che d’ora in poi chi violerà la legge oltre al pagamento delle sanzioni dovrà farsi carico anche delle spese della defissione [...]"

Ce n'è di che far mangiare molti meno maccheroni ad una vasta rappresentativa di cialtroni...

sabato 26 febbraio 2011

Affissioni abusive a Firenze: Casaggì, Francesco Torselli ed una lettera di Massimo Mattei

Firenze, anno 2011.
I giovani "occidentalisti" di Casaggì a lezione presso la 
Scuola di Politica "M. Mattei".
Si noti la canna brandita con sobrietà dal precettore,
garanzia di metodi pedagogici all'insegna della tradizione.

Nel febbraio 2011 la micropolitica giovanile "occidentalista" a Firenze fa per un po' notizia per una rassegna governativa a cadenza annuale sulla quale, in questa sede, ci si è fatti un piacere di infierire senza la minima misericordia: basti sapere che la "popolarità" dell'iniziativa a Firenze è a tutt'oggi tale che solo un dispiegamento di gendarmi fuori dall'ordinario è in grado di tutelare partecipanti ed organizzatori da contestazioni di carattere eccezionalmente perentorio.
Ripartiti i governativi, a Casaggì Firenze sono rimaste le belle prove di incompetenza informatica, i copia ed incolla su qualche blog, e gli incolla ed incolla sui muri deputati ad accogliere le ciance della committenza.
E la committenza, ora come ora è alle prese con problemi ed imbarazzi di portata più epocale del solito, tali da metterne in ombra perfino le prove di quotidiana abiezione con cui ci ha da tempo abituato a convivere.
I nostri lettori sanno come la principale, nonché la più costruttiva ed utile, pratica politica dell'"occidentalismo" giovanile fiorentino sia rappresentata proprio dall'affissione abusiva. Voci di corridoio addossano ai suoi protagonisti anche una lunga serie di brutte abitudini, ma useremo loro la pura cortesia di non prestare ad esse orecchio.
Il 23 febbraio 2011 un certo Massimo Mattei, il famoso islamofobo da taschino che fa anche lo "assessore al decoro" o roba del genere e che già in passato aveva avuto non poco da ridire sul ciarpame "occidentalista" che ricopriva interi muri perimetrali, ha scritto una di quelle oziose lettere aperte che servono a riempire le gazzette.
Il destinatario è Francesco Torselli, per nulla estraneo all'operato di Casaggì e noto per la grande stima che nutre nei confronti del nazionalista antisemita Corneliu Zelea Codreanu, tra le minori pecche della cui Garda de Fier stava la propensione all'assassinio politico a sfondo mistico.
Questo, perché si abbia sempre chiaro quali modelli il politicame giovanile "occidentalista" presenta a quanti aspirino a far parte della servitù.
Riportiamo il testo della lettera per intero, con qualche considerazione.
Caro Torselli,
perdonami se svolgo una funzione pedagogica, lontana dalle mie ideologie esistenziali. Nella mia giovinezza ho creduto che in Russia si stesse bene, perché qualcuno me lo aveva detto, ma si nasce incendiari e si muore pompieri. Credo che un sano entusiasmo giovanile sia interessante e rappresenti uno stimolo per tutti, so cosa significhi sognare le rivoluzioni, comprendo che sia più facile rimanere affascinati da Che Guevara e da Evola, piuttosto che da Rotondi e Fioroni. Credo però che un conto sia sognare l’Impresa Fiumana e vedersi al comando di un aereo che getta volantini su Vienna e un altro è lodare e ricordare un pensatore che, per quanto stimolante e controverso, resta un ideologo della guerra e dell’imperialismo.
Caro Francesco vedo il tuo quotidiano lavoro in Consiglio e devo dire che sei uno dei consiglieri più attenti e partecipi al governo di questa città; vorrei consigliarti e consigliare, anche ai frequentatori del tuo circolo, un’attenta analisi sui personaggi storici da ricordare e sui quali avere un approfondimento. Ma soprattutto ti sarei grato se, per il decoro della nostra città, le pubblicità non venissero affisse fuori dagli spazi consentiti.

Massimo Mattei
La lettera pare pervasa in vari punti da un tono apertamente irridente, che si alterna ad una piena e lodevole consapevolezza che Mattei dimostra di possedere quanto a limiti propri, di ex incendiario e di attuale pompiere, nonché di quelli di certi suoi compagni di strada, ex chissà cosa ed attuale nulla.
Tra l'altro il cambiare dei tempi ed il rovesciarsi di tante sorti ci allontana ancora di più dall'esperienza di Mattei, perché nella nostra, anche a livello quotidiano, ci càpita di incontrare molti individui e molti gruppi che, nati pompieri, si avviano a diventare incendiari. 
Diventare
, non morire, perché di morire non hanno la minima intenzione.

Ma perché mai una "lettera aperta" proprio oggi?
Possiamo avanzare un'ipotesi.
E' probabile che su una certa scrivania -o meglio, su un certo tavolaccio nel sottoscala di via Di Credi, tenuto in pari con qualche tàcchia come in quel film con Enrico Montesano- sia planata la busta col totale delle sanzioni da pagare per aver sconciato tutta Firenze con le proprie menzogne, e che Massimo Mattei non abbia voluto perdere l'occasione per additare ulteriormente al pubblico disprezzo i referenti politici dell'iniziativa e farsi al tempo stesso qualche altra risata.

La situazione dell'"occidentalismo" peninsulare è seria, ma forse non tragica.
Quella dell'"occidentalismo" fiorentino è tragica, ma sicuramente non seria.
Casaggì finga per una volta di avere un minimo di dignità, rompa le righe e chiuda bottega.

lunedì 7 febbraio 2011

Meloni e cialtroni, tòtari e torselli. Con un paragone impietoso e giusto.

La propaganda politica è una cosa relativamente seria, ed occorre fare attenzione a come ci si muove: per un punto Martin perse la cappa, e l'esito controproducente è spesso più vicino di quanto non si creda.
L'"occidentalismo" giovanile di Firenze ha avuto il cinque febbraio la visita della committenza: l'immagine è stata resa pubblica da una fonte "occidentalista" di sicura fede, e ne mostra appunto tre esponenti di spicco.
Da sinistra, una delle più irrilevanti figure della politica "occidentalista" contemporanea. In qual conto sia tenuta perfino all'interno del suo stesso "partito" è materia di cui abbiamo già fatto cenno.
Al centro e a destra, con la stessa espressione vacua e la testa chissà dove, uno che canta le lodi di Corneliu Zelea Codreanu ai ragazzini, e uno grasso di Scandicci.
Nelle stesse ore in cui l'"occidentalismo" peninsulare faceva finta di celebrare se stesso, in contesti più normali rappresentanti ben più consapevoli e responsabili si occupavano di tutt'altre questioni.
Si confrontino gli argomenti cari alla comunicazione politica nella Repubblica Islamica dell'Iran con quelli che ricorrono nello stato che occupa la penisola italiana, e si traggano le dovute conclusioni.
Il Presidente: il grande sviluppo del progresso scientifico in Iran

Il Presidente Mahmoud Ahmadinejad ha affermato domenica che il progresso scientifico in Iran sta attraversando una fase di grande sviluppo, grazie agli incessanti sforzi degli scienziati iraniani.
Nel discorso tenuto in occasione del ventiquattresimo festival internazionale di Khwarizmi, il Presidente ha sottolineato la necessità di ulteriori investimenti nel campo delle attività scientifiche.
Il festival internazionale di Khwarizmi si tiene ogni anno in Iran, per presentare e rendere onore ai traguardi raggiunti dai ricercatori iraniani e stranieri.
Il Presidente ha detto: "Alcuni pensano che le attività scientifiche siano antitetiche a quelle religiose; in realtà, la ricerca scientifica è il più bell'esempio che esista di devozione verso Dio".
Il desiderio del Presidente Ahmadinejad è che giunga il giorno in cui le enormi risorse oggi destinate a produrre armi per uccidere vengano usate invece per servire il progresso, la prosperità ed il benessere dei popoli.

domenica 6 febbraio 2011

Firenze. La passeggiatina di Casaggì del 5 febbraio 2011.


Firenze. La costosa rassegna della servitù governativa del 5 febbraio 2011 si è svolta nella gelida indifferenza della cittadinanza. La politica locale ha disertato in blocco la sfilata di "partito" mantenendo una condotta esplicitamente e giustamente irridente, sia nei confronti dell'iniziativa in sé che nei confronti dei suoi organizzatori.
Per mettere insieme una claque sufficiente a non sfigurare agli occhi di un ministro evanescente e di un grassone di Scandicci, gli "occidentalisti" che per mesi hanno lordato muri e carta con la loro propaganda hanno dovuto dragare le spaghetterie di mezza penisola, precettando gente da città lontane centinaia di chilometri. Da parte nostra abbiamo con piacere fatto notare ai lettori un piccolo incidente di percorso in cui sono incorsi i propagandisti, dovuto alla mandolinesca faciloneria con cui gli "occidentalisti" affrontano ogni circostanza della vita.
Un confronto con la controparte, in cui siamo esplicitamente orgogliosi di militare quotidianamente e che anche in questa occasione non ha mancato di esprimere con buoni numeri il proprio assoluto disprezzo per i propalatori di menzogne seguaci di شيطان بزرگ è improponibile.
La cosa agli "occidentalisti" non piace. Pensiamo che un paio di anni fa l'inutile grassone di Scandicci su ricordato abbia cercato sua sponte di cambiare le cose con i soliti sistemi. E che abbia ottenuto l'effetto opposto, dimostrando ancora una volta, caso mai ce ne fosse stato bisogno, di quale conoscenza del reale ci si avvalga nei ristoranti governativi.
La foto in alto ritrarrebbe uno dei momenti culminanti dell'ispezione alla servitù.
Lo squallore del contesto colpisce a prima vista.
Una targhetta toponomastica, isolata su un palo.
Il muro accanto è lordo di quelle scritte afasiche ed irritanti che dall'"Occidente" hanno ricoperto il mondo come una lebbra.
Accanto c'è un impiastro di vecchi manifesti pubblicitari.

L'ispezione governativa ha comportato la mobilitazione di centinaia di gendarmi e la rimozione forzata dei veicoli lungo l'intero il percorso della passeggiatina. Secondo un video reperibile in rete, il soggetto governativo visibile nella foto è stato pubblicamente indicato dal suo padrone con un epiteto irriferibile: i rapporti gerarchici, nei partiti "occidentalisti", hanno il merito della chiarezza e della precisione. Si visioni il filmato si faccia caso ai commenti che lo accompagnano. La loro pochezza è un buon campione dell'abbrutimento abituale e della crescente idiozia espresse dai tempi e dai luoghi.

I nostri lettori sanno quale considerazione abbiamo dello stato che occupa la penisola italiana, da noi inteso come l'equivalente geopolitico di una maccaruncielleria di provincia in cui si smerciano sottobanco videocassette pornografiche ed immagini di Padre Pio, intanto che sul retro si affittano camere ad ore a marmaglia in canottiera.
Non esiste dettaglio alcuno, nella parata di camerazzi "occidentalisti" tenutasi il cinque febbraio, che non confermi quest'impressione.
Il corteggio ha percorso viale Giovanni Minzoni e via Mafalda di Savoia. La spasmodica attenzione alla toponomastica dimostrata in ogni pubblico consesso da quei mangiatori di spaghetti non è per adesso arrivata ad insultare Firenze sporcandola con un'intitolazione ad Oriana Fallaci, ma è oltremodo dubbio che sia loro servita ad apprezzare l'ironia delle due denominazioni.
Giovanni Minzoni, sacerdote cattolico. Fu eroicamente aggredito alle spalle una sera d'estate del 1923, da attivisti di un movimento politico giustamente preso a modello dagli "occidentalisti" di oggi, perché i casi di viltà, di pressappochismo, di ferocia e di incultura che vi allignavano possono ben dirsi esemplari da ogni punto di vista e verosimili modelli per il loro comportamento.
Mafalda di Savoia morì nel lager tedesco di Buchenwald nel 1944. L'anno prima una lunga serie di circostanze e di deliberate scelte non le aveva consentito di aggregarsi al politicame in fuga. Lo stesso politicame che non era riuscito ad ingannare e a sorprendere i tedeschi riuscì benissimo ad ingannare, a sorprendere e adabbandonare i soldati che aveva sparso per tutto il continente.
Sulla tomba di Mafalda fu scritto eine unbekannte Frau.

Confessioni identitarie e non conform


Sul nostro corteo abbiamo già detto abbastanza. E quel che non abbiamo detto, quel che non si può dire a parole, è testimoniato dai filmati, dai servi di giornali e tv, dalle foto artistiche e dai racconti dei presenti, accuratamente disposti in file di quattro persone (l’anno scorso eran 5 ahimè) per sembrare di più, per giunta con una bandiera a testa o quasi (ma questo fa parte dello spettacolo, l’importante è venire bene nell’intervista o nella foto, o avere 5000 amici su facebook, il resto non conta).. Abbiamo nuovamente infangato la storia, la memoria e la verità su un fatto storico molto complesso che invece abbiamo preferito ridurre a mera vendetta comunista sugli italiani, portando in piazza la solita sbavante claque fiorentina, alla quale si sono aggiunti pochi altri venuti (e pagati ?) da fuori.

Un anno per preparare un giorno. 50.000 manifesti pagati dal Pdl (il partito del 75enne che va con le minorenni) i quali hanno tappezzato la città solo ed unicamente quel quarto d’ora che c’è voluto prima che una qualunque persona dotata di un cervello ancora attivo e pensante (o non conforme che dir si voglia) li strappasse, come poi si è infatti riscontrato naturalmente. Abbiamo fatto sventolare a dovere il tricolore, noi, i servi di un partito tenuto in vita da un altro che invece vuole l’italia divisa in due, in una città che è cambiata più per merito di Cioni e del PD che nostro. Infatti, e la storia ce lo ha dimostrato, arrivando a candidare a sindaco un ex portiere di calcio come Giovanni Galli, abbiamo proprio toccato il fondo. Sempre noi, che l’anno scorso venivamo perfino insultati da un commesso di un negozio di abbigliamento  da pottini, ad angolo di viale don minzoni, siamo tornati in piazza senza vergognarci del fatto che, per una ridicola passeggiata in due strade deserte abbiamo bloccato il traffico (ma non erano solo gli studenti facinorosi a farlo?), transennato il percorso, fatto spostare mezzi parcheggiati, mobilitato circa 300 fra polizia e g.d.f e, più in generale, militarizzato la città per un nostro capriccio; perché si sa, le marce funebri si fanno con gli elicotteri in volo che controllano che tutto vada bene…
Noi di certo non ci vergognamo, perché papi, gggiooorgia e ìDonze c’hanno insegnato bene, come dire che le croci celtiche in giro per Firenze, contrassegnate da una nostra firma, non le abbiamo fatte noi, semplice no? 


Perché in fondo, a noi di casaggì Firenze, non resta altro che accettare a braccia aperte l’aiuto dei potenti, del partito, della polizia, facendo finta di essere ribelli non conformi, annunciando regolamenti di conti, lame e altre sciocchezze; quando poi, invece, non ci resta altro che le nostre chiacchiere autoreferenziali. 


Quelle chiacchiere di chi non ha mai dovuto patire, sudare, scontrarsi con l’autorità e l’ordine costituito, tanto poi l’amico, il partito o il papi di turno ci paga gli avvocati. E se non sono gli avvocati allora sono le multe per danneggiamento, o imbrattamento di buona parte delle pensiline dell ataf.
Noi amiamo accusare gli altri di essere leoni da tastiera, quando poi siamo i primi a delegare a ìTorse tutto il lavoro massacrante di copia e incolla, scrivi e manda, incluso l’aggiornamento di miliardi di blog tutti uguali e comunicati stampa.

Inoltre, vista la nostra totale bassezza culturale, mentale e identitaria, possiamo addirittura permetterci di definire i partigiani dell’ANPI come una combriccola di trentenni allo sbando, tanto i nostri nonni sono tutti a trespiano sotto terra o in qualche foiba, chi ce li tocca più……sono polvere.


Noi crediamo di avere un impatto sui ragazzi, sulla gente comune, su chi non va oltre alle chiacchiere su fiorentina e striscia la notizia, e forse ci riusciamo anche con questi,  alle volte. Il vero problema sta tutto nel nostro essere degli inguaribili mistificatori e falsi sgherri di un potere che qui, a Firenze come in buona parte della Toscana, non attecchisce solo perché, col tempo, le redini le hanno prese le cooperative e il falso partito di opposizione di centro sinistra (guidato per la maggior parte da democristiani). 


Parliamo di persone stanche di odio sociale e slogan, quando noi siamo i primi a far da megafono naturale ai proclami dei nostri protettori, affermando che servono i CIE, le telecamere e la polizia ovunque. Abbiamo il coraggio di fare le serate di gala o di beneficenza per i poveri bambini del terzo mondo, quando poi appoggiamo ministri ed esecutivi guerrafondai, lugubri e atroci nelle intenzioni così come nelle pratiche.
Insomma, la nostra unica salvezza sta nella menzogna, nell’offesa e nella ripetizione all’infinito di ciò che è falso, senza farci problemi. L’importante non è essere ribelli non conformi contro le droghe e il sesso a pagamento, l’importante è apparire come tali. Notevole è dire che si è aggrediti, quando si è sempre i soliti a provocare e ad attaccare. Clamoroso è fissare alle cascine con la banda non conforme per andare a rincorrere i trans armati di spranghe e catene, salvo poi far finta di niente davanti all’evidenza dei fatti compiuti.

Alla menzogna, sicuramente, non c’è limite. E noi continueremo a darci dentro (finchè ci pagano ovviamente) perché far finta di far la rivoluzione e convincersi di essere speciali è davvero un’impresa. Addio integrità, ciao ciao coerenza, goodbye senso della decenza.

I camerati quasi non più non conformi ma pur sempre gggiooooovani di casaggì firenze

venerdì 4 febbraio 2011

Casaggì Firenze. Un 5 febbraio di Meloni, di palloni, di cialtroni. Che fanno figuracce sul web.

Il 5 febbraio 2011 si attendono a Firenze alcuni esponenti di presunto spicco dell'"occidentalismo" peninsulare, per l'annuale rassegna della servitù.
I sottesi dell'operazione, che è partitica, mediatica e (ovviamente) menzognera, abbiamo già avuto modo diillustrarli con completezza lo scorso anno. Alla base di questa operazione propagandistica c'è la scotomizzazione di un evento storico di importanza più che trascurabile, che a suo tempo rappresentò l'ovvia e minima conseguenza di quello che può succedere a chi perde una guerra d'aggressione.
Le fortune "occidentaliste" in questo senso non hanno affatto cambiato di segno, come attesta la pazzesca esperienza afghana tutt'ora in corso i cui aggiornamenti arrivano ai sudditi con il contagocce, per lo più in occasione di funerali di stato.
Per le "perdite collaterali" afghane nessuno si cura di divulgare statistiche.
Dei dettagli della giornata si sarebbe fatta carico Casaggì Firenze, l'organizzazione giovanile "occidentalista" che da anni ci facciamo un piacere di additare al disprezzo dei nostri lettori. Il materiale propagandistico da essa diffuso -con metodi che le sono valse il biasimo infastidito dei fiorentini ed una esplicita rampogna in sede istituzionale, per tacere degli aspetti più monetizzabili della questione- promette la presenza di una certa Giorgia Meloni. Questa Giorgia Meloni avrebbe a che fare con il "governo" dello stato che occupa la penisola italiana, nel quale ricoprirebbe l'ininfluente incarico di "ministro della gioventù". Sul gazzettame governativo il nome di Giorgia Meloni ricorre in lettere-editoriali che suonano più che altro come ovvieconfessioni di assoluta impotenza. E questo senza neppure leggere tra le righe.
Il fondatore del "partito" di cui questi individui sono a servizio ha dimostrato di avere idee chiarissime sul rapporto tra i giovani ed il potere politico.
Soprattutto sul rapporto tra le giovani ed il potere politico.
Questo autorizza a considerare chi trascorre una notte a Villa San Martino e chi passa una giornata a volantinare per quel "partito" come degni della stessa considerazione e dello stesso rispetto.
All'incolore Meloni si deve uno spot propagandistico irritante prima ed ancora che inutile, da cui proviene l'immagine in alto. Ci siamo concessi la libertà di un lieve e veridico ritocco.
Ma non basta, perché l'immagine scelta esprime bene, come tutto il resto, la weltanschauung"occidentalista".
I nostri lettori hanno avuto spesso occasione di notare come, a nostro avviso, la categorizzazione del reale negli "occidentalisti" avvenga secondo repertori di strategie cognitive caratterizzati da una assoluta povertà. Tra tutte domina quella del pallonaio.
O del pallone.
O dei pallonieri.
Questo significa che non esiste alcun concetto che un "occidentalista" non provi a ridurre ad un "noi contro di loro" rigidamente dicotomico: quello che fa uno yankee di complemento col berretto all'incontrario, ogni volta che sperpera il suo denaro per vedere, alla televisione o al pallonaio, atleti da allevamento che muovono qua e là con i piedi un arnese rotondo in mezzo ad un prato. E che così facendo guadagnano mille volte più di lui.
L'immagine della propaganda mostra dunque un tizio col viso dipinto di verde, bianco e rosso, come quelli che vanno al pallonaio. Il "ministro della gioventù" dev'essere consapevole del grado di involuzione raggiunto dai sudditi, a stragrande maggioranza finalmente incapaci di concepire alcunché di diverso, e si è adeguato.
Coerentemente, il "corteo" (o meglio, la passeggiatina tra amici) del 5 febbraio dovrebbe avere inizio inPiazza Savonarola. La scelta è coerente per due motivi, entrambi attestanti il livello di involuzione su accennato.
Il primo è che Piazza Savonarola, storicamente, è stata per decenni sede del più importante gruppo palloniero di Firenze, noto nel settore per il colore viola e per pochi altri motivi.
Il secondo è che Piazza Savonarola è da qualche anno il ritrovo della gioventù "occidentalista" più consapevole delle proprie potenzialità, che di solito si concretizzano nell'ostentazione di atteggiamenti scimmieschi e nella propensione ad aggressioni fisiche fini a se stesse, che spiccano per viltà ed abiezione.
La "gioventù" di cui il "ministro" dovrebbe occuparsi dovrebbe corrispondere alla prima nata e cresciuta frequentando le scuole organizzate secondo i principi pedagogici "Inglese, Internet, Impresa" che caratterizzarono una decina di anni fa la propaganda "occidentalista".
Lasciamo da parte la conoscenza della lingua inglese. E non perché sia lecito coltivare illusioni in proposito.
Concentriamoci meglio sui risultati di tanto internet, che per i giovani "occidentalisti", non devono essere gran che. La screenshot in basso è stata presa il 28 gennaio 2011 dal blog di Casaggì Firenze.

Il testo dell'immagine a sfondo nero dice:
"I curatori di queste pagine sono talmente pigri e cialtroni da aver preferito fare uno hotlink da un'immagine invece di copiarla. Questo è quello che succede se l'immagine cambia: che tutti possono apprezzare la cialtroneria dei neanchepiùfascisti di Firenze.
1) Raccontate caterve di menzogne.
2) Vi lasciate dietro una scia di scritte, carte e sporco perfetta espressione del vostro "governo".
3) Università: a parlare di "meritocrazia" c'è una gang di fancazzisti incapaci di laurearsi in quindici anni.
Bella la vita, eh?
Qui si LAVORA, cari mangiaspaghetti; vedete di piantarla, che avete disgustato tutta Firenze!"
Un modo un po' strano di fare propaganda, anche se nulla deve stupire, visti i soggetti di cui stiamo trattando.
L'articolo cui fa capo l'immagine riferisce che Achille Totaro non ha gradito un'iniziativa perpetrata da un centro sociale fiorentino dei più longevi e dei più attivi. Una rapida indagine appura il fatto che si trattava della presentazione di un libro, di cui il debordante "occidentalista" su nominato non aveva gradito la copertina. Il fatto che abbia parlato di un libro non consente di attribuirgli alcuna competenza degna di nota nel campo della lettura. Il fatto che l'invettiva leggibile sul blog di Casaggì parlasse di hotlink consente invece di ricostruire quello che può essere successo.
Obbediente, l'amministratore del blog ha riportato il comunicato stampa di quel tizio. E per far prima ha fatto uno hotlink dall'articolo che presentava l'iniziativa.
Qualcuno, al Centro Popolare Autogestito di Firenze Sud, se n'è accorto.
Ed ha cambiato l'immagine, col risultato che si vede.

Qualche tempo dopo la cosa si dev'essere ripetuta, perché Casaggì Firenze correda un menzognero comunicato stampa pro domo sua con la dichiarazione illustrata qui, francamente sorprendente per realismo ed autoconsapevolezza.

Questo il testo.
"Noi siamo Casaggì di Firenze. Una masnada di buoni a nulla in servizio permanente effettivo!
Il terrore della colla da parati. Il flagello delle mesticherie. L'incubo delle pennellesse!
Le nostre attività politiche:
1) Spargimento di menzogne.
2) Imbrattamento di muri e arredi urbani.
3) Fancazzaggio universitario pluridecennale.
Siamo una disperante conventicola di veri spaventagalline. La nostra virile incompetenza si estende maschia a tutti i campi dello scibile!
Non ci credete? Avete sotto gli occhi la prova di quanto ne sappiamo di informatica e web: questa bella presa in giro è il risultato di uno hotlink da cialtroni fatto da noi!
Cu noi este Domnezeu! Nimic in lume nu-i mai sfant!"
Che le cose siano andate come nel primo caso è l'eventualità più probabile, con due slogan tipici del nazionalismo rumeno -caro da quelle parti- ad aggiungere del sale alla presa in giro.

Nella giornata in cui abbiamo riscontrato tutto questo, il blog di Casaggì ha ricevuto il triplo delle visite che riceve di solito.
E' probabile che non si sia mai vista tanta gente interessata a Pierre Drieu la Rochelle o a Robert Brasillach come in quel giorno di fine gennaio.
L'impresa? Una disoccupazione giovanile diventata praticamente motivo d'orgoglio.
E con individui del genere gabellati per campioni -nel senso che il vocabolo ha al pallonaio, perché nel senso che esso ha in scienze statistiche non si può negare che elementi del genere siano rappresentativi- ci sarebbe veramente da stupirsi se così non fosse.

DAL SITO "NAZIONALE" DELLA GGIOVANE ITAGLIA


Si avvicina il 10 febbraio, "Giorno della mistificazione" di gente morta per colpa dei fascisti e della loro guerra da cialtroni, e dei (non si sa quanti, dice duecentocinquantamila al massimo, ma noi aumentiamoli di brutto, come aumentiamo il numero di quelli che vengono alle cene alla Fortezza) esuli istriani, giuliani e dalmati, istituito con la legge 92 del 2004. Questa data assume nell'anno in cui la nostra Patria (di cui non ci importa gran che, sennò non ci si andava ad alleare con chi appenderebbe il tricolore nei cessi) compierebbe 150 anni, un valore molto più profondo, ribadendo l'importanza che lo spargere menzogne e propaganda ha per il nostro portafoglio. Da anni in occasione del "Giorno della mistificazione" facciamo una passeggiatina di duecento metri con due bandiere a testa per sembrare più numerosi, guardati a vista dalla digos. Anche quest'anno saremo nelle scuole, nelle università, nelle piazze e negli enti locali a farci ridere dietro con convegni, manifestazioni, concerti e proiezioni.
L'appuntamento principale è sicuramente quello del 5 febbraio a Firenze, dove faremo sperperare centinaia di migliaia di euro per tutelarci dal generale disprezzo che ci circonda, e proveremo a fare un corteino da Piazza Savonarola, quella dove vanno i ggiovani fiorentini a picchiarsi e a prendersi a cinghiate.
In attesa che si liberi qualche posto al ministero ci tocca far finta di promuovere e difendere l'identità nazionale, stando attenti a non far arrabbiare troppo quelli del tricolore nei cessi sennò addio governo. E se come esempi non possiamo additare altro che qualcuno che come unico merito ha quello d'aver fatto una fine spaventosa, vuol dire che siamo messi proprio da cani. La sfida è come sempre ardua, perché per essere all'altezza ci toccherebbe fare una fine altrettanto spaventosa e non è che se ne abbia gran che voglia, ecco. asm

5 febbraio 2011 - Corteo antifascista



SCENDIAMO IN PIAZZA CONTRO I FASCISTI
MANDIAMO A CASA IL GOVERNO BERLUSCONI
Il 5 febbraio Firenze purtroppo si troverà ancora una volta di fronte a un corteo fascista che secondo gli organizzatori vorrebbe restituire memoria ai cosiddetti “martiri delle foibe”.
Anzitutto vogliamo ribadire con forza quanto questa giornata sia strumentale al revisionismo storico, al tentativo di svuotare di significato ciò che veramente la Resistenza Antifascista italiana e jugoslava rappresentano, decontestualizzando e distorcendo completamente i fatti storici e la realtà: durante la guerra le terre jugoslave furono occupate militarmente, le popolazioni deportate o costrette all'italianizzazione forzata in un clima fatto di violenza squadrista e terrore. Ciò che accadde in seguito, sempre in un contesto di guerra, non fu dettato da un sentimento nazionalista e anti-italiano bensì dai valori dell'antifascismo e dalla lotta di liberazione.
Pensiamo però che in questa fase il corteo organizzato dai fascisti rappresenti, se possibile, qualcosa di ancora più grave: fu proprio il precedente governo Berlusconi ad istituire “la giornata delle ricordo” su richiesta del fascista triestino Menia dando così proprio ai fascisti una giornata istituzionale all’interno della quale ritagliarsi uno spazio di agibilità politica. Oggi questa giornata ha un chiaro ritorno di sostegno e appoggio a un governo in forte crisi che necessita momenti di legittimità e propaganda mentre sta trascinando questo paese nella degenerazione dei rapporti sociali e in una fase di involuzione culturale trasformandolo in una sorta di società medioevale dove signori, signorotti e feudatari si scambiano soldi e favori con voti e appalti.
Il 5 febbraio il governo sarà rappresentato in primis dal Ministro della Gioventù Meloni, ex-militante del Fronte della Gioventù, finanziatrice delle organizzazioni giovanili dell’estrema destra e sicuramente acerrima nemica degli studenti che in questi mesi sono scesi in piazza contro l'approvazione del DDL Gelmini ma che più in generale rappresentano le rivendicazioni di una generazione che davanti a sé non vede prospettive e non vede un futuro. Una lotta, quella degli studenti, che si affianca e si unisce e quella dei lavoratori e in particolare alla resistenza mostrata dagli operai FIAT contro i quali questo governo ha preso una posizione chiara dando il pieno sostegno all’A.d. Marchionne nelle sue scelte presenti e future.
Questo appello è rivolto a tutti coloro che si riconoscono nei valori della Resistenza Antifascista affinché lo sottoscrivano, si adoperino nel divulgarlo e soprattutto siano presenti e partecipino attivamente alla piazza chiamata da Firenze Antifascista che manifesterà per le vie del centro storico fiorentino nel solco segnato dalla lotta degli studenti e degli operai contro governo e fascisti.
SABATO 5 FEBBRAIO
CORTEO A FIRENZE
IN PIAZZA S. MARCO ALLE ORE 15.30

W la Foiba!

Dieci piani di morbidezza


E così eccoci quasi arrivati all'annuale mistificazione a base di foibe. 

Quest'anno, in questa città, si preannuncia in pompa magna: 



Nella foto, una pompa magna. Pure centrifuga.
Sì, perché quest'anno l'annuale sfoibeggiata coincide pure con l'inaugurazione di Sottoscalaggì; e, allora, i peraltro sparuti camerati hanno pensato bene di fare le cose in grande. Oltre al "Corteo", vale a dire la solita passeggiatina con fiaccolette e tricoloroni dalle quest'anno (sembra) spostata in piazza Savonarola, hanno persino invitato er personaggio, anzi, la personaggia: nientepopodimeno che la ministra della gioventù, vale a dire laMeloni (nella foto sotto il titolo la si può vedere nel suo più riuscito quadruplicamento).

Ora, credendo -in quanto antichissima (Παμπαλαῖα) gatta nera- nella saggezza popolare, e non disprezzando affatto i proverbi, trovo alquanto azzeccato nominarne uno, famosissimo:Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.

sottoscalanti, in questi giorni, si sentono notevolmente mobbilitàti, ahò. C'è anche un po' da capirli: durante tutta la loro esistenza come complemento indiretto politico (la qualifica di "soggetto" mi sembrerebbe un po' troppo grossa) in questa città, l'unica cosa che hanno prodotto (a parte la suddetta sfoibeggiata annuale) è stata l'imbrattamento sistematico di muri, pali della luce, cassonetti della Quadrifoglio, tabelloni e via discorrendo. Praticamente ogni cosa, negli ultimi anni, è servita da supporto alle scritte "Casaggì" e alle relative Croci cèrtihe (ma immaginarmi i' Torse come celta mi riesce difficile, al massimo gli si potrebbe far fare il bardo Assurancetourix).


Nella foto: il bardo Torsassurancetourix mentre propaganda il Corteo,
particolarmente apprezzato da un rude rappresentante della FIOM
(Federazione Interceltica Operai Martellatori)
Non contenti di questo, nottetempo, i Sottoscalanti si sono messi di buzzo buono e hanno"Incartato la città". Così dicono loro, almeno; ma qui la cosa si fa interessante. In pratica, hanno impiastrato tutti i muri (la loro attività preferita e, direi, anche l'unica) con deivolantini di propaganda del "Corteo contro i crimini del comunismo" previsto per il prossimo sabato 5 febbraio:


Il volantino con cui i Sottoscalanti hanno "incartato la città".
un vento di maschio ribellismo ne sembra spirare,
particolarmente nel simbolo azzurro in basso al centro. 


Dopo l'Incartamento, i Sottoscalanti hanno pensato bene di annunciare la cosa (sempre inpompa magna) sul loro blog, scrivendo un articolo virile, non conforme e bogsidiano di cui sono (miao!) in grado di proporvi l'incipit:

Per fortuna, in questa città di morti viventi, c'è ancora qualcuno che smuove le acque.
Questa notte duemila manifesti hanno letteralmente incartato la città.
La mobilitazione pre-corteo, per i martiri delle foibe, procede con fanatica perfezione e con un entusiasmo mai riscontrato prima. Gente che prende libero a lavoro per attaccare i manifesti, gente che fa forca a scuola per fare un volantinaggio, gente che ha preso ferie per dare una mano a pieno regime nei giorni che precederanno l'evento. In più, oltre a questo, la presenza fisica di una marea di militanti, molti dei quali alle prese con le loro prime attività, che da qui all'estate daranno un bello scossone a queste strade.
Siamo in trincea, insomma."

Nella foto: Alcuni gggggiovani Sottoscalanti nella trincea
scavata sotto il Cavalcavia dell'Affrico


Il problema gli è che, come parecchi di voi avranno già notato, cliccando sul link non si accede a nessun articolo. Volete riprovare? Ecco qua. Che sarà mai successo?

È successo che l'assessore Mattei li ha bacchettati sonoramente. Questo articolo c'è, ed è bene leggerlo attentamente; dalla mia parte, mi limiterò a un piccolo commento.

Non è certamente che l'assessore Mattei mi stia particolarmente simpatico, e al pari di lui la giunta del Sindaco del bello o Sindaco più amato. L'outing di Mattei si basa esclusivamente sul famoso decoro, scordandosi delle indecorose iniziative del suo sindaco (la giratina a Arcore, lo schieramento a favore di Pulloverino...); nella sua dichiarazione non manca (come è quasi ovvio) la leccatina a favore della "Giornata della memoria""come testimonia il suo operato". E sfido io; non sarà un caso che Renzi piaccia tanto.Soprattutto alle destre, perché è un sindaco di destra e ogni giorno non perde occasione per dimostrarlo. Ci sarebbe quasi da ringraziare la nevicata del 17 dicembre, che gli ha fatto patire un'epica sputtanata in Mondovisione o quasi.
Però è indubbio che le parole di Mattei, pur contestualizzate nel vuoto pneumatico sia del dichiarante che della controparte, abbiano fatto passare a tutti un paio di minuti diautentico buonumore.
Prima i' Torse, che fa una clamorosa quanto stentata marciandrè, biascicando una divertente ritrattazione e prendendosela con i "volantini dei movimenti di sinistra"; a tale riguardo, mi viene in mente una metafora sicuramente un po' greve, ma efficace. Avete presente quando scappa una bella cacata in mezzo di strada, e non ci si fa proprio a tenerla tutta fino al prossimo bagno? La biancheria intima ne risulta irrimediabilmenteimbrattata, proprio come i muri di questa città dalle sfoibàte di quei piccoli servetti del padrone. I' Torse si è fatto una vera e propria frenata di merda nelle mutandeE magari si beccherà anche un bel multone, di quelli sodi.

Poi i responsabili del blog di Sottoscalaggì, che hanno precipitosamente cancellato l' "Articolo di rivendicazione" dell'intelligente iniziativa. Contrordine, camerati! Addio incartamento, addio morti viventi, addio alla fanatica perfezione; bellini poi, i fautori della Gelmini e degli "studenti a studiare" che inneggiano a quelli che fanno forca a scuola(cosa peraltro oramai pressoché impossibile nelle scuole-lager di adesso). Sì, davvero unbello scossone! Casomai, un bello sganassone si sono pigliati. Poi, ci devono avere una passione per l'idrogeologia questi qui. Prima il "fiume in piena", poi vogliono "smuovere le acque". O che riusciranno persino a far straripare l'Affrico?...

Insomma, come ci hanno del resto abituati ammodino, non passano nemmeno due giorni che già si ricoprono di ridicolo. Del resto, non sarà un caso se hanno invitato l'esponente più ridicola di un "governo" che è già ampiamente, e tragicamente, ridicolo di per se stesso.


Nel frattempo, il mondo intero sta scoppiando. In Tunisia si rivoltano e muoiono. In tutto il mondo la gente si ribella, e sul serio, contro il vero crimine globale, il capitalismo. La Tunisia dello sporco dittatore Ben Ali, tanto amicone di quel Bettino Craxi che è stato l'iniziatore, il protettore e la spinta propulsiva di quel Papi il cui simbolo azzurrognolo campeggia sui volantini "contro i crimini del comunismo". E questi qui intendono ancora pigliare per il culo tutti quanti con le loro foibe, il giocattolino storico che si sono creati e che sembra avere avuto tanto successo anche fra i democratici. Tutti col pulloverino. Tutti coi padroni. Tutti eunuchi che si divoreranno fra loro; e sarà un bello spettacolo. Intanto, però, per pochi minuti godiamoci anche quello degli Incartatori Incartati. Incartati, si: in dieci piani di morbidezza.