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domenica 13 marzo 2011

Casaggì Firenze: la dura vita dei cialtroni "occidentalisti"


Com'era prevedibile e com'è stato a suo tempo previsto, dopo il congedo di quelli che sono venuti all'inizio di febbraio a passare in rassegna la servitù l'attività dei giovani "occidentalisti" di Casaggì Firenze è tornata ad una routine fatta di menzogne e di affissioni abusive. Anche perché nel giro di un mese a Firenze ci sono state manifestazioni di piazza di segno (apparentemente) opposto di una tale portata da sotterrare letteralmente la passeggiatina "occidentalista", pur se onorata -per così dire- dalla presenza del più incolore ed inutile "ministro" di cui il mondo contemporaneo abbia avuto contezza, e dei suoi lacché fiorentini.
Come se non bastasse è arrivato un tizio che si chiama Massimo Mattei, il famoso islamofobo tascabile già noto ai nostri lettori, che prima si è divertito un po' a spese del più noto referente istituzionale di quei mangiatori di spaghetti, e poi dev'essere passato all'azione.
Le affissioni abusive sono da molti anni una costante della pratica politica "occidentalista" insieme alla propaganda passata agli uffici stampa (insihurezzeddegràdo, e poco altro). Stante la sostanziale irrilevanza di quanto proposto, nessuno si interessa di un fenomeno il cui ricorrere da anni nelle medesime aree ricorda da vicino il comportamento del canis lupus familiaris: non occorre un baccellierato in etologia per sapere che i cani depongono i propri escrementi soltanto laddove non si sentono minacciati.
Il 12 marzo 2011 abbiamo notato che molte di queste aree, ivi compresa quella costituita dalle pareti perimetrali del Liceo Carcere Michelangiolo cui a riferimento la foto, erano state tappezzate con carta bianca, secondo l'uso delle amministrazioni comunali della penisola intente a lottare contro questo tipo di pratica, che reimpiegano in questo modo i vecchi materiali.
Intanto, la propaganda "occidentalista" ha prudentemente ridotto le stime del numero di copie in cui diffonde le proprie menzogne, passando da un roboante cinquantamila ad un più realistico mille in meno di un mese. La strada per la sparizione a volte è più breve di quanto uno si immagini: lo stato che occupa la penisola italiana dispone di una pubblica amministrazione, rappresentata sul web.
Ed uno di questi siti ci ricorda proprio che
"...gli oneri derivanti dalla rimozione dei manifesti affissi in violazione delle disposizioni vigenti sono a carico dei soggetti per conto dei quali gli stessi sono stati affissi, salvo prova contraria"

e che
"La Finanziaria 2007 [...] ha addirittura disposto che d’ora in poi chi violerà la legge oltre al pagamento delle sanzioni dovrà farsi carico anche delle spese della defissione [...]"

Ce n'è di che far mangiare molti meno maccheroni ad una vasta rappresentativa di cialtroni...

sabato 26 febbraio 2011

Affissioni abusive a Firenze: Casaggì, Francesco Torselli ed una lettera di Massimo Mattei

Firenze, anno 2011.
I giovani "occidentalisti" di Casaggì a lezione presso la 
Scuola di Politica "M. Mattei".
Si noti la canna brandita con sobrietà dal precettore,
garanzia di metodi pedagogici all'insegna della tradizione.

Nel febbraio 2011 la micropolitica giovanile "occidentalista" a Firenze fa per un po' notizia per una rassegna governativa a cadenza annuale sulla quale, in questa sede, ci si è fatti un piacere di infierire senza la minima misericordia: basti sapere che la "popolarità" dell'iniziativa a Firenze è a tutt'oggi tale che solo un dispiegamento di gendarmi fuori dall'ordinario è in grado di tutelare partecipanti ed organizzatori da contestazioni di carattere eccezionalmente perentorio.
Ripartiti i governativi, a Casaggì Firenze sono rimaste le belle prove di incompetenza informatica, i copia ed incolla su qualche blog, e gli incolla ed incolla sui muri deputati ad accogliere le ciance della committenza.
E la committenza, ora come ora è alle prese con problemi ed imbarazzi di portata più epocale del solito, tali da metterne in ombra perfino le prove di quotidiana abiezione con cui ci ha da tempo abituato a convivere.
I nostri lettori sanno come la principale, nonché la più costruttiva ed utile, pratica politica dell'"occidentalismo" giovanile fiorentino sia rappresentata proprio dall'affissione abusiva. Voci di corridoio addossano ai suoi protagonisti anche una lunga serie di brutte abitudini, ma useremo loro la pura cortesia di non prestare ad esse orecchio.
Il 23 febbraio 2011 un certo Massimo Mattei, il famoso islamofobo da taschino che fa anche lo "assessore al decoro" o roba del genere e che già in passato aveva avuto non poco da ridire sul ciarpame "occidentalista" che ricopriva interi muri perimetrali, ha scritto una di quelle oziose lettere aperte che servono a riempire le gazzette.
Il destinatario è Francesco Torselli, per nulla estraneo all'operato di Casaggì e noto per la grande stima che nutre nei confronti del nazionalista antisemita Corneliu Zelea Codreanu, tra le minori pecche della cui Garda de Fier stava la propensione all'assassinio politico a sfondo mistico.
Questo, perché si abbia sempre chiaro quali modelli il politicame giovanile "occidentalista" presenta a quanti aspirino a far parte della servitù.
Riportiamo il testo della lettera per intero, con qualche considerazione.
Caro Torselli,
perdonami se svolgo una funzione pedagogica, lontana dalle mie ideologie esistenziali. Nella mia giovinezza ho creduto che in Russia si stesse bene, perché qualcuno me lo aveva detto, ma si nasce incendiari e si muore pompieri. Credo che un sano entusiasmo giovanile sia interessante e rappresenti uno stimolo per tutti, so cosa significhi sognare le rivoluzioni, comprendo che sia più facile rimanere affascinati da Che Guevara e da Evola, piuttosto che da Rotondi e Fioroni. Credo però che un conto sia sognare l’Impresa Fiumana e vedersi al comando di un aereo che getta volantini su Vienna e un altro è lodare e ricordare un pensatore che, per quanto stimolante e controverso, resta un ideologo della guerra e dell’imperialismo.
Caro Francesco vedo il tuo quotidiano lavoro in Consiglio e devo dire che sei uno dei consiglieri più attenti e partecipi al governo di questa città; vorrei consigliarti e consigliare, anche ai frequentatori del tuo circolo, un’attenta analisi sui personaggi storici da ricordare e sui quali avere un approfondimento. Ma soprattutto ti sarei grato se, per il decoro della nostra città, le pubblicità non venissero affisse fuori dagli spazi consentiti.

Massimo Mattei
La lettera pare pervasa in vari punti da un tono apertamente irridente, che si alterna ad una piena e lodevole consapevolezza che Mattei dimostra di possedere quanto a limiti propri, di ex incendiario e di attuale pompiere, nonché di quelli di certi suoi compagni di strada, ex chissà cosa ed attuale nulla.
Tra l'altro il cambiare dei tempi ed il rovesciarsi di tante sorti ci allontana ancora di più dall'esperienza di Mattei, perché nella nostra, anche a livello quotidiano, ci càpita di incontrare molti individui e molti gruppi che, nati pompieri, si avviano a diventare incendiari. 
Diventare
, non morire, perché di morire non hanno la minima intenzione.

Ma perché mai una "lettera aperta" proprio oggi?
Possiamo avanzare un'ipotesi.
E' probabile che su una certa scrivania -o meglio, su un certo tavolaccio nel sottoscala di via Di Credi, tenuto in pari con qualche tàcchia come in quel film con Enrico Montesano- sia planata la busta col totale delle sanzioni da pagare per aver sconciato tutta Firenze con le proprie menzogne, e che Massimo Mattei non abbia voluto perdere l'occasione per additare ulteriormente al pubblico disprezzo i referenti politici dell'iniziativa e farsi al tempo stesso qualche altra risata.

La situazione dell'"occidentalismo" peninsulare è seria, ma forse non tragica.
Quella dell'"occidentalismo" fiorentino è tragica, ma sicuramente non seria.
Casaggì finga per una volta di avere un minimo di dignità, rompa le righe e chiuda bottega.

lunedì 7 febbraio 2011

Meloni e cialtroni, tòtari e torselli. Con un paragone impietoso e giusto.

La propaganda politica è una cosa relativamente seria, ed occorre fare attenzione a come ci si muove: per un punto Martin perse la cappa, e l'esito controproducente è spesso più vicino di quanto non si creda.
L'"occidentalismo" giovanile di Firenze ha avuto il cinque febbraio la visita della committenza: l'immagine è stata resa pubblica da una fonte "occidentalista" di sicura fede, e ne mostra appunto tre esponenti di spicco.
Da sinistra, una delle più irrilevanti figure della politica "occidentalista" contemporanea. In qual conto sia tenuta perfino all'interno del suo stesso "partito" è materia di cui abbiamo già fatto cenno.
Al centro e a destra, con la stessa espressione vacua e la testa chissà dove, uno che canta le lodi di Corneliu Zelea Codreanu ai ragazzini, e uno grasso di Scandicci.
Nelle stesse ore in cui l'"occidentalismo" peninsulare faceva finta di celebrare se stesso, in contesti più normali rappresentanti ben più consapevoli e responsabili si occupavano di tutt'altre questioni.
Si confrontino gli argomenti cari alla comunicazione politica nella Repubblica Islamica dell'Iran con quelli che ricorrono nello stato che occupa la penisola italiana, e si traggano le dovute conclusioni.
Il Presidente: il grande sviluppo del progresso scientifico in Iran

Il Presidente Mahmoud Ahmadinejad ha affermato domenica che il progresso scientifico in Iran sta attraversando una fase di grande sviluppo, grazie agli incessanti sforzi degli scienziati iraniani.
Nel discorso tenuto in occasione del ventiquattresimo festival internazionale di Khwarizmi, il Presidente ha sottolineato la necessità di ulteriori investimenti nel campo delle attività scientifiche.
Il festival internazionale di Khwarizmi si tiene ogni anno in Iran, per presentare e rendere onore ai traguardi raggiunti dai ricercatori iraniani e stranieri.
Il Presidente ha detto: "Alcuni pensano che le attività scientifiche siano antitetiche a quelle religiose; in realtà, la ricerca scientifica è il più bell'esempio che esista di devozione verso Dio".
Il desiderio del Presidente Ahmadinejad è che giunga il giorno in cui le enormi risorse oggi destinate a produrre armi per uccidere vengano usate invece per servire il progresso, la prosperità ed il benessere dei popoli.

domenica 6 febbraio 2011

Confessioni identitarie e non conform


Sul nostro corteo abbiamo già detto abbastanza. E quel che non abbiamo detto, quel che non si può dire a parole, è testimoniato dai filmati, dai servi di giornali e tv, dalle foto artistiche e dai racconti dei presenti, accuratamente disposti in file di quattro persone (l’anno scorso eran 5 ahimè) per sembrare di più, per giunta con una bandiera a testa o quasi (ma questo fa parte dello spettacolo, l’importante è venire bene nell’intervista o nella foto, o avere 5000 amici su facebook, il resto non conta).. Abbiamo nuovamente infangato la storia, la memoria e la verità su un fatto storico molto complesso che invece abbiamo preferito ridurre a mera vendetta comunista sugli italiani, portando in piazza la solita sbavante claque fiorentina, alla quale si sono aggiunti pochi altri venuti (e pagati ?) da fuori.

Un anno per preparare un giorno. 50.000 manifesti pagati dal Pdl (il partito del 75enne che va con le minorenni) i quali hanno tappezzato la città solo ed unicamente quel quarto d’ora che c’è voluto prima che una qualunque persona dotata di un cervello ancora attivo e pensante (o non conforme che dir si voglia) li strappasse, come poi si è infatti riscontrato naturalmente. Abbiamo fatto sventolare a dovere il tricolore, noi, i servi di un partito tenuto in vita da un altro che invece vuole l’italia divisa in due, in una città che è cambiata più per merito di Cioni e del PD che nostro. Infatti, e la storia ce lo ha dimostrato, arrivando a candidare a sindaco un ex portiere di calcio come Giovanni Galli, abbiamo proprio toccato il fondo. Sempre noi, che l’anno scorso venivamo perfino insultati da un commesso di un negozio di abbigliamento  da pottini, ad angolo di viale don minzoni, siamo tornati in piazza senza vergognarci del fatto che, per una ridicola passeggiata in due strade deserte abbiamo bloccato il traffico (ma non erano solo gli studenti facinorosi a farlo?), transennato il percorso, fatto spostare mezzi parcheggiati, mobilitato circa 300 fra polizia e g.d.f e, più in generale, militarizzato la città per un nostro capriccio; perché si sa, le marce funebri si fanno con gli elicotteri in volo che controllano che tutto vada bene…
Noi di certo non ci vergognamo, perché papi, gggiooorgia e ìDonze c’hanno insegnato bene, come dire che le croci celtiche in giro per Firenze, contrassegnate da una nostra firma, non le abbiamo fatte noi, semplice no? 


Perché in fondo, a noi di casaggì Firenze, non resta altro che accettare a braccia aperte l’aiuto dei potenti, del partito, della polizia, facendo finta di essere ribelli non conformi, annunciando regolamenti di conti, lame e altre sciocchezze; quando poi, invece, non ci resta altro che le nostre chiacchiere autoreferenziali. 


Quelle chiacchiere di chi non ha mai dovuto patire, sudare, scontrarsi con l’autorità e l’ordine costituito, tanto poi l’amico, il partito o il papi di turno ci paga gli avvocati. E se non sono gli avvocati allora sono le multe per danneggiamento, o imbrattamento di buona parte delle pensiline dell ataf.
Noi amiamo accusare gli altri di essere leoni da tastiera, quando poi siamo i primi a delegare a ìTorse tutto il lavoro massacrante di copia e incolla, scrivi e manda, incluso l’aggiornamento di miliardi di blog tutti uguali e comunicati stampa.

Inoltre, vista la nostra totale bassezza culturale, mentale e identitaria, possiamo addirittura permetterci di definire i partigiani dell’ANPI come una combriccola di trentenni allo sbando, tanto i nostri nonni sono tutti a trespiano sotto terra o in qualche foiba, chi ce li tocca più……sono polvere.


Noi crediamo di avere un impatto sui ragazzi, sulla gente comune, su chi non va oltre alle chiacchiere su fiorentina e striscia la notizia, e forse ci riusciamo anche con questi,  alle volte. Il vero problema sta tutto nel nostro essere degli inguaribili mistificatori e falsi sgherri di un potere che qui, a Firenze come in buona parte della Toscana, non attecchisce solo perché, col tempo, le redini le hanno prese le cooperative e il falso partito di opposizione di centro sinistra (guidato per la maggior parte da democristiani). 


Parliamo di persone stanche di odio sociale e slogan, quando noi siamo i primi a far da megafono naturale ai proclami dei nostri protettori, affermando che servono i CIE, le telecamere e la polizia ovunque. Abbiamo il coraggio di fare le serate di gala o di beneficenza per i poveri bambini del terzo mondo, quando poi appoggiamo ministri ed esecutivi guerrafondai, lugubri e atroci nelle intenzioni così come nelle pratiche.
Insomma, la nostra unica salvezza sta nella menzogna, nell’offesa e nella ripetizione all’infinito di ciò che è falso, senza farci problemi. L’importante non è essere ribelli non conformi contro le droghe e il sesso a pagamento, l’importante è apparire come tali. Notevole è dire che si è aggrediti, quando si è sempre i soliti a provocare e ad attaccare. Clamoroso è fissare alle cascine con la banda non conforme per andare a rincorrere i trans armati di spranghe e catene, salvo poi far finta di niente davanti all’evidenza dei fatti compiuti.

Alla menzogna, sicuramente, non c’è limite. E noi continueremo a darci dentro (finchè ci pagano ovviamente) perché far finta di far la rivoluzione e convincersi di essere speciali è davvero un’impresa. Addio integrità, ciao ciao coerenza, goodbye senso della decenza.

I camerati quasi non più non conformi ma pur sempre gggiooooovani di casaggì firenze

venerdì 4 febbraio 2011

Casaggì Firenze. Un 5 febbraio di Meloni, di palloni, di cialtroni. Che fanno figuracce sul web.

Il 5 febbraio 2011 si attendono a Firenze alcuni esponenti di presunto spicco dell'"occidentalismo" peninsulare, per l'annuale rassegna della servitù.
I sottesi dell'operazione, che è partitica, mediatica e (ovviamente) menzognera, abbiamo già avuto modo diillustrarli con completezza lo scorso anno. Alla base di questa operazione propagandistica c'è la scotomizzazione di un evento storico di importanza più che trascurabile, che a suo tempo rappresentò l'ovvia e minima conseguenza di quello che può succedere a chi perde una guerra d'aggressione.
Le fortune "occidentaliste" in questo senso non hanno affatto cambiato di segno, come attesta la pazzesca esperienza afghana tutt'ora in corso i cui aggiornamenti arrivano ai sudditi con il contagocce, per lo più in occasione di funerali di stato.
Per le "perdite collaterali" afghane nessuno si cura di divulgare statistiche.
Dei dettagli della giornata si sarebbe fatta carico Casaggì Firenze, l'organizzazione giovanile "occidentalista" che da anni ci facciamo un piacere di additare al disprezzo dei nostri lettori. Il materiale propagandistico da essa diffuso -con metodi che le sono valse il biasimo infastidito dei fiorentini ed una esplicita rampogna in sede istituzionale, per tacere degli aspetti più monetizzabili della questione- promette la presenza di una certa Giorgia Meloni. Questa Giorgia Meloni avrebbe a che fare con il "governo" dello stato che occupa la penisola italiana, nel quale ricoprirebbe l'ininfluente incarico di "ministro della gioventù". Sul gazzettame governativo il nome di Giorgia Meloni ricorre in lettere-editoriali che suonano più che altro come ovvieconfessioni di assoluta impotenza. E questo senza neppure leggere tra le righe.
Il fondatore del "partito" di cui questi individui sono a servizio ha dimostrato di avere idee chiarissime sul rapporto tra i giovani ed il potere politico.
Soprattutto sul rapporto tra le giovani ed il potere politico.
Questo autorizza a considerare chi trascorre una notte a Villa San Martino e chi passa una giornata a volantinare per quel "partito" come degni della stessa considerazione e dello stesso rispetto.
All'incolore Meloni si deve uno spot propagandistico irritante prima ed ancora che inutile, da cui proviene l'immagine in alto. Ci siamo concessi la libertà di un lieve e veridico ritocco.
Ma non basta, perché l'immagine scelta esprime bene, come tutto il resto, la weltanschauung"occidentalista".
I nostri lettori hanno avuto spesso occasione di notare come, a nostro avviso, la categorizzazione del reale negli "occidentalisti" avvenga secondo repertori di strategie cognitive caratterizzati da una assoluta povertà. Tra tutte domina quella del pallonaio.
O del pallone.
O dei pallonieri.
Questo significa che non esiste alcun concetto che un "occidentalista" non provi a ridurre ad un "noi contro di loro" rigidamente dicotomico: quello che fa uno yankee di complemento col berretto all'incontrario, ogni volta che sperpera il suo denaro per vedere, alla televisione o al pallonaio, atleti da allevamento che muovono qua e là con i piedi un arnese rotondo in mezzo ad un prato. E che così facendo guadagnano mille volte più di lui.
L'immagine della propaganda mostra dunque un tizio col viso dipinto di verde, bianco e rosso, come quelli che vanno al pallonaio. Il "ministro della gioventù" dev'essere consapevole del grado di involuzione raggiunto dai sudditi, a stragrande maggioranza finalmente incapaci di concepire alcunché di diverso, e si è adeguato.
Coerentemente, il "corteo" (o meglio, la passeggiatina tra amici) del 5 febbraio dovrebbe avere inizio inPiazza Savonarola. La scelta è coerente per due motivi, entrambi attestanti il livello di involuzione su accennato.
Il primo è che Piazza Savonarola, storicamente, è stata per decenni sede del più importante gruppo palloniero di Firenze, noto nel settore per il colore viola e per pochi altri motivi.
Il secondo è che Piazza Savonarola è da qualche anno il ritrovo della gioventù "occidentalista" più consapevole delle proprie potenzialità, che di solito si concretizzano nell'ostentazione di atteggiamenti scimmieschi e nella propensione ad aggressioni fisiche fini a se stesse, che spiccano per viltà ed abiezione.
La "gioventù" di cui il "ministro" dovrebbe occuparsi dovrebbe corrispondere alla prima nata e cresciuta frequentando le scuole organizzate secondo i principi pedagogici "Inglese, Internet, Impresa" che caratterizzarono una decina di anni fa la propaganda "occidentalista".
Lasciamo da parte la conoscenza della lingua inglese. E non perché sia lecito coltivare illusioni in proposito.
Concentriamoci meglio sui risultati di tanto internet, che per i giovani "occidentalisti", non devono essere gran che. La screenshot in basso è stata presa il 28 gennaio 2011 dal blog di Casaggì Firenze.

Il testo dell'immagine a sfondo nero dice:
"I curatori di queste pagine sono talmente pigri e cialtroni da aver preferito fare uno hotlink da un'immagine invece di copiarla. Questo è quello che succede se l'immagine cambia: che tutti possono apprezzare la cialtroneria dei neanchepiùfascisti di Firenze.
1) Raccontate caterve di menzogne.
2) Vi lasciate dietro una scia di scritte, carte e sporco perfetta espressione del vostro "governo".
3) Università: a parlare di "meritocrazia" c'è una gang di fancazzisti incapaci di laurearsi in quindici anni.
Bella la vita, eh?
Qui si LAVORA, cari mangiaspaghetti; vedete di piantarla, che avete disgustato tutta Firenze!"
Un modo un po' strano di fare propaganda, anche se nulla deve stupire, visti i soggetti di cui stiamo trattando.
L'articolo cui fa capo l'immagine riferisce che Achille Totaro non ha gradito un'iniziativa perpetrata da un centro sociale fiorentino dei più longevi e dei più attivi. Una rapida indagine appura il fatto che si trattava della presentazione di un libro, di cui il debordante "occidentalista" su nominato non aveva gradito la copertina. Il fatto che abbia parlato di un libro non consente di attribuirgli alcuna competenza degna di nota nel campo della lettura. Il fatto che l'invettiva leggibile sul blog di Casaggì parlasse di hotlink consente invece di ricostruire quello che può essere successo.
Obbediente, l'amministratore del blog ha riportato il comunicato stampa di quel tizio. E per far prima ha fatto uno hotlink dall'articolo che presentava l'iniziativa.
Qualcuno, al Centro Popolare Autogestito di Firenze Sud, se n'è accorto.
Ed ha cambiato l'immagine, col risultato che si vede.

Qualche tempo dopo la cosa si dev'essere ripetuta, perché Casaggì Firenze correda un menzognero comunicato stampa pro domo sua con la dichiarazione illustrata qui, francamente sorprendente per realismo ed autoconsapevolezza.

Questo il testo.
"Noi siamo Casaggì di Firenze. Una masnada di buoni a nulla in servizio permanente effettivo!
Il terrore della colla da parati. Il flagello delle mesticherie. L'incubo delle pennellesse!
Le nostre attività politiche:
1) Spargimento di menzogne.
2) Imbrattamento di muri e arredi urbani.
3) Fancazzaggio universitario pluridecennale.
Siamo una disperante conventicola di veri spaventagalline. La nostra virile incompetenza si estende maschia a tutti i campi dello scibile!
Non ci credete? Avete sotto gli occhi la prova di quanto ne sappiamo di informatica e web: questa bella presa in giro è il risultato di uno hotlink da cialtroni fatto da noi!
Cu noi este Domnezeu! Nimic in lume nu-i mai sfant!"
Che le cose siano andate come nel primo caso è l'eventualità più probabile, con due slogan tipici del nazionalismo rumeno -caro da quelle parti- ad aggiungere del sale alla presa in giro.

Nella giornata in cui abbiamo riscontrato tutto questo, il blog di Casaggì ha ricevuto il triplo delle visite che riceve di solito.
E' probabile che non si sia mai vista tanta gente interessata a Pierre Drieu la Rochelle o a Robert Brasillach come in quel giorno di fine gennaio.
L'impresa? Una disoccupazione giovanile diventata praticamente motivo d'orgoglio.
E con individui del genere gabellati per campioni -nel senso che il vocabolo ha al pallonaio, perché nel senso che esso ha in scienze statistiche non si può negare che elementi del genere siano rappresentativi- ci sarebbe veramente da stupirsi se così non fosse.

sabato 15 gennaio 2011

Firenze. Casaggì. Degrado, degrado, degrado e degrado. E anche insicurezza

Il 5 febbraio si dovrebbe tenere a Firenze una manifestazione politica cara all'"occidentalismo" più autoreferenziale, cui hanno anche invitato una che dicono ricopra -non si sa bene dove- l'inconcludente incarico di "ministro della gioventù".
L'"occidentalismo di base" fiorentino non deve godere di molta considerazione, visto che il mangiatore di risotto giallo invitato due mesi fa insieme ad un'esperta di islàmme ritenne opportuno non presenziare nemmeno, portando così la percentuale di defezioni tra gli ospiti "illustri" ad un rispettabile cinquanta per cento. La mortifera commemorazione di febbraio, di cui nessuno si cura, serve ai politici "occidentalista" per passare in rassegna il lavoro del servitorame locale, che da un anno all'altro gratifica i propri padroni di normalissime prove di inettitudine cialtrona.

La notte fra il dodici ed il tredici gennaio 2011 Firenze è stata tappezzata di manifesti. La solita affissione abusiva di grafiche mediocri. Solo che stavolta qualcuno l'ha presa appena un po' peggio del solito. In particolare la cosa non è piaciuta a tale Massimo Mattei,islamofobo tascabile e pubblico difensore degli arredi urbani che non ha fatto nomi ma ha accusato certi "occidentalisti" di "predicare bene e razzolare mano [sic]". Punto sul vivissimo, l'estimatore di Codreanu noto da anni ai nostri ben più che venticinque lettori si è difeso malamente. Probabile che dovesse saperne qualcosa, ed alla fine ha promesso che

...per evitare di essere accusati di cose che non rientrano nei nostri costumi, i nostri manifesti saranno consegnati alla pubblica affissione comunale.

Non rientrano nei loro costumi.
I non fiorentini devono sapere che l'"occidentalismo giovanile" fiorentino vivacchia esclusivamente di scritte nerastre e di affissioni abusive, documentabilissime senza alcuna fatica perché da anni ed anni ricorrenti nelle stesse posizioni.
In altre parole, gli "occidentalisti" di Firenze contribuiscono alacremente a quello stesso degrado che non si stancano mai di denunciare, ravvisandolo in qualsiasi cosa che si muova.
La "pubblica affissione comunale" farà fare comunque alla propaganda "occidentalista" la fine di ogni carne, e sarà grassa se i referenti citati sul materiale sparpagliato per tutta Firenze potranno evitare una di quelle maximulte con cui la politica "occidentalista" ha sanzionato tutti i comportamenti diversi da quelli di consumo.
In ogni modo l'alacre lavoro di attacchinaggio notturno, seguìto ad una certa riunione convocata praticamente apposta, avrebbe avuto per lo meno diritto ad un riconoscimento.
Provvediamo noi, dal momento che i toni roboanti di certa comunicazione politica abbiamo imparato a conoscerli piuttosto bene.

SIAMO IN TRINCEA! CASAGGì INCARTA FIRENZE E SI PREPARA AL CORTEO DEL 5 FEBBRAIO...

Per fortuna, in quessta città di morti viventi, c'è ancora qualcuno che smuove le acque.
Questa notte duemila manifesti hanno letteralmente incartato la città.
La mobilitazione pre-corteo, per i martiri delle foibe, procede con fanatica perfezione e con un entusiasmo mai riscontrato prima. Gente che prende libero a lavoro per attaccare i manifesti, gente che fa forca a scuola per fare un volantinaggio, gente che ha preso ferie per dare una mano a pieno regime nei giorni che precederanno l'evento. In più, oltre a questo, la presenza fisica di una marea di militanti, molti dei quali alle prese con le loro prime attività, che da qui all'estate daranno un bello scossone a queste strade.
Siamo in trincea, insomma.





Ecco fatto; il risultato è talmente verosimile che potrebbe benissimo figurare tra gli scritti di Casaggì, organizzazione "occidentalista"specializzata in prese in giro i cui aderenti e simpatizzanti, in una trincea vera e propria, avrebbero costituito garanzia di rotta assicurata dopo i primi sei secondi di fuoco d'artiglieria.

Nelle stesse ore l'"occidentalista" estimatore di Himmler Don Virgilio Annetti dava poco lontano il suo piccolo contributo alla cultura della retromarcia.
Ah, le radici cristiane dell'"Occidente"...

Moschea a Firenze. Mario Razzanelli (Lega Nord Toscana): "E' necessario riflettere prima di costruirla".



Mario Razzanelli è un ondivago micropolitico fiorentino; Nella lotta antitramvia, conclusasi con una débacle, ha dato il meglio di sé con eroico sprezzo del ridicolo.
Non si è arreso mai. Neppure davanti all'evidenza.
Poi ha pensato bene di abbracciare la causa dell'islamofobia variante toscochiantigiana, ossia l'antislàmme.
Purtroppo per lui, è arrivato abbastanza tardi. L'antislàmme ha perso nel 2006 -ovviamente nell'indifferenza generale- il suo principale referente, e rischia di appassire sotto il peso stesso delle proprie menzogne, rimaste senza megafoni adeguati.
La cosa è grave perché a Firenze l"occidentalismo" da pollaio incarnato dai ciarlatori della Lega Nord rischia di soffocare un'altra volta nella culla, proprio nel momento in cui potrebbe espandersi a macchia d'olio contendendo voti e scranne alla maggior formazione "occidentalista" della penisola, rappresentata in loco da autentici zeri spaccati ed impegnata più a difendere l'indifendibile modo che il suo fondatore ha di trascorrere le proprie nottate che non a far finta di occuparsi del destino del territorio dominato.
Tocca dunque inventarsi qualche cosa, ed anche alla svelta.
Il 14 gennaio 2011 un comunicato stampa va a denunciare l'intollerabile situazione in cui è venuto a trovarsi un individuo conculcato dalla malvagità metafisica dell'islàmme e colpevole di aver suscitato a mezzo stampa le ire di un'organizzazione il cui braccio combattente conta alcune migliaia di armati, per tacere dei razzi a corto raggio e dell'artiglieria.
Di un "giornalista di Televideo Rai" di nome Nello Rega, veniamo a sapere che a causa di un certo libro sarebbe oggetto da due anni di"minacce da parte del gruppo integralista Hezbollah e recentemente scampato a un attentato".
Nulla vieta di considerare concreto il pericolo e concretissime le minacce ricevute, secondo la denuncia del preoccupatissimo Razzanelli. Dunque dobbiamo trarre alcune conclusioni.
Hezbollah avrebbe quattro avversari.
1) Gli Stati uniti d'AmeriKKKa.
2) Lo stato sionista.
3) L'Arabia Saudita.
4) Nello Rega, giornalista di Televideo Rai.
Sui primi tre fronti non si registra oggi nulla di significativo. Dunque il quarto fronte deve essere l'unico sul quale sono in pieno corso attività militari. E le cose devono andare anche molto male per Hezbollah, perché i combattenti che hanno tenuto testa per più di un mese alle forze armate sioniste sono da due anni sotto scacco nello scontro con Nello Rega.
“Da oltre trent’anni – dichiara Razzanelli – ho contatto col mondo islamico grazie a una famiglia di amici musulmani, che vivono a Lahore in Pakistan: loro stessi sono fortemente preoccupati del peggioramento della situazione nel loro Paese.
Da oltre trent'anni chi scrive ha contatto col mondo protestante grazie ad una famiglia di amici evangelici, che vivono a Pontedera: loro stessi sono fortemente preoccupati del peggioramento della situazione nel loro Paese.
E ne hanno ben d'onde.

Lasciamo Mario Razzanelli alla sua profonda conoscenza di dar al'Islam e prendiamo in considerazione quanto asserito da Rega nella stessa occasione.
Il problema dell’Islam – afferma Rega – non è di destra né di sinistra, bensì è una questione di civiltà. Certi principi dell’Islam sono assolutamente contrari alla nostra Costituzione: penso a poligamia, lapidazioni, infibulazione”. Quanto alla possibile integrazione dell’Islam con la nostra cultura, Rega ha dichiarato che “in questo momento è difficile perché stanno prevalendo gli integralisti, coloro che hanno per riferimento i libri sacri. Occorrerebbe, invece, tenere in maggiore considerazione le dichiarazioni dei diritti dell’uomo approvate dall’ONU e da altre organizzazioni internazionali".
L'Islam non tiene un registro dei credenti e dunque non si possono fare cifre senza correre il grosso rischio di tirare a caso. Se comunque consideriamo almeno un miliardo e mezzo di "credenti" -o almeno da considerare come tali quando si pianifica l'esportazione di democrazia a mezzo bombe intelligenti, o a mezzo droni teleguidati come va di moda da qualche tempo- dobbiamo concluderne che una percentuale a due cifre della popolazione terrestre si caratterizza per la tendenza a sposare più di una donna. E questo non va bene, perché in "Occidente" sono ammessi solo i matrimoni in serie, mai quelli in parallelo. Per i matrimoni in parallelo si usano altri nomi, e tra i campioni della disciplina figurano moltissimi tra i massimi vertici politici e rappresentativi di paesi sovrani.
Ma non basta. Tutte queste persone trascorrerebbero il loro tempo assistendo a lapidazioni -più che rimanendone vittime, altrimenti avremmo una decrescita demografica repentina- ed infibulando qualunque essere femminile su cui riescano a mettere le mani.
Una descrizione della realtà improntata ad una maturita e ad una competenza veramente rimarchevoli.
Sono almeno dieci anni che l'"occidentalismo" avalla i "diritti dell'uomo" sottoforma di bombe ad alto potenziale. Rispetto alla cialtroneria a tutta prova con cui il politicame ed il gazzettismo "occidentali" hanno per anni appoggiato con un tifo da pallonaio le peggiori oscenità perpetrate in nome (forse) della ripulitura del mondo, il prezzo da essi pagato può ritenersi praticamente nullo.
Si sarà capito che davanti a certe prese di posizione è difficile conservare un minimo di serietà. La cosa si fa ancora più evidente se si legge per esteso Quando Hezbollah dichiarò guerra alla Basilicata. In cui incontriamo Nello Rega, il Dirupo d’Oro, vari proiettili e numerosi militari, nonché pratiche erotiche lucane, e scopriamo anche la colpevole., pubblicato da Miguel Martinez sul suo blog.
Lo scritto getta una luce interessantissima su Nello Rega e sulle sue traversie, e lo fa nel più sempice dei modi, ovveroricontestualizzandone le vicende. In questo modo anche i lettori fiorentini, non solo quelli lucani, potranno inquadrare nel migliore dei modi il signor Rega ed il suo libro, lettura quotidiana e fonte di ispirazione per un numero tanto alto di persone da da aver attirato l'attenzione di Hasan Nasr Allah in persona.

Sulla moschea a Firenze da parte nostra abbiamo già riflettuto quanto bastava ed anche con una certa chiarezza.
Ripetiamo ancora una volta quanto abbiamo sempre sostenuto.
L'area adatta è quella di piazza Ghiberti, previo abbattimento (se possibile eseguito con tecniche spettacolari) del brutto edificio che ne ingombra il lato orientale e che ospita a tutt'oggi una gazzettina dalle performances sempre meno commentabili. La costruzione dovrebbe avvenire con denaro pubblico esplicitamente distolto da spese militari e/o di "sicurezza", ed essere coronato dalla realizzazione di un edificio degno della città di Firenze, per il quale il "ritorno al 1523" con cui si sono espressi pareri negativi circa il progetto di david Napolitano dovrebbe se mai costituire un punto di forza insieme alla sua collocazione centralissima.
Su Cantuale Antonianum, un blog che si occupa più di discussione, ricerca e diffusione della tradizione teologica, liturgica, musicale e artistica, patrimonio spirituale della chiesa di ieri, di oggi e di domani che non di rabbia ed orgoglio o di ateismo devoto, il progetto di Napolitano ha ricevuto buone critiche. E confronti impietosi con molti edifici destinati al culto cattolico edificati negli ultimi anni.
Il modello che proponemmo alcuni anni fa, da parte nostra, è quello della Behram paşa, nella città curda di Diyarbakir. Rispetto a quanto proponevamo allora un passo considerevole è stato fatto, perché la pensilina degli autobus costruita nel 1990 di cui auspicavamo la demolizione è effettivamente incorsa in tale destino.
Questo lascia ben sperare per le prossime mosse.

martedì 11 gennaio 2011

è arrivata SOTTOSCALAGGì

Gennaio 2011. Una gatta nera dalla discreta memoria (e dalle discrete competenze in lingua e cultura gaelica, che male non fanno)ci fa pervenire quanto segue.



You are now entering free Derry nel 2005.


Iù ar entering free cavarcavia dell'Affriho nel 2011.

Parapappà zum zum! Tarapùm tarapàm, finarmente ci siàm! Dopo una lunga attesa durata ben otto mesi (e diho poho!), i nostri ineguagliabili, incommensurabili e anche un po' invisibiligggggiovinotti ribelli & non conformi di Casaggì hanno finalmente trovato il loro Bogside. Dev'essere stato senz'altro untrasloco lungo e faticoso, come già documentato da questo blog, ma alla fine i PDN® (Pargoletti Del Nano) hanno trovato un'adeguata nuova sede per il loro Centro Sociale di Merda; ne danno notizia, in pompa magna, sul loro blogghettone, e con tanto di "fiume in piena". Stiano attenti però coi fiumi e con le piene, visto dove si sono trasferiti:

4 novembre 1966: il Bogside di piazza Alberti
sotto un par di metri d'acqua

Insomma, suvvìa: Fra' Silvestro Maruffi tira un sospiro di sollievo (e iddìo solo sa se ne ha bisogno, povero cristo, che oltre a essere stato bruciato assieme al Savonarola gli è toccato anche sorbirsi per qualche anno i' Torse, i' Donze e i loro fùrgidi ribelli), e ora sono cazzi del povero Lorenzo di Credi, onestissimo e innocente pittore rinascimentale, al quale sembra non venga risparmiato neppure uno spregio. Prima gli dedicano una via seppellendola letteralmente sotto un cavalcavia, poi lo fanno affogare nell'acqua, nel fango e nella nafta, e infine gli ci mettono pure i gggggiovinotti del Bogside. Fossi in lui, mi dimetterei da pittore e me ne andrei altrove.


Pietro Vannucci, detto il Perugino: Ritratto di Lorenzo di Credi

Dopo cotanto preambolo, è però bene andare a vedere dove si sono sistemati i nostri amiconi; sì, perché tutto si può dire della nuova sede di Casaggì fuorché non sia davvero non conforme. Soprattutto non conforme alla logica, come spesso ci hanno abituato i gggggiovinotti. Partiamo con un'immagine di questa oramai famosa via Lorenzo di Credi:


Trattasi, come si può vedere, di strada letteralmente infognata tra il cavalcavia più trafficato della città e la ferrovia per Roma: per uscirne, l'unico modo è appunto passare sotto il cavalcavia. Certo che, come Bogside, il Cavalcavia dell'Affrico non è il massimo. Ci passeranno sopra circa duecentomila automezzi al giorno, appestando l'aria e costringendo gli abitanti della povera via Lorenzo di Credi, ribelli o meno, a non aprire mai le finestre pena l'asfissia immediata; oltretutto, le virili & possenti italiche voci dei ggggiovini ne risulterebbero del tutto inaudibili, considerando anche i treni che sferragliano a cadenza discretamente fitta. Senza contare che, data la posizione di codesto Bogside qua, non dico l'esercito della Regina ma persino una banda di ragazzini con le fionde potrebbe provocare un massacro solo tappando il sottocavalcavia. Altro che Bloody Sunday, questi qui si sono andati a intafognare in un posto senza via di scampo! E se poi tornasse l'alluvione a fare, lei sì per davvero, il fiume in piena...?

Però va detto che, almeno in una cosa, i nostri ggggiovinotti si sono premuniti. In via Maruffi avevano al massimo qualche barretto; qui, invece, e proprio in via Lorenzo di Credi, hanno addirittura unristorante. Che, però, quanto a nome non è propriamente beneaugurante:



Riassumiamo. Ubicazione in luogo amenissimo, tra una ferrovia e un cavalcavia puzzolente e congestionato; costante chiusura delle finestre (doppie, si presume); insomma, peggio di un ripostiglio. Altro che "casa", questo qui sembra un sottoscala. Annuncio quindi che, d'ora in avanti, sarà d'uopo riferirsi al Centro sociale di destra comeSottoscalaggì.

Come se non bastasse, pure il ristorante La Forca; magari, e ne sono convinto, è ottimo. Però immaginate un po' i gggiovinotti che, prima di un'oceanica assemblea a fiumi, di una battaglia contro gli scagnozzi della Regina, di un convegno su Codreanu, di una frignatina dai questurini, di un happening con la Meloni (i celebri meloni del Bogside) o di un invito ribellissimo a votare per Papi, si dicano: dai, su, camerati...prima andiamo alla Forca!



Nella foto: Un gruppo di camerati, a dire il vero non più gggggiovanissimi, si prepara a andare al ristorante

(Pare però che i' Torse, prima della storica inaugurazione del 5 febbraio prossimo, in concomitanza con l'annuale PD3GIVM - Passeggiatina De' 3 Grulli In Viale Milton - stia tentando di convincere il titolare del ristorante a cambiarne il nome in La Foiba. La spesa sarebbe d'altronde minima: basterebbe sostituire due lettere, R C conI B).

mercoledì 24 novembre 2010

Riccardo de Corato e Daniela Santanché all'Università di Firenze?

Una formazione politica "occidentalista", tali "Studenti per la libertà", ha annunciato per il 25 novembre 2010 una delle consuete chiacchierate tra amici.
Dovrebbero intervenire tra gli altri tale Riccardo de Corato e tale Daniela Santanché.
All'imam fiorentino Izzedine Elsir dovrebbe spettare il compito di conferire alla cosa un minimo di autorevolezza e di imparzialità.
L'organizzazione ricorda non poco le strategie comunicative delle televisioni che combinano primacy e recencyin modo da rinforzare oltremodo il messaggio "occidentalista" e da sminuire o mettere in ridicolo ogni contraddittore.
Il motivo della convocazione è serio: gli "occidentalisti" sono o no padroni in casa loro?
Salvo brevi periodi, forze politiche "occidentaliste" hanno "governato" lo stato che occupa la penisola italiana per tutti gli ultimi dieci anni. Strano che siano ancora a porsi interrogativi del genere.
Una "rete dei collettivi" ha risposto con un messaggio molto livoroso che riportiamo per intero insieme al commento che abbiamo fatto pervenire agli scriventi.
A questo seguono altre considerazioni, aggiunte con calma.

11.23.2010
DE CORATO E SANTANCHE’, FUORI LA MERDA DALL’UNIVERSITA’

Sentendo vicino l’odorino della sconfitta e il tanfo da basso impero del governo Berlusconi, i giovani ragazzi “antidegradoeinsihurezza” del PDL, tali Studenti per la Libertà hanno pensato bene di trasformare il Polo di Novoli in una scintillante passerella per “nuovi” e intriganti personaggi di spicco della destra fascista, riammodernata prima AN, poi PDL e LA DESTRA.
Questi loschi figuri sono molto noti nell’ambiente per la loro spiccata filantropia, tali Santanché, colei che “sono orgogliosa di essere fascista”, e un certo, meno noto, De Corato, ex Vice Sindaco di Milano, durante il periodo Moratti, con delega, per l’appunto, alla sicurezza, famoso per le sue affermazioni sull’immigrazione e sull’Islam, degni della peggior feccia xenofoba.
Ribadiamo con forza alla città e a questi rigurgiti del ventennio, che qui a Firenze per loro non ci sarà mai posto, come non c’è mai stato, e che ostacoleremo in tutti i modi i comizi che questi razzisti proveranno a fare, sparando a zero su migranti e fasce deboli della società fomentano l’odio tra poveri tanto utile per le loro malefatte squadriste, specie all’ interno delle università, luogo in cui, dovrebbe avvenire la nostra formazione.

NESSUNA TOLLERANZA PER GLI INTOLLERANTI

25 NOVEMBRE POLO DI NOVOLI ORE 9.30

Il nostro commento:

Riccardo de Corato ha un diploma di ragioniere.
Dal 1980 si è dedicato in pianta stabile alla politica. Almeno per quanto riguarda il modo di guadagnarsi la giornata “ragiona” in effetti benissimo: il curriculum riportato sul suo sito personale è orgoglioso di collocare la sua ultima esperienza lavorativa al 1977. 
Trentatré anni fa.
Questo è il tale che sta nella città dove mangiano cotolette, quello che passa la giornata ad abbaiare contro i centri sociali.
Nessun titolo accademico, nessun lavoro di ricerca, nessuna pubblicazione.
Tutte cose che conferiscono davvero autorevolezza.
Un “occidentalista” proprio rappresentativo.

Daniela Garnero già coniugata Santanché (matrimonio annullato dalla Sacra Rota) ha conseguito una laurea in scienze politiche e Wikipedia le attesta un certo numero di non meglio precisate “consulenze”, oltre ad una variegata carriera politica. Riferisce anche che “È stata in società con Flavio Briatore nel locale di Porto Cervo Billionaire ed è socia del Twiga a Forte dei Marmi”.
Ambienti e frequentazioni che, come tutti sanno, conferiscono a chiunque una competenza in materia di scienze religiose degna di uno hoyatoleslam.
Ed infatti Daniela Santanché ne fornisce testimonianza: “Maometto aveva nove mogli, l’ultima era una bambina di nove anni. Maometto era un poligamo e un pedofilo!” (8 novembre 2009).

Ecco di quali competenze intende avvalersi l’”occidentalismo” fiorentino. Una frequentatrice di locali dove si bevono alcolici ed un ragioniere che dal 1977 in poi non ha lavorato un giorno in vita sua.
Non si tratta di “rigurgiti del Ventennio”: si tratta di qualcosa di meno, di qualcosa di peggio.
Qualcosa di meno e qualcosa di peggio che ha il pregio di costituire un buon campione dell’umanità “occidentalista” e delle sue rappresentanze istituzionali.

Fin qui le nostre prime considerazioni.
Nota: sia Riccardo de Corato che Daniela Santanché militano in una formazione politica il cui leader frequenta minorenni al di là di ogni dubbio o questione, e con il quale è legittimo ritenerli ampiamente in debito.
Da quali bocche escono i giudizi sul conto dell'Inviato!

Sulla fedeltà di Daniela Santanché alle "radici cristiane" dell'"Occidente"
e sulle sue competenze in materia di scienze religiose, Internet è ricca di testimonianze.

La libreria on line IBS accredita a Daniela Santanché due libri che su quel sito nessuno si è curato di recensire, e probabilmente neppure di leggere.
Eccone le presentazioni.

La donna negata. Dall'infibulazione alla liberazione (Marsilio, 2006)
Raccogliendo le testimonianze di tante immigrate (da Amina, un'algerina picchiata a sangue insieme ai due figli piccoli perché non accettava la convivenza con la seconda moglie del marito, a Hirsi Ali la kafir, ispiratrice del cortometraggio Submission, per arrivare a Marjan che vede riaprirsi per la figlia adolescente un calvario che pensava di essersi lasciata alle spalle) e collaborando con le associazioni che rappresentano il milione di donne islamiche che vivono in Italia, Daniela Santanché ci consegna un'analisi della condizione delle donne musulmane nel nostro Paese.

Le donne violate. La donna negata e oltre (Marsilio, 2008)
Con questo secondo libro Daniela Santanché analizza la drammatica condizione in cui si trovano migliala di donne islamiche che vivono in Italia. Private dei diritti più elementari da una concezione dell'Islam a cui non sappiamo o non vogliamo dare risposte adeguate, inseguite anche nel nostro paese dalle imposizioni più aberranti del fondamentalismo religioso, Daniela Santanché denuncia le ambiguità e i silenzi della politica. Le donne violate con il loro grido di aiuto rendono sempre più attuale il monito che l'autrice lancia ai governanti italiani e europei. Perché nessuno debba dimenticare che la libertà delle donne dell'Islam è, in ultima analisi, la libertà di tutti noi.

Cellulosa sottratta ad utilizzi più costruttivi, chiaramente. Basterebbe l'accenno fugace all'Islàmme come antitetico alla "libertà", qualunque concetto si abbia di essa, con cui si conclude la seconda presentazione per farsi un idea molto precisa sulle competenze della scrivente.
Daniela Santanché postula che nella penisola italiana vive un milione di donne infibulate e picchiate a sangue.
La cosa peggiore che potrebbe capitarle è trovare qualcuno che prenda, e in tutta serietà, il dato per veritiero.
Perché se le cose stessero come dice questa poco vestita, l'unica conclusione che avrebbe senso trarre è che una politica "occidentalista" che ha fatto dell'islamofobia una specie di dogma non è riuscita, in dieci anni filati, a togliere da quelle condizioni neanche una frazione delle vittime.
Un'ammissione di fallimento prevedibile e prevista, che non può che rallegrare.
In compenso la politica "occidentalista" è riuscita, e senza moltre difficoltà, a partecipare alla "esportazione di democrazia" in Iraq ed in Afghanistan.
Costo previsto per il 2010, un miliardo di euro.
Più tintoria e stiratura per le mimetiche da passeggio di Ignazio Benito Maria La Russa, in modo che sia bello elegante quando mette in scena qualcuna delle sue insultanti pagliacciate.
Più le spese per portare una giornata a Firenze quella donna, insieme al ragionier Riccardo de Corato.

Qui sopra la screenshot di come si presenta su Google il dominio danielasantanche.com.
"Contatti", "Sesso", "Senza Veli", "Pagina successiva" (come dire "avanti la prossima"). Un'autopresentazione che promette davvero competenze approfondite nel campo delle scienze religiose.Il miglior biglietto da visita per una che intenda combattere -presumibilmente da sola- contro la "repressione sessuale" corollario dell'Islàmme. 
Al momento in cui scriviamo il sito è fermo al 30 agosto 2010.
Tra gli ultimi materiali inseriti, uno starnazzo di questo genere:

“A Brescia come a Teheran, il problema è il velo, simbolo di tutte le sottomissioni. Ma dov’è lo sdegno dei nostri intellettuali di sinistra?”

Daniela Santanché vada a chiederlo alla ragazza cecena ritratta qui sotto. 
Ci vada "vestita" come appare "vestita" nelle molte immagini disponibili sul suo conto, ed avanzando gli stessi concetti cui deve la propria miserabile fortuna da gazzetta patinata.
Ci riferisca con calma la risposta.
Qui nessuno ha fretta.