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venerdì 26 novembre 2010

Daniela Santanché a Firenze e la marmaglia "occidentalista"

Non sempre si raccoglie per quello che si semina. Il 25 novembre 2010 questa donna ha ricevuto a Firenze un'accoglienza molto migliore di quanto avrebbe meritato.


Il 25 novembre 2010 Daniela Santanché ha partecipato, all'Università di Firenze, ad una chiacchierata tra amici organizzata da una formazione giovanile "occidentalista". La sua partecipazione è stata resa difficoltosa da una nutrita schiera di contestatori dei quali poco sapremmo dire, avendo concluso con pieno successo gli studi universitari oltre un decennio fa, ed avendo da allora svolto regolari e documentabili attività lavorative. L'esatto contrario del ragionier de Corato, ospite atteso ma che ha pensato bene di non presentarsi, il cui curriculum attesta nero su bianco che dal 1977 non ha lavorato un giorno in vita sua.
Entrata nella sala del convegno praticamente di nascosto, la frequentatrice di locali di lusso Daniela Santanché avrebbe dichiarato qualcosa come

"Fuori si stanno picchiando, perché secondo loro i diritti sarebbero questi, tappare la bocca a chi magari, e grazie a Dio, la pensa diversamente. Noi ci siamo e non ci siamo fatti fermare da quello che sta accadendo fuori, non ci fermeremo e nessuno ci farà arretrare, parlo come governo" dello stato che occupa la penisola italiana.

Daniela Santanché stia pure tranquilla: al suo cospetto non abbiamo mai dubitato neppure per un momento di trovarci davanti ad una diversamente pensante.
Secondo la gazzettina "La Nazione" all'incontro avrebbero partecipato cento persone. E dei numeri del gazzettame "occidentalista" abbiamo da tempo imparato a diffidare; anche perché numero e consenso sono due cose diverse.
Agli "occidentalisti" del "governo" episodi del genere servono per dare la stura alle ciarle propagandistiche.
Sempre le stesse.
A noi servono invece per affermare nuovamente che la menzogna e la sovversione sono coessenziali all"occidentalismo" e ne permeano propaganda e pratica politica.

Alcuni anni fa l'ambasciatore dell'entità statale sionista Ehud Gol fu anch'esso accolto da contestazioni che non valsero ad impedire che la riunione si svolgesse. Dopo le contestazioni fuori dell'aula, Gol dovette sorbirsi anche quelle dentro, probabilmente anche più stringenti, documentate ed efficaci. L'episodio è solo all'apparenza slegato da quello che ha visto protagonisti una poco vestita e che secondo le attese avrebbe dovuto riguardare anche un mangiatore di risotto giallo; più avanti specificheremo meglio il concetto.
A Daniela Santanché, nonostante la condiscendente claque rastrellata come al solito per l'occasione, non è affatto andata meglio. Accolta caldamente al suo arrivo, dicono sia stata giustamente ed immediatamente messa all'angolo con due battute da una ragazza che si è limitata a poche domande sugli avvenimenti degli ultimi mesi.
Si ricordi che questa donna conduce battaglie contro lo hijab dopo aver condiviso interessi con un geometra di Cuneo; di questo geometra Wikipedia pubblica una biografia che, rispetto ai rotocalchi insiste pochissimo sulle mucose femminili da lui frequentate e moltissimo sulla sua condotta in altri ed ancor meno presentabili contesti.

In ogni caso si consideri che far partecipare un ragioniere (che non si è neanche presentato) ed una frequentatrice di boutiques a questa chiacchierata tra amici ha richiesto l'intervento di decine di gendarmi.
E i gendarmi vanno retribuiti.
Cosa sarebbe successo a parti invertite, ossia nel caso improbabile che a dover essere protetti dal biasimo dei più fossero stati -ad esempio- dei relatori provenienti dalla Repubblica Islamica dell'Iran?
Possiamo divertirci a vestire, per qualche riga, i panni dell'"occidentalista" politico di terz'ordine.
Ci si immagini dunque un giovane mangiaspaghetti più o meno in sovrappeso, con dieci o quindici bolli sul libretto universitario, che scalda a giornate una poltrona da amministratore locale.
Anche gli avvenimenti successivi sono facili da immaginare. Elementi del genere non possono reagire che in un modo: firmando un piagnisteo preconfezionato intonato al "chi paga?" e passandolo all'ufficio stampa più vicino. Oltre al "chi paga?" pragmaticamente ridondante, il comunicato avrebbe contenuto sicuramente critiche esplicite al tema del convegno qualunque esso fosse: tutti sanno bene come la definizione "occidentalista" di "libertà" sia per lo meno elastica.
Il problema è che a questo giro non hanno potuto farlo, dal momento che a godere della protezione dei gendarmi sono stati due "occidentalisti" cui tutto è dovuto.
L'accaduto non può comunque passare sotto silenzio. E qui tornano le similitudini con l'episodio in cui fu contestato l'ambasciatore sionista.

Ehud Gol statuì che i contestatori erano "pagati dai palestinesi".
Francesco Torselli invece, il primo micropolitico "occidentalista" ad aver cianciato su quanto successo, li accusa di coltivare nostalgie inconfessabili.
Senza prendere neppure in considerazione l'idea che possa esistere qualcuno che disprezza in modo abituale e disinteressato il politicame "occidentalista" a causa dei suoi obiettivi e documentabili demeriti, della sua impresentabilità, della sua abiezione e della sua incompetenza, e che questo qualcuno non si faccia problemi ad andare a testimoniare la cosa rischiando di persona, entrambi proiettano sugli avversari da denigrare atteggiamenti e "valori" che sono, invece, i loro.
In materia di nostalgie inconfessabili Francesco Torselli ha una lunga e documentabile consuetudine, ma non occorre certo ricostruirne le fila.
A sentir lui, a contestare una frequentatrice di mescite di lusso non possono essere altro che individui animati da una foia repressiva propensa ai carri armati.
La realtà, come sempre, è opposta alle menzogne "occidentaliste" per cui è non probabile, ma certo che i sostenitori della repressione andrebbero davvero cercati ovunque tranne che tra i manifestanti fiorentini. In ogni caso, una screenshot tratta da casaggi.blogspot.com è più che sufficiente per rimetterlo anche stavolta al suo posto.
Nel corso del 2010 la comunicazione politica del principale partito di governo è incentrata sul linciaggio di uno dei suoi fondatori. Questo a livello del mainstream.
A livello locale la stessa sorte càpita a quanti abbiano deciso di smetterla di riverire un frequentatore di minorenni.
Il blog casaggi.blogspot.com è riconducibile a Francesco Torselli in persona, che non è un sedicenne bocciato a scuola che disegna svastiche sui muri ma uno che sta in un pubblico consesso insieme ai rappresentanti di centinaia di migliaia di sudditi.
Si tratta di un blog che concentra contenuti che appartengono a tutti e due i livelli.
Il linciaggio dell'individuo cui tutti i torselli della penisola devono la propria uscita dalle fogne e dai sottoscala è affidato a copia e incolla quotidiani di editoriali copiati dal gazzettaio "occidentalista".
Ai piani bassi invece si deve ricorrere all'arte di arrangiarsi ed al fai da te, messi a servizio di poltrone e tornaconti.

Zizzania!
La nostra dedica quotidiana agli infami, ai viscidi, ai pavidi, ai protetti, ai bugiardi, ai pochi e tristi servi delle proprie squallide opportunità, traditori di Comunità e di sogni. Ci vedremo nella mischia, bastardi. Non finirà mai: ci sarà sempre un pò di odio per voi.

Gli ZetaZeroAlfa sono uno dei principali prodotti del merchandising di Boutique Pound, che a sua volta fa da specchietto per le allodole nel bacino elettorale dei diciottenni.
Francesco Torselli invoca l'espulsione dall'Università di gente che a sentir lui arriva dritta dalla Lubjanka.
Intanto però dedica un bell'avvertimento da camorristi ad ex compagni di strada al cui nome e cognome si potrebbe risalire senza difficoltà.
Un avvertimento da camorristi, grondante di quell'odio che soggetti come questo attribuiscono sistematicamente agli avversari politici, quelli rimasti alle "chiavi inglesi" e alle pistole.

Individui del genere tengono a definirsi non conformi; in contesti non "occidentalisti" e dunque immuni alla menzogna ed alla sovversione, si è invece soliti definirli utilizzando vocaboli meno forbiti.

mercoledì 24 novembre 2010

Riccardo de Corato e Daniela Santanché all'Università di Firenze?

Una formazione politica "occidentalista", tali "Studenti per la libertà", ha annunciato per il 25 novembre 2010 una delle consuete chiacchierate tra amici.
Dovrebbero intervenire tra gli altri tale Riccardo de Corato e tale Daniela Santanché.
All'imam fiorentino Izzedine Elsir dovrebbe spettare il compito di conferire alla cosa un minimo di autorevolezza e di imparzialità.
L'organizzazione ricorda non poco le strategie comunicative delle televisioni che combinano primacy e recencyin modo da rinforzare oltremodo il messaggio "occidentalista" e da sminuire o mettere in ridicolo ogni contraddittore.
Il motivo della convocazione è serio: gli "occidentalisti" sono o no padroni in casa loro?
Salvo brevi periodi, forze politiche "occidentaliste" hanno "governato" lo stato che occupa la penisola italiana per tutti gli ultimi dieci anni. Strano che siano ancora a porsi interrogativi del genere.
Una "rete dei collettivi" ha risposto con un messaggio molto livoroso che riportiamo per intero insieme al commento che abbiamo fatto pervenire agli scriventi.
A questo seguono altre considerazioni, aggiunte con calma.

11.23.2010
DE CORATO E SANTANCHE’, FUORI LA MERDA DALL’UNIVERSITA’

Sentendo vicino l’odorino della sconfitta e il tanfo da basso impero del governo Berlusconi, i giovani ragazzi “antidegradoeinsihurezza” del PDL, tali Studenti per la Libertà hanno pensato bene di trasformare il Polo di Novoli in una scintillante passerella per “nuovi” e intriganti personaggi di spicco della destra fascista, riammodernata prima AN, poi PDL e LA DESTRA.
Questi loschi figuri sono molto noti nell’ambiente per la loro spiccata filantropia, tali Santanché, colei che “sono orgogliosa di essere fascista”, e un certo, meno noto, De Corato, ex Vice Sindaco di Milano, durante il periodo Moratti, con delega, per l’appunto, alla sicurezza, famoso per le sue affermazioni sull’immigrazione e sull’Islam, degni della peggior feccia xenofoba.
Ribadiamo con forza alla città e a questi rigurgiti del ventennio, che qui a Firenze per loro non ci sarà mai posto, come non c’è mai stato, e che ostacoleremo in tutti i modi i comizi che questi razzisti proveranno a fare, sparando a zero su migranti e fasce deboli della società fomentano l’odio tra poveri tanto utile per le loro malefatte squadriste, specie all’ interno delle università, luogo in cui, dovrebbe avvenire la nostra formazione.

NESSUNA TOLLERANZA PER GLI INTOLLERANTI

25 NOVEMBRE POLO DI NOVOLI ORE 9.30

Il nostro commento:

Riccardo de Corato ha un diploma di ragioniere.
Dal 1980 si è dedicato in pianta stabile alla politica. Almeno per quanto riguarda il modo di guadagnarsi la giornata “ragiona” in effetti benissimo: il curriculum riportato sul suo sito personale è orgoglioso di collocare la sua ultima esperienza lavorativa al 1977. 
Trentatré anni fa.
Questo è il tale che sta nella città dove mangiano cotolette, quello che passa la giornata ad abbaiare contro i centri sociali.
Nessun titolo accademico, nessun lavoro di ricerca, nessuna pubblicazione.
Tutte cose che conferiscono davvero autorevolezza.
Un “occidentalista” proprio rappresentativo.

Daniela Garnero già coniugata Santanché (matrimonio annullato dalla Sacra Rota) ha conseguito una laurea in scienze politiche e Wikipedia le attesta un certo numero di non meglio precisate “consulenze”, oltre ad una variegata carriera politica. Riferisce anche che “È stata in società con Flavio Briatore nel locale di Porto Cervo Billionaire ed è socia del Twiga a Forte dei Marmi”.
Ambienti e frequentazioni che, come tutti sanno, conferiscono a chiunque una competenza in materia di scienze religiose degna di uno hoyatoleslam.
Ed infatti Daniela Santanché ne fornisce testimonianza: “Maometto aveva nove mogli, l’ultima era una bambina di nove anni. Maometto era un poligamo e un pedofilo!” (8 novembre 2009).

Ecco di quali competenze intende avvalersi l’”occidentalismo” fiorentino. Una frequentatrice di locali dove si bevono alcolici ed un ragioniere che dal 1977 in poi non ha lavorato un giorno in vita sua.
Non si tratta di “rigurgiti del Ventennio”: si tratta di qualcosa di meno, di qualcosa di peggio.
Qualcosa di meno e qualcosa di peggio che ha il pregio di costituire un buon campione dell’umanità “occidentalista” e delle sue rappresentanze istituzionali.

Fin qui le nostre prime considerazioni.
Nota: sia Riccardo de Corato che Daniela Santanché militano in una formazione politica il cui leader frequenta minorenni al di là di ogni dubbio o questione, e con il quale è legittimo ritenerli ampiamente in debito.
Da quali bocche escono i giudizi sul conto dell'Inviato!

Sulla fedeltà di Daniela Santanché alle "radici cristiane" dell'"Occidente"
e sulle sue competenze in materia di scienze religiose, Internet è ricca di testimonianze.

La libreria on line IBS accredita a Daniela Santanché due libri che su quel sito nessuno si è curato di recensire, e probabilmente neppure di leggere.
Eccone le presentazioni.

La donna negata. Dall'infibulazione alla liberazione (Marsilio, 2006)
Raccogliendo le testimonianze di tante immigrate (da Amina, un'algerina picchiata a sangue insieme ai due figli piccoli perché non accettava la convivenza con la seconda moglie del marito, a Hirsi Ali la kafir, ispiratrice del cortometraggio Submission, per arrivare a Marjan che vede riaprirsi per la figlia adolescente un calvario che pensava di essersi lasciata alle spalle) e collaborando con le associazioni che rappresentano il milione di donne islamiche che vivono in Italia, Daniela Santanché ci consegna un'analisi della condizione delle donne musulmane nel nostro Paese.

Le donne violate. La donna negata e oltre (Marsilio, 2008)
Con questo secondo libro Daniela Santanché analizza la drammatica condizione in cui si trovano migliala di donne islamiche che vivono in Italia. Private dei diritti più elementari da una concezione dell'Islam a cui non sappiamo o non vogliamo dare risposte adeguate, inseguite anche nel nostro paese dalle imposizioni più aberranti del fondamentalismo religioso, Daniela Santanché denuncia le ambiguità e i silenzi della politica. Le donne violate con il loro grido di aiuto rendono sempre più attuale il monito che l'autrice lancia ai governanti italiani e europei. Perché nessuno debba dimenticare che la libertà delle donne dell'Islam è, in ultima analisi, la libertà di tutti noi.

Cellulosa sottratta ad utilizzi più costruttivi, chiaramente. Basterebbe l'accenno fugace all'Islàmme come antitetico alla "libertà", qualunque concetto si abbia di essa, con cui si conclude la seconda presentazione per farsi un idea molto precisa sulle competenze della scrivente.
Daniela Santanché postula che nella penisola italiana vive un milione di donne infibulate e picchiate a sangue.
La cosa peggiore che potrebbe capitarle è trovare qualcuno che prenda, e in tutta serietà, il dato per veritiero.
Perché se le cose stessero come dice questa poco vestita, l'unica conclusione che avrebbe senso trarre è che una politica "occidentalista" che ha fatto dell'islamofobia una specie di dogma non è riuscita, in dieci anni filati, a togliere da quelle condizioni neanche una frazione delle vittime.
Un'ammissione di fallimento prevedibile e prevista, che non può che rallegrare.
In compenso la politica "occidentalista" è riuscita, e senza moltre difficoltà, a partecipare alla "esportazione di democrazia" in Iraq ed in Afghanistan.
Costo previsto per il 2010, un miliardo di euro.
Più tintoria e stiratura per le mimetiche da passeggio di Ignazio Benito Maria La Russa, in modo che sia bello elegante quando mette in scena qualcuna delle sue insultanti pagliacciate.
Più le spese per portare una giornata a Firenze quella donna, insieme al ragionier Riccardo de Corato.

Qui sopra la screenshot di come si presenta su Google il dominio danielasantanche.com.
"Contatti", "Sesso", "Senza Veli", "Pagina successiva" (come dire "avanti la prossima"). Un'autopresentazione che promette davvero competenze approfondite nel campo delle scienze religiose.Il miglior biglietto da visita per una che intenda combattere -presumibilmente da sola- contro la "repressione sessuale" corollario dell'Islàmme. 
Al momento in cui scriviamo il sito è fermo al 30 agosto 2010.
Tra gli ultimi materiali inseriti, uno starnazzo di questo genere:

“A Brescia come a Teheran, il problema è il velo, simbolo di tutte le sottomissioni. Ma dov’è lo sdegno dei nostri intellettuali di sinistra?”

Daniela Santanché vada a chiederlo alla ragazza cecena ritratta qui sotto. 
Ci vada "vestita" come appare "vestita" nelle molte immagini disponibili sul suo conto, ed avanzando gli stessi concetti cui deve la propria miserabile fortuna da gazzetta patinata.
Ci riferisca con calma la risposta.
Qui nessuno ha fretta.