Visualizzazione post con etichetta Francesco Torselli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Francesco Torselli. Mostra tutti i post

lunedì 7 febbraio 2011

Meloni e cialtroni, tòtari e torselli. Con un paragone impietoso e giusto.

La propaganda politica è una cosa relativamente seria, ed occorre fare attenzione a come ci si muove: per un punto Martin perse la cappa, e l'esito controproducente è spesso più vicino di quanto non si creda.
L'"occidentalismo" giovanile di Firenze ha avuto il cinque febbraio la visita della committenza: l'immagine è stata resa pubblica da una fonte "occidentalista" di sicura fede, e ne mostra appunto tre esponenti di spicco.
Da sinistra, una delle più irrilevanti figure della politica "occidentalista" contemporanea. In qual conto sia tenuta perfino all'interno del suo stesso "partito" è materia di cui abbiamo già fatto cenno.
Al centro e a destra, con la stessa espressione vacua e la testa chissà dove, uno che canta le lodi di Corneliu Zelea Codreanu ai ragazzini, e uno grasso di Scandicci.
Nelle stesse ore in cui l'"occidentalismo" peninsulare faceva finta di celebrare se stesso, in contesti più normali rappresentanti ben più consapevoli e responsabili si occupavano di tutt'altre questioni.
Si confrontino gli argomenti cari alla comunicazione politica nella Repubblica Islamica dell'Iran con quelli che ricorrono nello stato che occupa la penisola italiana, e si traggano le dovute conclusioni.
Il Presidente: il grande sviluppo del progresso scientifico in Iran

Il Presidente Mahmoud Ahmadinejad ha affermato domenica che il progresso scientifico in Iran sta attraversando una fase di grande sviluppo, grazie agli incessanti sforzi degli scienziati iraniani.
Nel discorso tenuto in occasione del ventiquattresimo festival internazionale di Khwarizmi, il Presidente ha sottolineato la necessità di ulteriori investimenti nel campo delle attività scientifiche.
Il festival internazionale di Khwarizmi si tiene ogni anno in Iran, per presentare e rendere onore ai traguardi raggiunti dai ricercatori iraniani e stranieri.
Il Presidente ha detto: "Alcuni pensano che le attività scientifiche siano antitetiche a quelle religiose; in realtà, la ricerca scientifica è il più bell'esempio che esista di devozione verso Dio".
Il desiderio del Presidente Ahmadinejad è che giunga il giorno in cui le enormi risorse oggi destinate a produrre armi per uccidere vengano usate invece per servire il progresso, la prosperità ed il benessere dei popoli.

domenica 6 febbraio 2011

Confessioni identitarie e non conform


Sul nostro corteo abbiamo già detto abbastanza. E quel che non abbiamo detto, quel che non si può dire a parole, è testimoniato dai filmati, dai servi di giornali e tv, dalle foto artistiche e dai racconti dei presenti, accuratamente disposti in file di quattro persone (l’anno scorso eran 5 ahimè) per sembrare di più, per giunta con una bandiera a testa o quasi (ma questo fa parte dello spettacolo, l’importante è venire bene nell’intervista o nella foto, o avere 5000 amici su facebook, il resto non conta).. Abbiamo nuovamente infangato la storia, la memoria e la verità su un fatto storico molto complesso che invece abbiamo preferito ridurre a mera vendetta comunista sugli italiani, portando in piazza la solita sbavante claque fiorentina, alla quale si sono aggiunti pochi altri venuti (e pagati ?) da fuori.

Un anno per preparare un giorno. 50.000 manifesti pagati dal Pdl (il partito del 75enne che va con le minorenni) i quali hanno tappezzato la città solo ed unicamente quel quarto d’ora che c’è voluto prima che una qualunque persona dotata di un cervello ancora attivo e pensante (o non conforme che dir si voglia) li strappasse, come poi si è infatti riscontrato naturalmente. Abbiamo fatto sventolare a dovere il tricolore, noi, i servi di un partito tenuto in vita da un altro che invece vuole l’italia divisa in due, in una città che è cambiata più per merito di Cioni e del PD che nostro. Infatti, e la storia ce lo ha dimostrato, arrivando a candidare a sindaco un ex portiere di calcio come Giovanni Galli, abbiamo proprio toccato il fondo. Sempre noi, che l’anno scorso venivamo perfino insultati da un commesso di un negozio di abbigliamento  da pottini, ad angolo di viale don minzoni, siamo tornati in piazza senza vergognarci del fatto che, per una ridicola passeggiata in due strade deserte abbiamo bloccato il traffico (ma non erano solo gli studenti facinorosi a farlo?), transennato il percorso, fatto spostare mezzi parcheggiati, mobilitato circa 300 fra polizia e g.d.f e, più in generale, militarizzato la città per un nostro capriccio; perché si sa, le marce funebri si fanno con gli elicotteri in volo che controllano che tutto vada bene…
Noi di certo non ci vergognamo, perché papi, gggiooorgia e ìDonze c’hanno insegnato bene, come dire che le croci celtiche in giro per Firenze, contrassegnate da una nostra firma, non le abbiamo fatte noi, semplice no? 


Perché in fondo, a noi di casaggì Firenze, non resta altro che accettare a braccia aperte l’aiuto dei potenti, del partito, della polizia, facendo finta di essere ribelli non conformi, annunciando regolamenti di conti, lame e altre sciocchezze; quando poi, invece, non ci resta altro che le nostre chiacchiere autoreferenziali. 


Quelle chiacchiere di chi non ha mai dovuto patire, sudare, scontrarsi con l’autorità e l’ordine costituito, tanto poi l’amico, il partito o il papi di turno ci paga gli avvocati. E se non sono gli avvocati allora sono le multe per danneggiamento, o imbrattamento di buona parte delle pensiline dell ataf.
Noi amiamo accusare gli altri di essere leoni da tastiera, quando poi siamo i primi a delegare a ìTorse tutto il lavoro massacrante di copia e incolla, scrivi e manda, incluso l’aggiornamento di miliardi di blog tutti uguali e comunicati stampa.

Inoltre, vista la nostra totale bassezza culturale, mentale e identitaria, possiamo addirittura permetterci di definire i partigiani dell’ANPI come una combriccola di trentenni allo sbando, tanto i nostri nonni sono tutti a trespiano sotto terra o in qualche foiba, chi ce li tocca più……sono polvere.


Noi crediamo di avere un impatto sui ragazzi, sulla gente comune, su chi non va oltre alle chiacchiere su fiorentina e striscia la notizia, e forse ci riusciamo anche con questi,  alle volte. Il vero problema sta tutto nel nostro essere degli inguaribili mistificatori e falsi sgherri di un potere che qui, a Firenze come in buona parte della Toscana, non attecchisce solo perché, col tempo, le redini le hanno prese le cooperative e il falso partito di opposizione di centro sinistra (guidato per la maggior parte da democristiani). 


Parliamo di persone stanche di odio sociale e slogan, quando noi siamo i primi a far da megafono naturale ai proclami dei nostri protettori, affermando che servono i CIE, le telecamere e la polizia ovunque. Abbiamo il coraggio di fare le serate di gala o di beneficenza per i poveri bambini del terzo mondo, quando poi appoggiamo ministri ed esecutivi guerrafondai, lugubri e atroci nelle intenzioni così come nelle pratiche.
Insomma, la nostra unica salvezza sta nella menzogna, nell’offesa e nella ripetizione all’infinito di ciò che è falso, senza farci problemi. L’importante non è essere ribelli non conformi contro le droghe e il sesso a pagamento, l’importante è apparire come tali. Notevole è dire che si è aggrediti, quando si è sempre i soliti a provocare e ad attaccare. Clamoroso è fissare alle cascine con la banda non conforme per andare a rincorrere i trans armati di spranghe e catene, salvo poi far finta di niente davanti all’evidenza dei fatti compiuti.

Alla menzogna, sicuramente, non c’è limite. E noi continueremo a darci dentro (finchè ci pagano ovviamente) perché far finta di far la rivoluzione e convincersi di essere speciali è davvero un’impresa. Addio integrità, ciao ciao coerenza, goodbye senso della decenza.

I camerati quasi non più non conformi ma pur sempre gggiooooovani di casaggì firenze

sabato 22 gennaio 2011

Casaggì Firenze, l'Istituto Superiore Salvemini, le abituali menzogne, l'abituale malafede



Il 5 febbraio 2011 l'"occidentalismo" fiorentino ha in mente di realizzare l'autoreferenziale parata che viene messa in piedi ogni anno, sperando che qualche obeso ben ammanicato si degni di alzare il grugno dal piatto di rigatoni e venga a Firenze a passare benevolo in rassegna la servitù più volenterosa.
L'iniziativa ha come pretesto una farraginosa e parziale ricostruzione storica letteralmente intrisa di malafede e di suprematismo razziale; non è mai uscita dall'autoreferenzialità partitica ed il più delle volte in città si è scontrata, e si scontra a tutt'oggi, con un'impopolarità a tratti veemente.
E proprio ad un saggio di questa impopolarità, che per loro fortuna prende solitamente forme del tutto incruente, sono andati incontro alcuni valletti "occidentalisti" intenti a fare propaganda.

Questo il comunicato stampa in cui si frigna per i torti subiti.
Dal momento che riportiamo per intero materiale altrui, ci scusiamo per il ricorrere in esso di un vocabolo che indica comunemente lo stato che occupa la penisola italiana, e che in questa sede si ha la buona regola di non utilizzare mai dal momento che non è nostra intenzione suscitare disgusto nei lettori.
Torselli (PdL) e Scatarzi (Giovane Italia): “Studenti insultati dai professori mentre distribuiscono materiale sull’eccidio delle foibe. Solo a Firenze simili bassezze”
“Una relazione dei fatti sarà inviata al Provveditorato agli studi e al ministro Gelmini”

"Bassezze senza uguali che fortunatamente, o sfortunatamente per chi ama questa città, possono accadere solo a Firenze. Stiamo parlando di quanto accaduto questa mattina all'Istituto Superiore Salvemini di Firenze, dove alcuni studenti di quella scuola, militanti di Casaggì e della Giovane Italia, sono stati presi ad insulti e a male parole da un docente del medesimo istituto". Questo quanto dichiarato da Francesco Torselli, consigliere del PdL, e dal Presidente cittadino della Giovane Italia, Marco Scatarzi.
"I ragazzi stavano volantinando materiale informativo sulle foibe - spiegano i due esponenti del PdL -, in previsione del corteo cittadino che si terrà il prossimo 5 febbraio, quando questo docente si è scagliato contro i ragazzi insultando loro e di conseguenza quegli oltre 30.000 italiani che, in nome del comunismo e della dittatura titina, trovarono la morte in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia dopo la fine della seconda guerra mondiale. Solitamente, a tenere questi atteggiamenti intolleranti e beceri sono gli studenti vicini alla sinistra radicale, ma questa volta il fatto è di ben altra gravità, essendo i protagonisti non dei diciassettenni infervorati dalla militanza politica, ma professori in piena attività nella scuola in questione. Il fatto è gravissimo e merita una condanna unanime di tutta la città, nonché un intervento diretto del Provveditorato agli Studi: non è accettabile sentire dei docenti insultare dei ragazzi ed invitarli ad andarsene da quella che è anche la loro scuola. Il professore in questione, purtroppo ben accompagnato da alcuni suoi colleghi non nuovi a questo genere di pagliacciate, ha addirittura ritardato l'orario di inizio delle sue lezioni, recando quindi un danno anche agli studenti assolutamente disinteressati alla diatriba, pur di restare in mezzo alla strada a schiumare rabbia contro i militanti di Casaggì e della Giovane Italia che, decisamente più maturi del docente, hanno proseguito in silenzio la propria attività”.
"La vicenda finirà sulla scrivania del Provveditore e su quella del Ministro Gelmini; - concludono Torselli e Scatarzi -: questo clima di intolleranza è inaccettabile, soprattutto se proveniente dal corpo docente. Con quale serenità i ragazzi potranno continuare a frequentare un istituto dove i professori si comportano in questa maniera? Devono forse andare a scuola col terrore di essere giudicati e bocciati in funzione del proprio pensiero politico? Crediamo servano delle risposte".
In fatto di bassezze senza uguali, prima tra tutte l'utilizzo abituale della delazione, l'"occidentalismo" in generale e Casaggì in particolare non sono secondi a nessuno. Il fatto che a Firenze gli "occidentalisti" pubblicizzino il ricorso alla delazione in ambiente scolastico è uno dei molti indici dell'esiguità del loro séguito, oltre che di una propensione generalizzata e condivisa a comportamenti vili e riprovevoli, considerati come valori positivi ed incoraggiati fin dalla prima adolescenza. Lo scorso anno Francesco Torselli campeggiò nelle gazzettine più condiscendenti per quasi una settimana, nell'àmbito di un'operazione delatoria che seguimmo nei dettagli.

Firenze: la Scuola Media Botticelli una foiba di quartiere? L'"occidentalismo" e la delazione come pratica politica quotidiana (link).
Firenze: le foibe alla Scuola Media Botticelli come palestra "occidentalista" per un linciaggio mediatico diversivo (link).
Firenze: foibe e Scuola Media Botticelli. Come l'"occidentalismo" costruisce un pretesto per la delazione (link).

L'occasione scelta da Francesco Torselli fu la distribuzione in una classe delle medie inferiori di un articolo -tra i milioni reperibili sul web- il cui autore si era dimenticato di riverire la vulgata con cui gli "occidentalisti" stanno da anni cercando di mettere la sordina alpressappochismo maccheronesco con cui i loro referenti politici dell'epoca trascinarono lo stato che occupa la penisola italiana in un'autentica tragedia mondiale.
Abbiamo motivo di ritenere che la popolarità delle istanze "occidentaliste" presso i docenti non abbia guadagnato gran che dall'iniziativa: nei contesti normali, e specialmente sul lavoro, i delatori non suscitano alcuna simpatia. Di qui l'accoglienza poco entusiasta ricevuta; gli insegnanti svolgono già per proprio conto un mestiere logorante e sempre più avaro di tutto, e gli "occidentalisti" di ogni estrazione non fanno gran che per nascondere il disprezzo che provano per l'intera categoria, capace di prosciugargli i bacini elettorali dimostrando che i libri non servono solo come fermaporte.
Torselli e Scatarzi omettono con cura di precisare quale "materiale informativo" stessero "volantinando" i "ragazzi". Fonti "occidentaliste", prima del cambio di registro di cui abbiamo già trattato, parlavano di "cinquantamila volantini freschi di stampa" e di turni per i volantinaggi, quindi è probabile che più che di "materiale informativo" si debba più correttamente intendere "propaganda per un'iniziativa di partito". Possiamo desumerne che il principale partito "occidentalista" operante nella penisola italiana affida a minorenni la propaganda delle iniziative programmate a livello locale. La cosa ha una sua coerenza: ai vertici del "partito" sembra che domini sovrana l'idea che ai minorenni, ed alle minorenni in particolare, spettino compiti di natura analoga. Così inquadrata, la reazione anche troppo composta del docente denunciato diventa ancora più comprensibile.
La cifra di "trentamila" per le vittime e i vittimi, citata nel piagnisteo stampa, non ha alcun fondamento al di fuori delle menzogne propagandistiche; se anche lo avesse, avrebbe rappresentato un prezzo senz'altro minimo per la cosciente e deliberata partecipazione ad una guerra che doveva ridisegnare la carta dell'Europa all'insegna del suprematismo razziale.
Il modo "occidentalista" di intendere le cose ha almeno il pregio della chiarezza: per chi si azzarda a disturbare la loro propaganda, o anche solo a contraddirla, c'è la delazione.
"Con quale serenità i ragazzi potranno continuare a frequentare un istituto dove i professori si comportano in questa maniera? Devono forse andare a scuola col terrore di essere giudicati e bocciati in funzione del proprio pensiero politico? Crediamo servano delle risposte".
La preoccupazione avrebbe anche qualche fondamento. O meglio, lo avrebbe se fosse espressa da ambienti in cui espressioni comeculturame cattocomunista ricorressero con meno frequenza. Gli "occidentalisti" devono comunque essere rassicurati. Stiamo trattando di una formazione politica cui sono abituali la delazione e l'affissione abusiva, dunque anche nel caso di un'interruzione brusca e traumatica del proprio percorso formativo, chi si riconoscesse nei "valori" e nella condotta di vita che essa reputa dignitosi non dovrebbe avere troppi problemi ad assicurarsi quanto serve ad un'esistenza ad essi conforme.
Una canottiera, una rivista pornografica ed un'insalatiera di plastica piena 'e maccaruna c'a'pummarola si possono avere in blocco per meno di dieci euro, il che significa che un "occidentalista" tipico può provvedere alle proprie necessità vitali ed identitarie -pallone televisivo escluso- con circa trecento euro al mese.
Una somma facilmente reperibile anche da chi non possa sfoggiare un cursus studiorum privo di cesure.

sabato 15 gennaio 2011

Firenze. Casaggì. Degrado, degrado, degrado e degrado. E anche insicurezza

Il 5 febbraio si dovrebbe tenere a Firenze una manifestazione politica cara all'"occidentalismo" più autoreferenziale, cui hanno anche invitato una che dicono ricopra -non si sa bene dove- l'inconcludente incarico di "ministro della gioventù".
L'"occidentalismo di base" fiorentino non deve godere di molta considerazione, visto che il mangiatore di risotto giallo invitato due mesi fa insieme ad un'esperta di islàmme ritenne opportuno non presenziare nemmeno, portando così la percentuale di defezioni tra gli ospiti "illustri" ad un rispettabile cinquanta per cento. La mortifera commemorazione di febbraio, di cui nessuno si cura, serve ai politici "occidentalista" per passare in rassegna il lavoro del servitorame locale, che da un anno all'altro gratifica i propri padroni di normalissime prove di inettitudine cialtrona.

La notte fra il dodici ed il tredici gennaio 2011 Firenze è stata tappezzata di manifesti. La solita affissione abusiva di grafiche mediocri. Solo che stavolta qualcuno l'ha presa appena un po' peggio del solito. In particolare la cosa non è piaciuta a tale Massimo Mattei,islamofobo tascabile e pubblico difensore degli arredi urbani che non ha fatto nomi ma ha accusato certi "occidentalisti" di "predicare bene e razzolare mano [sic]". Punto sul vivissimo, l'estimatore di Codreanu noto da anni ai nostri ben più che venticinque lettori si è difeso malamente. Probabile che dovesse saperne qualcosa, ed alla fine ha promesso che

...per evitare di essere accusati di cose che non rientrano nei nostri costumi, i nostri manifesti saranno consegnati alla pubblica affissione comunale.

Non rientrano nei loro costumi.
I non fiorentini devono sapere che l'"occidentalismo giovanile" fiorentino vivacchia esclusivamente di scritte nerastre e di affissioni abusive, documentabilissime senza alcuna fatica perché da anni ed anni ricorrenti nelle stesse posizioni.
In altre parole, gli "occidentalisti" di Firenze contribuiscono alacremente a quello stesso degrado che non si stancano mai di denunciare, ravvisandolo in qualsiasi cosa che si muova.
La "pubblica affissione comunale" farà fare comunque alla propaganda "occidentalista" la fine di ogni carne, e sarà grassa se i referenti citati sul materiale sparpagliato per tutta Firenze potranno evitare una di quelle maximulte con cui la politica "occidentalista" ha sanzionato tutti i comportamenti diversi da quelli di consumo.
In ogni modo l'alacre lavoro di attacchinaggio notturno, seguìto ad una certa riunione convocata praticamente apposta, avrebbe avuto per lo meno diritto ad un riconoscimento.
Provvediamo noi, dal momento che i toni roboanti di certa comunicazione politica abbiamo imparato a conoscerli piuttosto bene.

SIAMO IN TRINCEA! CASAGGì INCARTA FIRENZE E SI PREPARA AL CORTEO DEL 5 FEBBRAIO...

Per fortuna, in quessta città di morti viventi, c'è ancora qualcuno che smuove le acque.
Questa notte duemila manifesti hanno letteralmente incartato la città.
La mobilitazione pre-corteo, per i martiri delle foibe, procede con fanatica perfezione e con un entusiasmo mai riscontrato prima. Gente che prende libero a lavoro per attaccare i manifesti, gente che fa forca a scuola per fare un volantinaggio, gente che ha preso ferie per dare una mano a pieno regime nei giorni che precederanno l'evento. In più, oltre a questo, la presenza fisica di una marea di militanti, molti dei quali alle prese con le loro prime attività, che da qui all'estate daranno un bello scossone a queste strade.
Siamo in trincea, insomma.





Ecco fatto; il risultato è talmente verosimile che potrebbe benissimo figurare tra gli scritti di Casaggì, organizzazione "occidentalista"specializzata in prese in giro i cui aderenti e simpatizzanti, in una trincea vera e propria, avrebbero costituito garanzia di rotta assicurata dopo i primi sei secondi di fuoco d'artiglieria.

Nelle stesse ore l'"occidentalista" estimatore di Himmler Don Virgilio Annetti dava poco lontano il suo piccolo contributo alla cultura della retromarcia.
Ah, le radici cristiane dell'"Occidente"...

sabato 1 gennaio 2011

Saverio Tommasi, Casaggì, Terza Posizione e un certo manifesto


Firenze. Nel dicembre 2010 Casaggì rappresenta i sempre più evanescenti resti di un lungo (e costosissimo) tentativo di raccogliere una sorta di "base giovanile" in grado di attirare qualche voto verso un "occidentalismo" politico di cui Firenze continua a non voler sentir parlare.
I motivi di questo fallimento, conclamato ed evidente, sono noti e per intero ascrivibili non soltanto alla tetra repellenza che l"occidentalismo" politico deve ispirare a chiunque conservi un minimo residuo di cognizione di causa e di rispetto per se stesso, ma anche e soprattutto ai livelli, assai meno che mediocri in ogni campo, che sono tipici da generazioni del politicame "occidentalista" prodotto dalla società fiorentina.
L'elettorato passivo "occidentalista" è, a Firenze più che altrove, costituito pressoché per intero da mangiatori di spaghetti, scarti di anticamera, buoni a nulla coi vestiti che costano tanto, sfogliatori di riviste pornografiche ed antologizzatori di ciarle da bar. Non competenza o cognizione di causa sono ad esso richieste, ma faccia tosta, propensione alla delazione, ubbidienza servile, coltivazione paziente dei concetti base della propaganda e mutuo rapporto con gli imbrattacarte del gazzettaio, in modo che le menzogne del politicame e quelle del giornalettisti si sostengano e conferiscano credibilità a vicenda.
I risultati non sono gran che. Nonostante sia in funzione da anni ed anni questa kombinacija non ha aumentato di un pelo la rappresentatività e l'autorevolezza "occidentalista" nei pubblici consessi ed ha visto naufragare nell'indifferenza generale molti dei mass media cui gli "occidentalisti" si appoggiano, e nei quali vegetano personaggi da avanspettacolo che riescono ad apparire inaffidabili anche quando "ragionano" di pallone, pallonamenti, pallonaggi e palloneria.
Un macchinario dal funzionamento più che collaudato entra in azione ogni volta che -per puro caso- nell'elettorato passivo riesca a spiccare qualche individuo che non corrisponda ai tratti qui riassunti, e che pure viene reclutato in occasione delle scadenze elettorali confidando in una presentabilità ed in una "civicità" che riescano, per qualche magico motivo, ad estendersi anche al resto della compagine.
Per rimanere stritolati dalla conventicola di delatori incompetenti che fa finta di reggere le sorti dell'"occidentalismo" fiorentino non occorre neppure pestare i calli a qualche collega di truogolo: è sufficiente esulare dalla palloneria. Il pallonaio fornisce all'"occidentalismo" il linguaggio e le metafore dicotomiche con cui esso interpreta -ed alle quali riduce- tutto il resto del reale: qualunque altra concezione del mondo, cui necessitino per forza di cose un minimo di curiosità o di competenza, viene abitualmente derubricata aterrorismo.
L'"occidentalismo" fiorentino fornisce rappresentatività all'elettorato attivo più integrato nei "valori" da esso propugnati tramite una veicolazione quotidiana e capillare di una pratica politica così strutturata. Questo elettorato attivo finisce ovviamente per coincidere coi settori più immondi, incompetenti, impresentabili e schifosi del corpo sociale nel suo complesso. Quelli che in "Occidente" vengono definiti "maggioranza silenziosa" e che silenziosa non è affatto dal momento che sporca il mondo intero con le proprie ciarle da quindicenni viziate.
Yankee onorari, putridi anche moralmente.
Le recenti vicissitudini della principale formazione politica "occidentalista" della penisola hanno prodotto anche in città edificanti esempi di piccinerie, vendettucce ed altre sincere testimonianze di quali siano gli interessi ed i valori dell'"occidentalismo" contemporaneo; qualcuno si è curato anche di pubblicare una fotografia che attesta un esempio macroscopico del caso. In alte sfere si ricorre a femmine poco vestite, linciaggi mediatici e maneggi di denaro; a livelli più bassi ci si accontenta di minacciare qualche coltellata, come d'uso corrente negli scambi di cortesie tra razzumaglia palloniera.

Nel dicembre 2010 uno dei blog riferibili a Casaggì ha avuto l'idea di pubblicare "un manifesto" sul "solstizio d'inverno".
La cosa si inserisce alla perfezione nel filone delle produzioni propagandistiche di casaggì, molto giustamentederubricate in blocco a presa in giro anche dagli osservatori meno propensi ad infierire.
Un "manifesto" è qualcosa che si attacca, possibilmente a superfici verticali visibili. La propensione "occidentalista" all'affissione abusiva è risaputa e documentata, ma di questo "manifesto" non siamo riusciti a vedere in giro una sola copia: un motivo in più per considerare finalmente evanescenti certe esperienze politiche, fin dal loro abbozzo destinate ad occupare il settore che sta tra il superfluo ed il dannoso.
In secondo luogo, nonostante giuri il contrario, Casaggì è organica ad un partito "occidentalista" (fondato da un anziano frequentatore di minorenni) che asserisce di tenere oltremodo alla tutela delle "radici cristiane" della "civiltà occidentale". Per tenere insieme un fondamento teorico di questo genere ed una pratica politica basata su comportamenti diametralmente opposti a quelli auspicati da qualunque monoteismo non ci si è peritati di inventare barzellette come quella dell'"ateismo devoto", additandone la ridicola pattuglia dei propugnatori come esempi da seguire pena la cacciata da ogni civile consesso. Celebrare una sedicente ricorrenza pagana, peraltro ben attestata nei residuali ambienti del nazionalsocialismo europeo cui certi "occidentalisti" fiorentini non fanno mistero alcuno di ispirarsi, apparirebbe contraddittorio a chiunque fosse fornito di una minore faccia tosta.

La cosa non è piaciuta a Saverio Tommasi, un regista ed interprete di tutt'altro orientamento politico.
Tommasi ha avuto l'idea di dedicare alla questione uno scritto fin troppo educato e composto. Con pochissima fatica ed ancor minore impegno documentale ricorda con esso ai lettori quali siano ispiratori e mèntori dell'"occidentalismo" giovanile di Firenze. Fin qui nulla di nuovo: se vogliamo fare un esempio, da anni è nota la stima ostentata da Casaggì nei confronti di Corneliu Zelea Codreanu. Il fatto che la marmaglia "occidentalista" debba i propri più recenti successi eelettorali ad un'ossessiva campagna di demonizzazione dei "rumeni" nella loro interezza fornisce l'ennesima conferma della costante propensione di questa gente alla malafede abituale ed alla presa in giro sistematica.
La pratica politica "occidentalista" è coessenziale alla menzogna, come tutto ciò che origina dal Lapidato.
Lo scritto di Tommasi ha avuto un effetto costruttivo e prevedibile. Messa per l'ennesima volta davanti all'evidenza dei propri referenti meno presentabili citati per nome e cognome, Casaggì ha pensato bene di peggiorare le cose producendo il raffazzonato giustificativo presentato in screenshot.
Un giustificativo che si inserisce nel consueto filone della presa in giro abituale, e non certo per un solo motivo: i motivi per sghignazzarne sarebbero almeno uno per ogni paragrafo, ed è giocoforza soffermarsi sui più rilevanti.
Nel dicembre 2010 perfino ai livelli più alti della formazione politica "occidentalista" cui Casaggì fa capo è arrivato qualche sentore dell'abisso che separa la classe politicante dai sudditi: per tentare di rimediare e per farla una buona volta finita con un dissenso costante che comincia appena fuori dal giornalame e dalle televisioncine, uno con la cravatta di nome Maurizio Gasparri ha avuto l'idea di auspicare il ricorso all'arresto preventivo. Pare tra l'altro che nel farlo abbia sbagliato la data del precedente cui intendeva riferirsi, riuscendo naturalmente ad apparire cialtrone prima e ancora che forcaiolo, com'è prassi abituale per simili individui.
Casaggì è commensale di un individuo del genere. E non trova minimamente in contrasto con questo particolare non da poco il lamentare la miserrima fine dei propri referenti ideologici colpiti dalla repressione e dalla gendarmeria prima e ancora che dagli avversari politici.
Le dichiarazioni di questo Gasparri non sono affatto un incidente di percorso. Sono l'auspicio deliberato di un'epoca di repressione ancora più sistematica, in cui si riconosce in blocco l'elettorato attivo "occidentalista", per il quale un cranio fracassato ha un valore minore di una vetrina imbrattata. E' interessante notare che in occasione delle quotidiane campagne denigratorie contro la Repubblica Islamica dell'Iran qualche "occidentalista" con la cravatta pronto a denunciare gli orrori della repressione non manca mai: viene da pensare che a monte di questo atteggiamento non vi sia altro che l'invidia.
Casaggì afferma di "non fare apologia della violenza politica"... cosa che non le vieta di esprimere incompetenti e cialtrone simpatie per la lotta armata, puntualmente dileggiate come meritano. Pare di capire che, così come le manifestazioni di piazza sono lodevoli solo quando si svolgono a Tehran, allo stesso modo certi sistemi sono condivisibili purché il loro utilizzo si limiti a Belfast o a Gaza.
La disumanità "occidentalista", al pari della malafede menzognera, non ha molti limiti. A Firenze il corpo di un manifestante a terra con gli intestini strappati via da un proiettile di grosso calibro farebbe al massimo produrre a qualcuno di questi mangioni il solito comunicato stampa su i'ddegrado e la'nsihurézza, o magari sul cattivo gusto di uno spettacolo che ha rovinato una giornata di shopping nei negozi per corpivendole costose che impestano certe zone del centro storico.
Difficile trattenersi dall'infierire ulteriormente: i servi, sciocchi o volenterosi che siano, fanno di solito questo effetto.
In ultimo, Casaggì lamenta della scarsa considerazione data alle giovani vittime della guerra civile a bassa intensità che ha caratterizzato la penisola italiana durante gli anni Settanta dello scorso secolo, rimasti per lo più senza ricordi toponomastici.
In considerazione di quello che è toccato a Jan Palach, ai "martiri" delle foibe e agli insorti d'Ungheria, non è detto che sia un male.

venerdì 26 novembre 2010

Daniela Santanché a Firenze e la marmaglia "occidentalista"

Non sempre si raccoglie per quello che si semina. Il 25 novembre 2010 questa donna ha ricevuto a Firenze un'accoglienza molto migliore di quanto avrebbe meritato.


Il 25 novembre 2010 Daniela Santanché ha partecipato, all'Università di Firenze, ad una chiacchierata tra amici organizzata da una formazione giovanile "occidentalista". La sua partecipazione è stata resa difficoltosa da una nutrita schiera di contestatori dei quali poco sapremmo dire, avendo concluso con pieno successo gli studi universitari oltre un decennio fa, ed avendo da allora svolto regolari e documentabili attività lavorative. L'esatto contrario del ragionier de Corato, ospite atteso ma che ha pensato bene di non presentarsi, il cui curriculum attesta nero su bianco che dal 1977 non ha lavorato un giorno in vita sua.
Entrata nella sala del convegno praticamente di nascosto, la frequentatrice di locali di lusso Daniela Santanché avrebbe dichiarato qualcosa come

"Fuori si stanno picchiando, perché secondo loro i diritti sarebbero questi, tappare la bocca a chi magari, e grazie a Dio, la pensa diversamente. Noi ci siamo e non ci siamo fatti fermare da quello che sta accadendo fuori, non ci fermeremo e nessuno ci farà arretrare, parlo come governo" dello stato che occupa la penisola italiana.

Daniela Santanché stia pure tranquilla: al suo cospetto non abbiamo mai dubitato neppure per un momento di trovarci davanti ad una diversamente pensante.
Secondo la gazzettina "La Nazione" all'incontro avrebbero partecipato cento persone. E dei numeri del gazzettame "occidentalista" abbiamo da tempo imparato a diffidare; anche perché numero e consenso sono due cose diverse.
Agli "occidentalisti" del "governo" episodi del genere servono per dare la stura alle ciarle propagandistiche.
Sempre le stesse.
A noi servono invece per affermare nuovamente che la menzogna e la sovversione sono coessenziali all"occidentalismo" e ne permeano propaganda e pratica politica.

Alcuni anni fa l'ambasciatore dell'entità statale sionista Ehud Gol fu anch'esso accolto da contestazioni che non valsero ad impedire che la riunione si svolgesse. Dopo le contestazioni fuori dell'aula, Gol dovette sorbirsi anche quelle dentro, probabilmente anche più stringenti, documentate ed efficaci. L'episodio è solo all'apparenza slegato da quello che ha visto protagonisti una poco vestita e che secondo le attese avrebbe dovuto riguardare anche un mangiatore di risotto giallo; più avanti specificheremo meglio il concetto.
A Daniela Santanché, nonostante la condiscendente claque rastrellata come al solito per l'occasione, non è affatto andata meglio. Accolta caldamente al suo arrivo, dicono sia stata giustamente ed immediatamente messa all'angolo con due battute da una ragazza che si è limitata a poche domande sugli avvenimenti degli ultimi mesi.
Si ricordi che questa donna conduce battaglie contro lo hijab dopo aver condiviso interessi con un geometra di Cuneo; di questo geometra Wikipedia pubblica una biografia che, rispetto ai rotocalchi insiste pochissimo sulle mucose femminili da lui frequentate e moltissimo sulla sua condotta in altri ed ancor meno presentabili contesti.

In ogni caso si consideri che far partecipare un ragioniere (che non si è neanche presentato) ed una frequentatrice di boutiques a questa chiacchierata tra amici ha richiesto l'intervento di decine di gendarmi.
E i gendarmi vanno retribuiti.
Cosa sarebbe successo a parti invertite, ossia nel caso improbabile che a dover essere protetti dal biasimo dei più fossero stati -ad esempio- dei relatori provenienti dalla Repubblica Islamica dell'Iran?
Possiamo divertirci a vestire, per qualche riga, i panni dell'"occidentalista" politico di terz'ordine.
Ci si immagini dunque un giovane mangiaspaghetti più o meno in sovrappeso, con dieci o quindici bolli sul libretto universitario, che scalda a giornate una poltrona da amministratore locale.
Anche gli avvenimenti successivi sono facili da immaginare. Elementi del genere non possono reagire che in un modo: firmando un piagnisteo preconfezionato intonato al "chi paga?" e passandolo all'ufficio stampa più vicino. Oltre al "chi paga?" pragmaticamente ridondante, il comunicato avrebbe contenuto sicuramente critiche esplicite al tema del convegno qualunque esso fosse: tutti sanno bene come la definizione "occidentalista" di "libertà" sia per lo meno elastica.
Il problema è che a questo giro non hanno potuto farlo, dal momento che a godere della protezione dei gendarmi sono stati due "occidentalisti" cui tutto è dovuto.
L'accaduto non può comunque passare sotto silenzio. E qui tornano le similitudini con l'episodio in cui fu contestato l'ambasciatore sionista.

Ehud Gol statuì che i contestatori erano "pagati dai palestinesi".
Francesco Torselli invece, il primo micropolitico "occidentalista" ad aver cianciato su quanto successo, li accusa di coltivare nostalgie inconfessabili.
Senza prendere neppure in considerazione l'idea che possa esistere qualcuno che disprezza in modo abituale e disinteressato il politicame "occidentalista" a causa dei suoi obiettivi e documentabili demeriti, della sua impresentabilità, della sua abiezione e della sua incompetenza, e che questo qualcuno non si faccia problemi ad andare a testimoniare la cosa rischiando di persona, entrambi proiettano sugli avversari da denigrare atteggiamenti e "valori" che sono, invece, i loro.
In materia di nostalgie inconfessabili Francesco Torselli ha una lunga e documentabile consuetudine, ma non occorre certo ricostruirne le fila.
A sentir lui, a contestare una frequentatrice di mescite di lusso non possono essere altro che individui animati da una foia repressiva propensa ai carri armati.
La realtà, come sempre, è opposta alle menzogne "occidentaliste" per cui è non probabile, ma certo che i sostenitori della repressione andrebbero davvero cercati ovunque tranne che tra i manifestanti fiorentini. In ogni caso, una screenshot tratta da casaggi.blogspot.com è più che sufficiente per rimetterlo anche stavolta al suo posto.
Nel corso del 2010 la comunicazione politica del principale partito di governo è incentrata sul linciaggio di uno dei suoi fondatori. Questo a livello del mainstream.
A livello locale la stessa sorte càpita a quanti abbiano deciso di smetterla di riverire un frequentatore di minorenni.
Il blog casaggi.blogspot.com è riconducibile a Francesco Torselli in persona, che non è un sedicenne bocciato a scuola che disegna svastiche sui muri ma uno che sta in un pubblico consesso insieme ai rappresentanti di centinaia di migliaia di sudditi.
Si tratta di un blog che concentra contenuti che appartengono a tutti e due i livelli.
Il linciaggio dell'individuo cui tutti i torselli della penisola devono la propria uscita dalle fogne e dai sottoscala è affidato a copia e incolla quotidiani di editoriali copiati dal gazzettaio "occidentalista".
Ai piani bassi invece si deve ricorrere all'arte di arrangiarsi ed al fai da te, messi a servizio di poltrone e tornaconti.

Zizzania!
La nostra dedica quotidiana agli infami, ai viscidi, ai pavidi, ai protetti, ai bugiardi, ai pochi e tristi servi delle proprie squallide opportunità, traditori di Comunità e di sogni. Ci vedremo nella mischia, bastardi. Non finirà mai: ci sarà sempre un pò di odio per voi.

Gli ZetaZeroAlfa sono uno dei principali prodotti del merchandising di Boutique Pound, che a sua volta fa da specchietto per le allodole nel bacino elettorale dei diciottenni.
Francesco Torselli invoca l'espulsione dall'Università di gente che a sentir lui arriva dritta dalla Lubjanka.
Intanto però dedica un bell'avvertimento da camorristi ad ex compagni di strada al cui nome e cognome si potrebbe risalire senza difficoltà.
Un avvertimento da camorristi, grondante di quell'odio che soggetti come questo attribuiscono sistematicamente agli avversari politici, quelli rimasti alle "chiavi inglesi" e alle pistole.

Individui del genere tengono a definirsi non conformi; in contesti non "occidentalisti" e dunque immuni alla menzogna ed alla sovversione, si è invece soliti definirli utilizzando vocaboli meno forbiti.

Francesco Torselli - Il non conforme fa un salto di qualità

Come si avrà avuto modo di notare, la comunicazione politica del principale partito di governo è da mesi incentrata sul linciaggio di Gianfranco Fini.
Questo a livello del mainstream. A livello locale la stessa sorte càpita a quanti si siano svegliati una mattina, abbiano deciso di levarsi il berretto da giullare e di smetterla di riverire un frequentatore di minorenni.

Il blog di Francesco Torselli, che non è un sedicenne bocciato a scuola che disegna svastiche sui muri ma uno che sta in un pubblico consesso insieme ai rappresentanti di centinaia di migliaia di elettori, riassume con poca fatica tutti e due i livelli.
Il linciaggio di Gianfranco Fini, ovvero del signore cui tutti i torselli della penisola devono la propria uscita dalle fogne e -finalmente!- la rottamatura di quei cazzo di ciclostile che arrugginivano da quarant'anni ingombrando tutto il sottoscala in cui aveva sede la sezione, è affidato a copia e incolla quotidiani di robaccia presa dai giornali del padrone.
Con Berusconi che li ha finalmente affrancati da fami dantesche, hanno tutti cambiato casacca con uno schiocco di dita, da bravi non conformi. Risate in sottofondo, prego.
Sul Libro dei Ceffi si sono autoschedati addirittura alcuni componenti della famosa Compagnia dell'Anello. Quelli di "Anche se tutti... Noi no!" che nel 1997 così parlavano di un certo Nicola Pasetto.

Nicola, autentico appassionato della canzone alternativa e grande amico della Compagnia morì il 29 marzo a seguito di uno spaventoso incidente automobilistico. Con lui morì l'ultimo uomo in grado di reggere dignitosamente le sorti della Destra nel Veneto e di rappresentare al tempo stesso un punto di riferimento a livello nazionale. Pasetto era uomo sincero, altruista, leale, di grande carisma e capacità politica. Manteneva sempre la parola data. Non conosceva meschinità. Non conosceva menzogna. Insomma, l'esatto contrario _ dell'uomo politico tipo_, come è comunemente conosciuto.

Bello, eh?
Adesso andate a vedervi l'autoschedatura di Marinella di Nunzio, sul Libro dei Ceffi, allegata alla presente.
Il non voltagabbana cui questa gente sta vendendo anima e sfintere è il famoso frequentatore di minorenni di cui sopra. Se fossi Nicola Pasetto mi rivolterei nella tomba.

Adesso basta chiacchiere.
Di quali argomenti si nutra il linciaggio ai piani alti dovrebbe essere piuttosto chiaro.
Ai piani bassi vigono, come al solito, l'arte di arrangiarsi ed il fai da te, messi a nobile servizio di poltrone e tornaconti.
Nella fattispecie Francesco Torselli dedica un puro e semplice avvertimento da camorristi ad individui al cui nome e cognome si potrebbe risalire senza difficoltà.
Gli ZetaZeroAlfa sono uno dei principali prodotti del merchandising Casa Pound©, che a sua volta fa da specchietto per le allodole nel bacino elettorale dei diciottenni.

Zizzania!
La nostra dedica quotidiana agli infami, ai viscidi, ai pavidi, ai protetti, ai bugiardi, ai pochi e tristi servi delle proprie squallide opportunità, traditori di Comunità e di sogni. Ci vedremo nella mischia, bastardi. Non finirà mai: ci sarà sempre un pò di odio per voi.

Al cui nome e cognome si potrebbe risalire senza difficoltà perché si tratta di ex commensali di questo signore, colpevoli di averlo mandato a quel paese dopo aver capito che il fine unico di Casaggì era ed è quello di garantirgli una poltrona. Col giochetto delle preferenze, che in pochi si pèritano di indicare, non ha dovuto raccoglierne neppure tante.
Quelle che ha raccolto allo scorso giro sono state sufficienti a lasciar fuori dalla greppia comunale un certo Sarra, che avrà tutti i demeriti del mondo ma a sessant'anni e passa studia ancora come un dannato e non passa la giornata a raccontare cazzate agli uffici stampa.
Sarra è saltato fuori di nuovo, dopo che il celebre diplomato Giovanni Donzelli è andato a scaldare una poltrona in consiglio regionale.
E la prima cosa che ha fatto è stata congedarsi dal piddì con la elle, portandosi appunto dietro qualche ragazzino.
Questo, tanto per dire come stanno messi, e a che razza di elementi sono affidate responsabilità vitali a livello statale.

lunedì 8 novembre 2010

quando ci rifanno le scritte


una notte non conforme




Come farsi ridicolizzare in tre righe: istruzioni per l'uso

Francesco Torselli, un "occidentalista" istituzionale con scranna in consiglio comunale a Firenze che non trova il proprio ruolo incompatibile con certe velleità ribellistiche degne del Papini dei tempi peggiori. Casaggì, precipuamente una sua creatura ed una sua invenzione, ospita su uno dei suoi blog uno scritto che abbiamo ogni ragione di attribuire alla sua infelicissima penna.

Produrre comunicati stampa e post a iosa non è sempre una grande idea. Ci può sempre essere qualcuno che prende qualche riga a caso e te la ritorce contro senza neanche doversi impegnare chissà quanto.

Centuria Alata è l'ultimo capolavoro in video e musica degli Aurora, gruppo di punta della musica alternativa vicina alla Giovane Italia. La nostra tradizione e la nostra identità è questa, alla faccia dei tanti squali affamati di carriera, dei tanti infami che tradiscono per diventare i portaborse di qualche imprenditore milionario, dei tanti nemici che non riescono a fermarci e dei tanti idioti che ci sognano morti e che puntualmente si svegliano sudati e rosicanti, perchè siamo ancora qui. La nostra politica è una barricata di idee, che non si cambiano perchè non hanno tempo e non hanno scadenze, che bramano di futuri di plastica o di presunte sintesi che non sono altro che ipocriti mezzi per non ammettere almeno a sè stessi che la giovinezza o è ribelle o non è. Avanti, per assaltare questi morti viventi. Nei prossimi mesi non avrete pace, bastardi!

Quanto sopra è sicuramente frutto di una certa quantità di buon vino o di una certa quantità -sicuramente superiore- di malafede.
Si notino i neretti, non presenti nell'originale, sui quali si appuntano le confutazioni che seguono.
1) Uno del piddielle che accusa chissà chi di essere diventato portaborse di un imprenditore milionario. Spettacoloso ed incommentabile.
2) Quest'affermazione viene da uno che è letteralmente fuori di casa da mesi e non ha ancora interiorizzato il fatto, prevediblissimo, che sarebbe stato spedito nel più celebre e frequentato dei luoghi sei nanosecondi dopo aver esaurito il proprio ruolo di procacciatore di voti. Ruolo peraltro assolto pessimamente, in un'ottica pidielliana, perché Francesco Torselli, con quel Casaggì la cui mimesi di realtà di orientamento opposto capacissime di ben altri exploit (e lontanissime dal perseguire tornaconti elettorali) rivela la natura satanica dell'ideologia che lo sostiene, ha operato "pro domo sua", pestando chissà quanti piedi. La propensione di quella marmaglia alla delazione è nota, e ci possiamo aggiungere tranquillamente anche quella alla vendetta trasversale che nella fattispecie prende la forma di taglio viveri con fine repentina della sede in via Maruffi. Un paio di anni fa, lo stesso Torselli ebbe a rendicontare per intero su un suo sito le pedestri vicende di affitti e quattrini che sovrintendevano a tutta la baracca, ignorando la spietata puntigliosità del sottoscritto e la sua discreta memoria.
3) Le idee che non hanno tempo eccetera eccetera? Qui è sufficiente un richiamo alla stroncatura fatta a suo tempo da Miguel Gullermo Martinez Ball, al quale bastò un'occhiata ai materiali prodotti da Casaggì per esprimersi in proposito in maniera chiarissima e perentoria. ("Casaggi di Firenze, l'ipocrisia antagonista": http://kelebek.splinder.com/post/22680148/casaggi-di-fi...nista). A proposito di coerenza, in queste ore un esponente governativo è andato a Baghdad a pietire benevolenza per Tareq Aziz...
4) Il "giovane ribelle" ha passato i trent'anni da un pezzo ed è assiduo frequentatore di concerti mainstream. Il sito del Comune di Firenze riporta peraltro una serie di queruli comunicati stampa in cui Torselli si lamenta per le lattine di birra vendute in occasione di uno di questi concerti. Nella nostra esperienza non abbiamo mai incontrato alcun giovane, tantomeno alcun "giovane ribelle", che esprimesse perplessità di questo genere. Neppure in privato: figuriamoci in un pubblico consesso.
Speriamo che il piddì con la elle, ennesima macchinazione del Nemico, finisca di collassare alla svelta. E che il collasso restituisca ad elementi di questo genere il loro ruolo di consumatori di fettuccine.

venerdì 22 ottobre 2010

venerdì 15 ottobre 2010

Salviamo il trentaquattresimo!


Tutto a buon fine, in Cile, con il salvataggio dei mineros rimasti intrappolati a San José? Sembrerebbe, fortunatamente, di sì. Vi è però una vicenda che è rimasta taciuta dai media di tutto il mondo, e in un modo che ritengo assolutamente inspiegabile. Pare infatti che i minatori rimasti intrappolati a 600 metri di profondità non fossero trentatré, bensì trentaquattro.

Il trentaquattresimo, il cui nome è stato praticamente cancellato dall'elenco ufficiale, è un instancabile lavoratore chiamato Aquilles Tótaros; instancabile sì, ma nel divorare le poche provviste che i suoi sfortunati compagni erano riusciti a racimolare nel tenebroso rifugio sotterraneo dove sono rimasti per 69 giorni. Avessero dato il via a Aquilles Tótaros, le provviste non sarebbero bastate nemmeno per 69 secondi. Ma vediamo di capirne di più su questa misteriosa vicenda.

Aquilles Tótaros, esponente del Pueblo de la Libertad e di Acción Jóvenes, proviene dalla città di Escandichos, nel nord del Cile, ed era noto fino ad ora più che altro per un curioso episodio di cui fu protagonista. Rimasto troppo a lungo studente universitario senza conseguire la laurea presso la prestigiosa università di Copiapó, suo padre, stanco dell'andazzo, un bel giorno gli fece trovare in camera una bellissima e nuovissima tuta da minatore, con tanto di casco con la lampadina e gli disse in dialetto cileno settentrionale:

"Y ahora, madre de Dios, basta con este retardo...! Estoy cansado de pagarte los impuestos universitarios...! Ahora si quieres continuar, tienes que trabajar, pelandrón! A la mina, si no te ce espedisco a calcios en el culón...! "

Detto fatto; e a Aquilles toccò scendere per guadagnarsi il pane, generalmente dileggiato dai suoi compagni che lo chiamavano "El gordo de Escandichos".

Una volta accaduta la disgrazia dalla quale i minatori sono stati felicemente salvati, al caposquadra (l'oramai celebre Luis Urzúa) è stata dagli altri rivolta la domanda: "Y de éste, que ne hacemos?..." L'intenzione palese era quello di lasciarlo là sotto; ma Urzúa si è opposto fortemente con parole che meritano di essere riportate:

"Que no! Tenemos que hacerlo sortir de aqui anco a él, si no si se apoya a la pared de la mina hace crollar también las otras minas en el rayo de trecientos quilómetros!"
Naturalmente, nutrendo qualche ragionevole sospetto, Luis Urzúa ha saggiamente deciso di farlo salire per ultimo, prevedendo quel che poi è davvero successo e che le tv di tutto il mondo stanno pietosamente e imbarazzatamente nascondendo: Aquilles Tótaros è rimasto incastrato dentro la capsula Fénix. Immaginate un po' se lo avessero fatto salire prima degli altri: quelli che venivano dopo, sarebbero rimasti là sotto senza possibilità di uscita.

Nella foto: Aquilles Tótaros incastrato ancora dentro la capsula. Si noti l'espressione del tecnico a sinistra, Francisco Torsellos, che preferisce voltarsi dall'altra parte; quello a destra, Denis Verdiños, sembra voler fare qualcosa ma in realtà sta prendendo le misure della capsula per rivenderla al miglior offerente con Tótaros ancora dentro.