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domenica 6 febbraio 2011

Firenze. La passeggiatina di Casaggì del 5 febbraio 2011.


Firenze. La costosa rassegna della servitù governativa del 5 febbraio 2011 si è svolta nella gelida indifferenza della cittadinanza. La politica locale ha disertato in blocco la sfilata di "partito" mantenendo una condotta esplicitamente e giustamente irridente, sia nei confronti dell'iniziativa in sé che nei confronti dei suoi organizzatori.
Per mettere insieme una claque sufficiente a non sfigurare agli occhi di un ministro evanescente e di un grassone di Scandicci, gli "occidentalisti" che per mesi hanno lordato muri e carta con la loro propaganda hanno dovuto dragare le spaghetterie di mezza penisola, precettando gente da città lontane centinaia di chilometri. Da parte nostra abbiamo con piacere fatto notare ai lettori un piccolo incidente di percorso in cui sono incorsi i propagandisti, dovuto alla mandolinesca faciloneria con cui gli "occidentalisti" affrontano ogni circostanza della vita.
Un confronto con la controparte, in cui siamo esplicitamente orgogliosi di militare quotidianamente e che anche in questa occasione non ha mancato di esprimere con buoni numeri il proprio assoluto disprezzo per i propalatori di menzogne seguaci di شيطان بزرگ è improponibile.
La cosa agli "occidentalisti" non piace. Pensiamo che un paio di anni fa l'inutile grassone di Scandicci su ricordato abbia cercato sua sponte di cambiare le cose con i soliti sistemi. E che abbia ottenuto l'effetto opposto, dimostrando ancora una volta, caso mai ce ne fosse stato bisogno, di quale conoscenza del reale ci si avvalga nei ristoranti governativi.
La foto in alto ritrarrebbe uno dei momenti culminanti dell'ispezione alla servitù.
Lo squallore del contesto colpisce a prima vista.
Una targhetta toponomastica, isolata su un palo.
Il muro accanto è lordo di quelle scritte afasiche ed irritanti che dall'"Occidente" hanno ricoperto il mondo come una lebbra.
Accanto c'è un impiastro di vecchi manifesti pubblicitari.

L'ispezione governativa ha comportato la mobilitazione di centinaia di gendarmi e la rimozione forzata dei veicoli lungo l'intero il percorso della passeggiatina. Secondo un video reperibile in rete, il soggetto governativo visibile nella foto è stato pubblicamente indicato dal suo padrone con un epiteto irriferibile: i rapporti gerarchici, nei partiti "occidentalisti", hanno il merito della chiarezza e della precisione. Si visioni il filmato si faccia caso ai commenti che lo accompagnano. La loro pochezza è un buon campione dell'abbrutimento abituale e della crescente idiozia espresse dai tempi e dai luoghi.

I nostri lettori sanno quale considerazione abbiamo dello stato che occupa la penisola italiana, da noi inteso come l'equivalente geopolitico di una maccaruncielleria di provincia in cui si smerciano sottobanco videocassette pornografiche ed immagini di Padre Pio, intanto che sul retro si affittano camere ad ore a marmaglia in canottiera.
Non esiste dettaglio alcuno, nella parata di camerazzi "occidentalisti" tenutasi il cinque febbraio, che non confermi quest'impressione.
Il corteggio ha percorso viale Giovanni Minzoni e via Mafalda di Savoia. La spasmodica attenzione alla toponomastica dimostrata in ogni pubblico consesso da quei mangiatori di spaghetti non è per adesso arrivata ad insultare Firenze sporcandola con un'intitolazione ad Oriana Fallaci, ma è oltremodo dubbio che sia loro servita ad apprezzare l'ironia delle due denominazioni.
Giovanni Minzoni, sacerdote cattolico. Fu eroicamente aggredito alle spalle una sera d'estate del 1923, da attivisti di un movimento politico giustamente preso a modello dagli "occidentalisti" di oggi, perché i casi di viltà, di pressappochismo, di ferocia e di incultura che vi allignavano possono ben dirsi esemplari da ogni punto di vista e verosimili modelli per il loro comportamento.
Mafalda di Savoia morì nel lager tedesco di Buchenwald nel 1944. L'anno prima una lunga serie di circostanze e di deliberate scelte non le aveva consentito di aggregarsi al politicame in fuga. Lo stesso politicame che non era riuscito ad ingannare e a sorprendere i tedeschi riuscì benissimo ad ingannare, a sorprendere e adabbandonare i soldati che aveva sparso per tutto il continente.
Sulla tomba di Mafalda fu scritto eine unbekannte Frau.

martedì 11 gennaio 2011

è arrivata SOTTOSCALAGGì

Gennaio 2011. Una gatta nera dalla discreta memoria (e dalle discrete competenze in lingua e cultura gaelica, che male non fanno)ci fa pervenire quanto segue.



You are now entering free Derry nel 2005.


Iù ar entering free cavarcavia dell'Affriho nel 2011.

Parapappà zum zum! Tarapùm tarapàm, finarmente ci siàm! Dopo una lunga attesa durata ben otto mesi (e diho poho!), i nostri ineguagliabili, incommensurabili e anche un po' invisibiligggggiovinotti ribelli & non conformi di Casaggì hanno finalmente trovato il loro Bogside. Dev'essere stato senz'altro untrasloco lungo e faticoso, come già documentato da questo blog, ma alla fine i PDN® (Pargoletti Del Nano) hanno trovato un'adeguata nuova sede per il loro Centro Sociale di Merda; ne danno notizia, in pompa magna, sul loro blogghettone, e con tanto di "fiume in piena". Stiano attenti però coi fiumi e con le piene, visto dove si sono trasferiti:

4 novembre 1966: il Bogside di piazza Alberti
sotto un par di metri d'acqua

Insomma, suvvìa: Fra' Silvestro Maruffi tira un sospiro di sollievo (e iddìo solo sa se ne ha bisogno, povero cristo, che oltre a essere stato bruciato assieme al Savonarola gli è toccato anche sorbirsi per qualche anno i' Torse, i' Donze e i loro fùrgidi ribelli), e ora sono cazzi del povero Lorenzo di Credi, onestissimo e innocente pittore rinascimentale, al quale sembra non venga risparmiato neppure uno spregio. Prima gli dedicano una via seppellendola letteralmente sotto un cavalcavia, poi lo fanno affogare nell'acqua, nel fango e nella nafta, e infine gli ci mettono pure i gggggiovinotti del Bogside. Fossi in lui, mi dimetterei da pittore e me ne andrei altrove.


Pietro Vannucci, detto il Perugino: Ritratto di Lorenzo di Credi

Dopo cotanto preambolo, è però bene andare a vedere dove si sono sistemati i nostri amiconi; sì, perché tutto si può dire della nuova sede di Casaggì fuorché non sia davvero non conforme. Soprattutto non conforme alla logica, come spesso ci hanno abituato i gggggiovinotti. Partiamo con un'immagine di questa oramai famosa via Lorenzo di Credi:


Trattasi, come si può vedere, di strada letteralmente infognata tra il cavalcavia più trafficato della città e la ferrovia per Roma: per uscirne, l'unico modo è appunto passare sotto il cavalcavia. Certo che, come Bogside, il Cavalcavia dell'Affrico non è il massimo. Ci passeranno sopra circa duecentomila automezzi al giorno, appestando l'aria e costringendo gli abitanti della povera via Lorenzo di Credi, ribelli o meno, a non aprire mai le finestre pena l'asfissia immediata; oltretutto, le virili & possenti italiche voci dei ggggiovini ne risulterebbero del tutto inaudibili, considerando anche i treni che sferragliano a cadenza discretamente fitta. Senza contare che, data la posizione di codesto Bogside qua, non dico l'esercito della Regina ma persino una banda di ragazzini con le fionde potrebbe provocare un massacro solo tappando il sottocavalcavia. Altro che Bloody Sunday, questi qui si sono andati a intafognare in un posto senza via di scampo! E se poi tornasse l'alluvione a fare, lei sì per davvero, il fiume in piena...?

Però va detto che, almeno in una cosa, i nostri ggggiovinotti si sono premuniti. In via Maruffi avevano al massimo qualche barretto; qui, invece, e proprio in via Lorenzo di Credi, hanno addirittura unristorante. Che, però, quanto a nome non è propriamente beneaugurante:



Riassumiamo. Ubicazione in luogo amenissimo, tra una ferrovia e un cavalcavia puzzolente e congestionato; costante chiusura delle finestre (doppie, si presume); insomma, peggio di un ripostiglio. Altro che "casa", questo qui sembra un sottoscala. Annuncio quindi che, d'ora in avanti, sarà d'uopo riferirsi al Centro sociale di destra comeSottoscalaggì.

Come se non bastasse, pure il ristorante La Forca; magari, e ne sono convinto, è ottimo. Però immaginate un po' i gggiovinotti che, prima di un'oceanica assemblea a fiumi, di una battaglia contro gli scagnozzi della Regina, di un convegno su Codreanu, di una frignatina dai questurini, di un happening con la Meloni (i celebri meloni del Bogside) o di un invito ribellissimo a votare per Papi, si dicano: dai, su, camerati...prima andiamo alla Forca!



Nella foto: Un gruppo di camerati, a dire il vero non più gggggiovanissimi, si prepara a andare al ristorante

(Pare però che i' Torse, prima della storica inaugurazione del 5 febbraio prossimo, in concomitanza con l'annuale PD3GIVM - Passeggiatina De' 3 Grulli In Viale Milton - stia tentando di convincere il titolare del ristorante a cambiarne il nome in La Foiba. La spesa sarebbe d'altronde minima: basterebbe sostituire due lettere, R C conI B).

venerdì 8 ottobre 2010

Francys o' Torselli e i mille comunicati al giorno

Quest'uomo è Francesco Torselli, un tizio che ormai da diverso tempo passa le proprie giornate a scrivere comunicati a giornali e tv, ad aggiornare freneticamente i settecentoottantaduemilanovecentodue blog che gestisce ( cercando di far credere che siano gestiti da una pseudo comunità militante in movimento).
 Riguardo la foto soprastante, non ci è dato sapere ( o forse sì?! ) se Francys si trovasse al termine di una faticosa giornata di lavoro, passata ore ed ore davanti ad un pc ( ma non erano gli antifascisti a farlo?) oppure nei bagni di un locale da gggioooovani 35enni in procinto di chissà cosa...

FATTO sta che questo signore, fatto ormai tesoro degli insegnamenti di Giovanni Donzelli in termini di ciarle senza senso, nelle ultime ore si sta prodigando per dimostrare che i collettivi e le proteste sono un male e che invece i fascisti, il governo e la distruzione del mondo della formazione sono un bene, per cui c'è il divieto di dissentire....altrimenti sei comunista, antagonista o facinoroso.
 Torselli dovrebbe magari ricordarsi che, non solo la comunità di cui egli rappresenta ormai l'unico membro ( dopo l'ennesima scissione dei vari partiti di riferimento anche a Firenze) non esiste politicamente, ma che questa non riesce a smuovere nemmeno i propri elettori ( 300 iscritti al Pdl in tutta firenze ), non ha agibilità politica in città se non sotto scorta, non si può permettere di organizzare manifestazioni studentesche che contino più di dieci aderenti e, infine, NON HA ANCORA, AD OGGI, 9 OTTOBRE 2010, UNA SEDE.

Non male per dei ribelli non conformi, specie se ( cosa ancor più comica) per fare la prima assemblea degli studenti di destra ?! dell'anno sono costretti a migrare in quel di Empoli.....

Ogni tanto un esamino di coscienza non farebbe nemmen troppo male