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venerdì 22 ottobre 2010
DONZAI !
Un omaggio al nostro grande maestro Giovanni Donzelli, il quale ci ha lasciati per andare a scaldare una poltrona in consiglio regionale!
venerdì 15 ottobre 2010
Salviamo il trentaquattresimo!

Tutto a buon fine, in Cile, con il salvataggio dei mineros rimasti intrappolati a San José? Sembrerebbe, fortunatamente, di sì. Vi è però una vicenda che è rimasta taciuta dai media di tutto il mondo, e in un modo che ritengo assolutamente inspiegabile. Pare infatti che i minatori rimasti intrappolati a 600 metri di profondità non fossero trentatré, bensì trentaquattro.
Il trentaquattresimo, il cui nome è stato praticamente cancellato dall'elenco ufficiale, è un instancabile lavoratore chiamato Aquilles Tótaros; instancabile sì, ma nel divorare le poche provviste che i suoi sfortunati compagni erano riusciti a racimolare nel tenebroso rifugio sotterraneo dove sono rimasti per 69 giorni. Avessero dato il via a Aquilles Tótaros, le provviste non sarebbero bastate nemmeno per 69 secondi. Ma vediamo di capirne di più su questa misteriosa vicenda.
Aquilles Tótaros, esponente del Pueblo de la Libertad e di Acción Jóvenes, proviene dalla città di Escandichos, nel nord del Cile, ed era noto fino ad ora più che altro per un curioso episodio di cui fu protagonista. Rimasto troppo a lungo studente universitario senza conseguire la laurea presso la prestigiosa università di Copiapó, suo padre, stanco dell'andazzo, un bel giorno gli fece trovare in camera una bellissima e nuovissima tuta da minatore, con tanto di casco con la lampadina e gli disse in dialetto cileno settentrionale:
"Y ahora, madre de Dios, basta con este retardo...! Estoy cansado de pagarte los impuestos universitarios...! Ahora si quieres continuar, tienes que trabajar, pelandrón! A la mina, si no te ce espedisco a calcios en el culón...! "
Detto fatto; e a Aquilles toccò scendere per guadagnarsi il pane, generalmente dileggiato dai suoi compagni che lo chiamavano "El gordo de Escandichos".
Una volta accaduta la disgrazia dalla quale i minatori sono stati felicemente salvati, al caposquadra (l'oramai celebre Luis Urzúa) è stata dagli altri rivolta la domanda: "Y de éste, que ne hacemos?..." L'intenzione palese era quello di lasciarlo là sotto; ma Urzúa si è opposto fortemente con parole che meritano di essere riportate:
"Que no! Tenemos que hacerlo sortir de aqui anco a él, si no si se apoya a la pared de la mina hace crollar también las otras minas en el rayo de trecientos quilómetros!"
Naturalmente, nutrendo qualche ragionevole sospetto, Luis Urzúa ha saggiamente deciso di farlo salire per ultimo, prevedendo quel che poi è davvero successo e che le tv di tutto il mondo stanno pietosamente e imbarazzatamente nascondendo: Aquilles Tótaros è rimasto incastrato dentro la capsula Fénix. Immaginate un po' se lo avessero fatto salire prima degli altri: quelli che venivano dopo, sarebbero rimasti là sotto senza possibilità di uscita.
Nella foto: Aquilles Tótaros incastrato ancora dentro la capsula. Si noti l'espressione del tecnico a sinistra, Francisco Torsellos, che preferisce voltarsi dall'altra parte; quello a destra, Denis Verdiños, sembra voler fare qualcosa ma in realtà sta prendendo le misure della capsula per rivenderla al miglior offerente con Tótaros ancora dentro.
Il trentaquattresimo, il cui nome è stato praticamente cancellato dall'elenco ufficiale, è un instancabile lavoratore chiamato Aquilles Tótaros; instancabile sì, ma nel divorare le poche provviste che i suoi sfortunati compagni erano riusciti a racimolare nel tenebroso rifugio sotterraneo dove sono rimasti per 69 giorni. Avessero dato il via a Aquilles Tótaros, le provviste non sarebbero bastate nemmeno per 69 secondi. Ma vediamo di capirne di più su questa misteriosa vicenda.
Aquilles Tótaros, esponente del Pueblo de la Libertad e di Acción Jóvenes, proviene dalla città di Escandichos, nel nord del Cile, ed era noto fino ad ora più che altro per un curioso episodio di cui fu protagonista. Rimasto troppo a lungo studente universitario senza conseguire la laurea presso la prestigiosa università di Copiapó, suo padre, stanco dell'andazzo, un bel giorno gli fece trovare in camera una bellissima e nuovissima tuta da minatore, con tanto di casco con la lampadina e gli disse in dialetto cileno settentrionale:
"Y ahora, madre de Dios, basta con este retardo...! Estoy cansado de pagarte los impuestos universitarios...! Ahora si quieres continuar, tienes que trabajar, pelandrón! A la mina, si no te ce espedisco a calcios en el culón...! "
Detto fatto; e a Aquilles toccò scendere per guadagnarsi il pane, generalmente dileggiato dai suoi compagni che lo chiamavano "El gordo de Escandichos".
Una volta accaduta la disgrazia dalla quale i minatori sono stati felicemente salvati, al caposquadra (l'oramai celebre Luis Urzúa) è stata dagli altri rivolta la domanda: "Y de éste, que ne hacemos?..." L'intenzione palese era quello di lasciarlo là sotto; ma Urzúa si è opposto fortemente con parole che meritano di essere riportate:
"Que no! Tenemos que hacerlo sortir de aqui anco a él, si no si se apoya a la pared de la mina hace crollar también las otras minas en el rayo de trecientos quilómetros!"
Naturalmente, nutrendo qualche ragionevole sospetto, Luis Urzúa ha saggiamente deciso di farlo salire per ultimo, prevedendo quel che poi è davvero successo e che le tv di tutto il mondo stanno pietosamente e imbarazzatamente nascondendo: Aquilles Tótaros è rimasto incastrato dentro la capsula Fénix. Immaginate un po' se lo avessero fatto salire prima degli altri: quelli che venivano dopo, sarebbero rimasti là sotto senza possibilità di uscita.
Nella foto: Aquilles Tótaros incastrato ancora dentro la capsula. Si noti l'espressione del tecnico a sinistra, Francisco Torsellos, che preferisce voltarsi dall'altra parte; quello a destra, Denis Verdiños, sembra voler fare qualcosa ma in realtà sta prendendo le misure della capsula per rivenderla al miglior offerente con Tótaros ancora dentro.
Piombo rosso per Achille Totaro?
Achille Totaro è grasso.
Ah, è anche di Scandicci.
Fuori dalla compiacenza autoreferenziale del circuito politicante e mediatico, non abbiamo mai incontrato nessuno che gli ascrivesse altre caratteristiche, positive o negative che fossero.
In virtù delle alte doti e competenze su riassunte, Achille scalda sia una scranna nella camera alta dello stato che occupa la penisola italiana sia, contemporaneamente, un seggio come consigliere comunale nel borgo fiorentino di origine. I lettori che vivono in realtà meno sovvertite non se ne stupiscano: le istituzioni dello stato che occupa la penisola italiana hanno il potere taumaturgico di conferire il dono dell'ubiquità a coloro che muovono anche solo i primi passi nel cursus honorum che parte dalle municipalità più remote e finisce con l'affidare a gente come questa la responsabilità politica di una guerra di aggressione.
Il 14 ottobre 2010, Achille Totaro ha mandato a dire alle gazzette di aver ricevuto nientemeno che una mail minatoria.
"Povero fascista verà anche la tua ora con una P38 non ci sarai più. Vattene non ti vogliamo vai a lavorare in fabbrica". Il tutto a firma "Piombo Rosso".
Essendo grasso, essendo di Scandicci e soprattutto potendo permettersi di dare alla faccenda l'importanza che essa merita nel virtuoso agone del dialogo politico "occidentale", Achille ha statuito trattarsi di una "minaccia anonima" e come tale l'ha riferita alle gazzette.
Chiunque abbia un minimo di cognizione di causa sa benissimo che il cosiddetto "anonimato" in internet è una condizione pressoché utopica: le rimostranze di Achille fanno più che altro pensare che i massimi esponenti dell'elettorato passivo, nello stato che occupa la penisola italiana, siano tanto malmessi anche dal punto di vista informatico da non essere in grado di destreggiarsi nemmeno tra gli header di una e-mail.
Il registro linguistico utilizzato da "Piombo Rosso" pare fatto apposta per stimolare gli starnazzi del gazzettame "occidentalista", il che incoraggerebbe supposizioni anche più pesanti circa l'origine del messaggio, stante anche l'assoluta mancanza di concretizzazione di tante minacce espresse in questo modo usate da anni ed anni ad esclusivo beneficio del gazzettame e della visibilità mediatica del soggetto interessato. Una cosa interessante è, se mai, l'esortazione ad "andare a lavorare in fabbrica". Achille Totaro ha, su Facebook, un'autoschedatura addirittura doppia. La seconda si è resa necessaria quando il suo primo account ha superato i cinquemila "amici": il che è un indice di quanto pressante, estenuante ed impegnativa sia la vita di un politico del suo livello e soprattutto della sua retribuzione. Sempre per il rapporto tutt'altro che lineare che le reti informatiche hanno con la realtà concreta, non possiamo escludere che ad occuparsi concretamente dell'account a lui omonimo non sia qualcun altro, anche più di una persona: comunque, ecco quali sono le preoccupazioni quotidiane e concrete di coloro che concorrono al sedicente "governo del fare".
Un altro dato interessante è costituito dal dominio omonimo, achilletotaro.it.
A questo dominio fa capo un sito che riporta nel dettaglio dichiarazioni e comunicati stampa, oltre ad un curriculum di Achille Totaro nel quale spicca la totale assenza di ogni riferimento ad un'attività lavorativa, così come mancano riferimenti a titoli accademici che Totaro non ha conseguito, permanenza universitaria plurilustre nonostante.
Cosa ancora più interessante, riporta anche una statistica liberamente consultabile, di cui si riporta qui la screenshot.

L'immagine è stata presa alle 12.30 del 15 ottobre.
Denunciare minacce anonime è fruttato ad Achille Totaro una cinquantina di visite in totale, in un'utenza potenziale che oscillerebbe tra i venti e i ventitré milioni di soggetti. Questo significa che se il Libro dei Ceffi riesce a mobilitare nel migliore dei casi lo 0,0025% dell'utenza peninsulare, il sito che rendiconta nei dettagli il modo in cui Achille Totaro trascorre le giornate è arrivato ad interessarne lo 0,000025%.
Se invece dell'utenza stimata per internet andiamo a considerare il numero degli iscritti alle liste elettorali nello stato che occupa la penisola italiana, che nel 2009 erano 50342153, le percentuali diventano ancora più ingenerose.

Ora, uno dei foglietti ufficiali dell'"occidentalismo" fiorentino dedica alla vicenda una mezza paginata in cui alle dichiarazioni di Totaro fa seguito la solita serie di attestazioni autoreferenziali di solidarietà: su quello che succede in questi casi infierì a suo tempo Miguel Martinez. Nell'articolo spicca per la sua assenza un dettaglio che avrebbe invece dovuto essere presentato per primo: chi riceve comunicazioni dal contenuto minaccioso, di solito, avverte prima i gendarmi anziché i gazzettieri.
Allo stesso modo, chi teme seriamente per la propria incolumità di solito non sovraespone mediaticamente ogni sua faccenda: l'esatto contrario del comportamento normalmente tenuto da costui.
E' ampiamente probabile, per tutti i motivi che siamo andati esponendo, che "Piombo Rosso", chiunque sia -o, più probabilmente, non sia- non costituisca in alcun modo una minaccia per Achille Totaro.
Non stranamente l'episodio è uno tra i tanti consimili che vanno verificandosi da quando il maggior partito "occidentalista" d'Europa, stante l'assoluta inutilità di un'azione politica basata in modo pressoché esclusivo sul creare allarmi sociali a comando per poi accanirsi sui capri espiatori di turno e sull'ottenimento dell'impunità assoluta per i suoi vertici, è quasi imploso dando la stura ad una lotta a coltello tra medi calibri, mezze cartucce, lacché e valletti di vario ordine e stipendio che l'ha scosso e frammentato dal vertice alla miserabile base. Ed arriva dopo che i già scarsi tentativi di recuperare credibilità a mezzo di visibilità mediatica in una città che dell'esecutivo in carica non vuole proprio saperne, sono andati disastrosamente.
Sul primo ci esprimemmo a suo tempo; la riuscita di una cosa del genere può essere oggetto di speranza solo per chi possieda una nulla conoscenza del territorio e del contesto sociale in cui vorrebbe svolgere un ruolo di primo piano.
Ci occupammo anche del secondo, che secondo stime ottimistiche riuscì a coinvolgere circa sessanta persone.
Un quinto degli iscritti fiorentini al "partito" cui Totaro appartiene, valutati in circa trecento dalle stesse fonti di "partito".
Lo 0,0002% dell'elettorato fiorentino.
Ah, è anche di Scandicci.
Fuori dalla compiacenza autoreferenziale del circuito politicante e mediatico, non abbiamo mai incontrato nessuno che gli ascrivesse altre caratteristiche, positive o negative che fossero.
In virtù delle alte doti e competenze su riassunte, Achille scalda sia una scranna nella camera alta dello stato che occupa la penisola italiana sia, contemporaneamente, un seggio come consigliere comunale nel borgo fiorentino di origine. I lettori che vivono in realtà meno sovvertite non se ne stupiscano: le istituzioni dello stato che occupa la penisola italiana hanno il potere taumaturgico di conferire il dono dell'ubiquità a coloro che muovono anche solo i primi passi nel cursus honorum che parte dalle municipalità più remote e finisce con l'affidare a gente come questa la responsabilità politica di una guerra di aggressione.
Il 14 ottobre 2010, Achille Totaro ha mandato a dire alle gazzette di aver ricevuto nientemeno che una mail minatoria.
"Povero fascista verà anche la tua ora con una P38 non ci sarai più. Vattene non ti vogliamo vai a lavorare in fabbrica". Il tutto a firma "Piombo Rosso".
Essendo grasso, essendo di Scandicci e soprattutto potendo permettersi di dare alla faccenda l'importanza che essa merita nel virtuoso agone del dialogo politico "occidentale", Achille ha statuito trattarsi di una "minaccia anonima" e come tale l'ha riferita alle gazzette.
Chiunque abbia un minimo di cognizione di causa sa benissimo che il cosiddetto "anonimato" in internet è una condizione pressoché utopica: le rimostranze di Achille fanno più che altro pensare che i massimi esponenti dell'elettorato passivo, nello stato che occupa la penisola italiana, siano tanto malmessi anche dal punto di vista informatico da non essere in grado di destreggiarsi nemmeno tra gli header di una e-mail.
Il registro linguistico utilizzato da "Piombo Rosso" pare fatto apposta per stimolare gli starnazzi del gazzettame "occidentalista", il che incoraggerebbe supposizioni anche più pesanti circa l'origine del messaggio, stante anche l'assoluta mancanza di concretizzazione di tante minacce espresse in questo modo usate da anni ed anni ad esclusivo beneficio del gazzettame e della visibilità mediatica del soggetto interessato. Una cosa interessante è, se mai, l'esortazione ad "andare a lavorare in fabbrica". Achille Totaro ha, su Facebook, un'autoschedatura addirittura doppia. La seconda si è resa necessaria quando il suo primo account ha superato i cinquemila "amici": il che è un indice di quanto pressante, estenuante ed impegnativa sia la vita di un politico del suo livello e soprattutto della sua retribuzione. Sempre per il rapporto tutt'altro che lineare che le reti informatiche hanno con la realtà concreta, non possiamo escludere che ad occuparsi concretamente dell'account a lui omonimo non sia qualcun altro, anche più di una persona: comunque, ecco quali sono le preoccupazioni quotidiane e concrete di coloro che concorrono al sedicente "governo del fare".
Un altro dato interessante è costituito dal dominio omonimo, achilletotaro.it.
A questo dominio fa capo un sito che riporta nel dettaglio dichiarazioni e comunicati stampa, oltre ad un curriculum di Achille Totaro nel quale spicca la totale assenza di ogni riferimento ad un'attività lavorativa, così come mancano riferimenti a titoli accademici che Totaro non ha conseguito, permanenza universitaria plurilustre nonostante.
Cosa ancora più interessante, riporta anche una statistica liberamente consultabile, di cui si riporta qui la screenshot.

L'immagine è stata presa alle 12.30 del 15 ottobre.
Denunciare minacce anonime è fruttato ad Achille Totaro una cinquantina di visite in totale, in un'utenza potenziale che oscillerebbe tra i venti e i ventitré milioni di soggetti. Questo significa che se il Libro dei Ceffi riesce a mobilitare nel migliore dei casi lo 0,0025% dell'utenza peninsulare, il sito che rendiconta nei dettagli il modo in cui Achille Totaro trascorre le giornate è arrivato ad interessarne lo 0,000025%.
Se invece dell'utenza stimata per internet andiamo a considerare il numero degli iscritti alle liste elettorali nello stato che occupa la penisola italiana, che nel 2009 erano 50342153, le percentuali diventano ancora più ingenerose.

Ora, uno dei foglietti ufficiali dell'"occidentalismo" fiorentino dedica alla vicenda una mezza paginata in cui alle dichiarazioni di Totaro fa seguito la solita serie di attestazioni autoreferenziali di solidarietà: su quello che succede in questi casi infierì a suo tempo Miguel Martinez. Nell'articolo spicca per la sua assenza un dettaglio che avrebbe invece dovuto essere presentato per primo: chi riceve comunicazioni dal contenuto minaccioso, di solito, avverte prima i gendarmi anziché i gazzettieri.
Allo stesso modo, chi teme seriamente per la propria incolumità di solito non sovraespone mediaticamente ogni sua faccenda: l'esatto contrario del comportamento normalmente tenuto da costui.
E' ampiamente probabile, per tutti i motivi che siamo andati esponendo, che "Piombo Rosso", chiunque sia -o, più probabilmente, non sia- non costituisca in alcun modo una minaccia per Achille Totaro.
Non stranamente l'episodio è uno tra i tanti consimili che vanno verificandosi da quando il maggior partito "occidentalista" d'Europa, stante l'assoluta inutilità di un'azione politica basata in modo pressoché esclusivo sul creare allarmi sociali a comando per poi accanirsi sui capri espiatori di turno e sull'ottenimento dell'impunità assoluta per i suoi vertici, è quasi imploso dando la stura ad una lotta a coltello tra medi calibri, mezze cartucce, lacché e valletti di vario ordine e stipendio che l'ha scosso e frammentato dal vertice alla miserabile base. Ed arriva dopo che i già scarsi tentativi di recuperare credibilità a mezzo di visibilità mediatica in una città che dell'esecutivo in carica non vuole proprio saperne, sono andati disastrosamente.
Sul primo ci esprimemmo a suo tempo; la riuscita di una cosa del genere può essere oggetto di speranza solo per chi possieda una nulla conoscenza del territorio e del contesto sociale in cui vorrebbe svolgere un ruolo di primo piano.
Ci occupammo anche del secondo, che secondo stime ottimistiche riuscì a coinvolgere circa sessanta persone.
Un quinto degli iscritti fiorentini al "partito" cui Totaro appartiene, valutati in circa trecento dalle stesse fonti di "partito".
Lo 0,0002% dell'elettorato fiorentino.
lunedì 11 ottobre 2010
venerdì 8 ottobre 2010
Francys o' Torselli e i mille comunicati al giorno
Quest'uomo è Francesco Torselli, un tizio che ormai da diverso tempo passa le proprie giornate a scrivere comunicati a giornali e tv, ad aggiornare freneticamente i settecentoottantaduemilanovecentodue blog che gestisce ( cercando di far credere che siano gestiti da una pseudo comunità militante in movimento).
Riguardo la foto soprastante, non ci è dato sapere ( o forse sì?! ) se Francys si trovasse al termine di una faticosa giornata di lavoro, passata ore ed ore davanti ad un pc ( ma non erano gli antifascisti a farlo?) oppure nei bagni di un locale da gggioooovani 35enni in procinto di chissà cosa...
FATTO sta che questo signore, fatto ormai tesoro degli insegnamenti di Giovanni Donzelli in termini di ciarle senza senso, nelle ultime ore si sta prodigando per dimostrare che i collettivi e le proteste sono un male e che invece i fascisti, il governo e la distruzione del mondo della formazione sono un bene, per cui c'è il divieto di dissentire....altrimenti sei comunista, antagonista o facinoroso.
Torselli dovrebbe magari ricordarsi che, non solo la comunità di cui egli rappresenta ormai l'unico membro ( dopo l'ennesima scissione dei vari partiti di riferimento anche a Firenze) non esiste politicamente, ma che questa non riesce a smuovere nemmeno i propri elettori ( 300 iscritti al Pdl in tutta firenze ), non ha agibilità politica in città se non sotto scorta, non si può permettere di organizzare manifestazioni studentesche che contino più di dieci aderenti e, infine, NON HA ANCORA, AD OGGI, 9 OTTOBRE 2010, UNA SEDE.
Non male per dei ribelli non conformi, specie se ( cosa ancor più comica) per fare la prima assemblea degli studenti di destra ?! dell'anno sono costretti a migrare in quel di Empoli.....
Ogni tanto un esamino di coscienza non farebbe nemmen troppo male
martedì 28 settembre 2010
domenica 5 settembre 2010
Azione Giovani Firenze e Casaggì: giovani "occidentalisti" tra futuro incerto e passato certissimo
Azione Giovani pubblicizzava in questo modo la propria campagna di tesseramento per il 2008. Il Trecento fa riferimento ad un filmetto amriki di quelli in cui opliti greci, legionari romani o berserkr vichinghi indossavano elmo e corazza anche per andare in discoteca. Durante un viaggio nella Repubblica Islamica dell'Iran condividemmo con vari interlocutori, rimasti schifati anche dai sottesi antiiraniani della pellicola, questo ed altri motivi per dileggiare sia l'opera che -soprattutto- i suoi estimatori.La scelta di Azione Giovani doveva rivelarsi, a Firenze, profetica: pare che i tesserati all'intero piddì con la elle in tutta la città, nel giugno del 2010, assommassero proprio a trecento.
Nonostante la natura apparentemente volatile di molte delle informazioni che vi circolano ogni giorno, il web mette a disposizione di chiunque si diletti della caccia al cialtrone risorse decisamente preziose.
In più di un caso abbiamo avuto modo di constatare come l'attivismo politico "occidentalista" che opera a Firenze e che fa capo al "centro sociale di destra" Casaggì e al minuscolo universo di Azione Giovani -che nel frattempo pare abbia cambiato nome, facendosi chiamare giovane [omissis]- sia caratterizzato da una costellazione di caratteristiche estremamente negative (cialtroneria, faccia tosta, malafede, pressappochismo, cattiveria spicciola e piccina, incompetenza, servilismo, bassezza, disumanità sostanziale) che è possibile mettere in luce senza alcuna fatica. Lo abbiamo fatto più di una volta, di solito prendendo di mira l'utilizzo della delazione, abituale negli ambienti "occidentalisti", come strumento di base della pratica politica quotidiana. In una delle più spettacolose inziative di questo tipo, questi mangiatori di maccheroni hanno pensato di interessare un consesso chiamato Corte dei Conti ad un fascicolo sulla storia del confine orientale della penisola italiana contenente informazioni a loro non gradite, e distribuito agli allievi di una scuola media. Se la "giustizia" nella penisola italiana ha tempi biblici è probabile lo si debba anche -se non soprattutto- a chi ne intasa gli organi con iniziative di questo genere.
Alla pratica della delazione si affianca anche una comunicazione politica complessivamente derubricabile a presa in giro: altro aspetto della questione su cui abbiamo avuto il piacere di soffermarci più volte, notando tra l'altro come per questa gente non vi sia alcunché di strano nel commemorare Saddam Hussein e al tempo stesso sostenere la parte politica che ha appoggiato con ogni mezzo tutte le guerre amriki degli ultimi dieci anni. Gli autori di queste prese in giro sembrano peraltro impermeabili ad ogni senso del ridicolo: il sito agfirenze.it presenta tra l'altro l'immagine dell'unico flash-mob al mondo cui abbia partecipato un solo individuo. Lo one man flash-mob si sarebbe svolto il 2 agosto del 2010 per asserire l'estraneità dei fascisti alla strage che nel 1980 distrusse la stazione ferroviaria di Bologna. La cosa interessante è che la data di creazione e di modifica dell'immagine sono identiche: 09/05/2010. Futuristi coerenti, quelli di Azione Giovani Firenze organizzano le manifestazioni con tre mesi di anticipo. E con l'oscurità più profonda, così si riduce al minimo il rischio di dover dare imbarazzanti spiegazioni.
Il sito archive.org esiste da molti anni: ce ne siamo serviti per qualche minuto proprio per dissotterrare il passato recente di questa Azione Giovani Firenze e della Casaggì che ne ha rappresentato il tentativo di radicamento territoriale. I risultati, soprattutto alla luce delle risse da pollaio in cui la maggior compagine "occidentalista" della penisola sta impiegando tutte le proprie risorse sono davvero rivelatori. Non si dimentichi che prima del sommario restyling imposto dagli eventi Azione Giovani era emanazione di un partito il cui ex presidente è da mesi oggetto di una campagna denigratoria incessante, alla quale stanno dando voce anche e soprattutto coloro che devono a lui ed al partito in questione la propria fortuna politica. Blog e siti dei micropolitici "occidentalisti" grondano, in questo scorcio del 2010, di comunicati, giustificativi, prese di distanza, battibecchi, distinguo, puntualizzazioni e resoconti accomunati dall'intenzione di buttare a mare il proprio mèntore ed ex padrone, in nome di un altro padrone capace di evitar loro ancora per un po' un doloroso rendez vous con la realtà, e nella fattispecie con l'ufficio circoscrizionale per l'impiego.
Di motivi per infierire, il materiale riportato da archive.org ne fornisce quanti se ne vogliono. Sono documentate alcune pagine del sito, per un periodo compreso tra il gennaio 2005 ed il luglio 2008. Si riportano qui alcune considerazioni, lasciando a chi legge il piacere di ricordare una per una le pensate più spassose della base "occidentalista" che alligna a Firenze.
In primo luogo è interessante notare come nel corso degli anni agfirenze.it sia stato più volte sottoposto a rimaneggiamenti che hanno comportato ogni volta l'eliminazione di tutti i vecchi materiali e di tutte le vecchie grafiche, in un evidente tentativo di spazzare sotto il tappeto un po' di contraddizioni e un po' di quelle iniziative suscettibili di trasformarsi in boomerang. Non che dalla diffusione di certe informazioni potessero derivare chissà quali danni in termini di suffragi: la penisola italiana ha un corpo elettorale caratterizzato da una maturità politica pressoché scimmiesca, che negli ultimi venti anni almeno non ha mai dato segno di trovare qualcosa di strano o di sgradevole nella spudoratezza di chi asseriva quotidianamente che è giusto il bianco perché è nero.
Azione Giovani, come movimento giovanile di Alleanza Nazionale, è stata organica ad un "partito" che esprime vari ed "importanti" esponenti di quel governo che dovrebbe controllare lo stato che occupa la penisola italiana.
Il che significa che da Azione Giovani vengono i pilastri umani che ogni giorno rendono possibile la metodica distruzione di quanto resta della scuola pubblica e dello stato sociale, la TAV, i grandi ed inutili lavori, le intromissioni amriki negli affari di stato, le notti in discoteca di Ignazio Benito Maria La Russa, le mimetiche da operetta di Ignazio Benito Maria La Russa, le passeggiatine in Afghanistan di Ignazio Benito Maria La Russa, l'atteggiamento da paninaro di San Babila di Ignazio Benito Maria La Russa, i comportamenti da pariolino di Ignazio Benito Maria La Russa, l'occupazione dell'Afghanistan che costa da sola un miliardo di euro all'anno e che rende possibili passeggiatine e divertissements per l'Ignazio Benito Maria La Russa di cui sopra, l'aggressione all'Iraq, la pretesa-barzelletta del disarmo di Hizbollah, il controllo unificato di mezzi d'informazione che fanno in blocco rimpiangere l'obiettività e la concretezza della Pravda, i campi di concentramento travestiti da Centri di Identificazione ed Espulsione, l'appoggio incondizionato a furbacchioni travestiti da imprenditori ed azionisti, gli scudi fiscali per i furbacchioni travestiti da furbacchioni, i rastrellamenti da SS nel distretto tessile pratese, le pacche sulle spalle tra sionisti vecchi e nuovi mentre a Gaza si muore sotto il fosforo, i terremoti-passerella, le carceri infernali, gli sciali miliardari per le festicciole tra potenti, la militarizzazione della vita sociale, il clima artefatto e demenziale di terrore quotidiano, la gigantesca fogna di favori sessuali ed elettorali che costituisce per intero l'arena politica ed i gendarmi che prendono a calci i ragazzini sotto l'occhio compiaciuto della spazzatura umana che impesta le redazioni amiche.
In attesa di trovare anche loro un angolo di truogolo in qualche greppia pubblica, i giovani "occidentalisti" provano a far passare in secondo piano tutto questo tirando per la manica John Ronald Reuel Tolkien o Michael Ende: si fa il tifo per la guerriglia nel Bogside e poi si fila dai gendarmi per le lattine di birra ad un concerto, proibite com'è proibito tutto grazie al securitarismo ebete con cui questi apprendisti stregoni degli spaghetti al dente hanno contribuito ad allagare l'intero panorama della comunicazione politica.
Archive.org riesce ad essere impietoso: si dice che "la rivoluzione, si sa, è come il vento... non la si può fermare, le si può solo far perder tempo!" intanto che si pubblicizzano rivoluzionarie petizioni contro i'ddegrado e per la sihurezza e si finisce a chiedersi in tutta serietà perché mai il comune di Firenze ce l'ha con i giovani ed i locali notturni. A questo proposito, una mezza idea ce l'avremmo anche, ma andiamo avanti.
Si è appena ricordato il "partito" di cui Azione Giovani era emanazione giovanile, poi nominalmente confluito nel piddì con la elle, e si è ricordato che da mesi il presidente di quel "partito" è oggetto di una incessante campagna di denigrazione. Appena due anni fa, l'atteggiamento di molti "occidentalisti" fiorentini era assai differente, per non dire opposto.
Organica ad un governo che considera i diritti dei lavoratori un irritante retaggio di un passato bolscevico, Azione Giovani ebbe nel 2006 la spudoratezza di schierarsi contro il lavoro precario. Non contenta, due anni dopo ciarlava addirittura di rivolta generazionale.
Organici ad un governo i cui esponenti hanno vantato pubblicamente condotte sessuali tali da farli cacciare a calci da qualunque confessionale, i ribelli di Azione Giovani si chiedevano, nello stesso periodo, che ne sarebbe stato della famiglia in caso di vittoria elettorale avversaria.
Chissà quali motivi aveva il Matteo Conti che un giorno del 2007 statuiva che lo stato che occupa la penisola italiana era governato dalle Brigate Rosse per pretendere di essere preso sul serio.
Archive.org ci mostra anche che la nascita del piddì con la elle ed il confluire in essa furono oggetto di qualche dubbio. Dubbi presto superati: chi affermava che
"Il PdL ad oggi è UNA ALLEANZA ELETTORALE e come tale la accetto senza fiatare. Quando mi verrà chiesto di avere in tasca la stessa tessera dell'avvocato Pecorella, mi porrò l'interrogativo su cosa fare..."
ha dimostrato di aver risolto l'interrogativo in questione in tempi molto rapidi.
giovedì 22 luglio 2010
Degradi passati, ma assolutamente attuali
Queste tre foto rappresentano ciò che rimane di un anno di "lotte" identitarie e non conformi. Serate intere passate a tappezzare la città di manifesti d'ì Donze e d'ì Torse o d'iddegrado e sull'insihurezza e via dicendo.
Viareggio: dedali e dissidenti cubane
Il piddì con la elle ha messo su una specie di scuola di partito per i "giovani di destra"; molto spesso, per le note proprietà antiage dell'"occidentalismo", i giovani del piddì con la elle restano parte della categoria fin verso i quarantasei anni; altrimenti si potrebbe anche parlare di doposcuola di partito.Il "Giornale della Toscana" fa un po' di pubblicità, nelle pagine interne, all'iniziativa e la correda con la foto di un noto diplomato che negli ultimi anni ha inanellato una serie di pubbliche disavventure capaci di stroncare chiunque non avesse la fibra di uno sparring partner. Violentemente impopolare a Firenze, in meno di dodici mesi è stato picchiato, contestato e multato. Per giunta i fotografi di via Cittadella gli hanno riservato un trattamentino di tutto rispetto, ritraendolo col capolavoro d'espressione qui visibile.
La presentazione di questo Dedalo, ennesimo cambio di nome per una convention che in buona sostanza insegna a fare "politica" allagando redazioni e mobilitando claques, sorvola pudicamente sullo stato del piddì con la elle: emorragia inarrestabile di militanti e di organizzatori, crollo dei tesseramenti, sedi chiuse a caterve, voces clamantes in deserto e tutta la serie di eloquenti scambi di cortesie tra valvassori in presenza di una gleba delusa e rassegnata.
Tra le iniziative in programma la presenza di Achille Totaro -con quale ruolo non si sa, dei bagni di folla che ne accompagnano le uscite pubbliche ci siamo già occupati-, quella di Ignazio Benito Maria La Russa -le sue passeggiatine con l'ordinanza nuova in una pietraia afghana blindata costano, per il 2010, un miliardo di euro- Carlo Fidanza -stranissimo caso di parlamentare europeo sul cui sito spicca lo slogan "Europa da buttare"- e ad altra varia umanità, pressoché per intero composta da personaggi governativi.
La gazzetta specifica una sola eccezione. Tale Gordiano Lupi dovrebbe nientemeno che "realizzare un collegamento telefonico da Cuba con Yoani Sanchez".
Su questo curioso personaggio dell'anticastrismo mediatico più patinato -che si parli de L'Avana o di Tehran, di Pechino o di Rangoon i tempi in cui i dissidenti avevano un aspetto fumoso e scarmigliato, vivevano in esilio in una soffitta parigina campando a traduzioni e andavano avanti a tè e pane secco pare siano finiti, o almeno così hanno decretato l'audience e gli sponsor- è stato detto e scritto quanto basta per diffidarne profondamente. Gordiano Lupi però se ne intende perché è il traduttore del blog della Sanchez.
Cercando in rete si trova in pochi secondi anche un altro dei settori in cui Lupi è particolarmente versato. Questo.

Gordiano Lupi – SEXY MADE IN ITALY – Le regine del cinema erotico degli anni Settanta – Profondo Rosso, 2007 – Pag. 300 – Euro 25,00 – Filmografie, foto e curiosità.
Gentilissimo, Kultvirtualpress ci spiega che "Sexy made in Italy è la diretta continuazione de Le Dive Nude, completa il quadro dopo Gloria Guida e Edwige Fenech analizzando la carriera delle più popolari attrici del cinema italiano degli anni Settanta. Tutte le protagoniste dei sogni erotici di un’intera generazione".
Da lì si parte e lì si arriva, come da copione.
martedì 20 luglio 2010
Firenze: Achille Totaro e Giovanni Donzelli in un caldo luglio da diplomati
Luglio 2010. Il piddì con la elle è al potere incontrastato da due anni e pare aver esaurito ogni spinta propulsiva. Unica promessa elettorale mantenuta, e ci voleva poca fatica, la guerra senza quartiere ai mustad'afin.
Il problema è che i mustad'afin, complice una situazione economica sulla quale non ci sono né la volontà né gli strumenti per intervenire, stanno diventando la maggioranza della popolazione peninsulare e questo ha imposto anche a frange solitamente dedite ai maccaruna e al mandolino di chiedersi per quale misterioso motivo nessuno abbia più un soldo in tasca e perché un paio di generazioni vivano letteralmente alla giornata nella più totale indifferenza di quelli con la cravatta che fanno finta di occuparsi del bene pubblico.
Ultimo frutto del securitarismo d'accatto che ha fatto la fortuna della racaglia "occidentalista", la sovrana presa in giro della "tessera del tifoso", una versione riveduta e corretta -ovviamente in peggio- di quelle tesserine per indebitarsi che hanno prodotto tra gli amriki diversi milioni di senza tetto. Se non fosse tutto vero, al punto che perfino quelli del pallonaio, di solito stabili sulle posizioni dell'"occidentalismo" più remissivo ed ibne nel senso che il vocabolo ha in lingua turca, non nascondono il loro malumore in proposito, ci sarebbe da pensare che la realtà peninsulare sia qualcosa a metà tra il dispetto e l'incubo.
Le volte che il politicame "occidentalista" fa finta di calarsi in mezzo ai sudditi, i risultati sono talmente controproducente che perfino il gazzettame più servile non riesce ad astenersi dall'ironizzare. L'edizione cartacea del "Corriere della Sera" pubblica il 16 del mese un paio di articoletti di fondo.
Donzelli, patente scaduta (e ritirata) - Il consigliere del PDL fermato mentre parlava al cellulare guidando. M.F. racconta con un registro insolitamente ironico come Giovanni Donzelli, un diplomato che da qualche mese scalda una poltrona meglio foraggiata di quella che scaldava prima, sia incappato nella doppia seccatura di una scorciata dei "punti" a disposizione per aver parlato al cellulare durante la guida, e nel ritiro del documento che si era dimenticato di rinnovare. A giustificativo avrebbe accampato un guasto dell'auricolare.
Questo auricolare è un accessorio che nei primi mesi della sua disponibilità veniva adottato con entusiasmo da quegli "occidentalisti" abituati a misurare il proprio valore sulla base di un miserabile mascheramento da efficientismo aziendale fatto di arnesi pseudotecnologici e di stracci cravatteschi. La moda è durata lo spazio di un mattino per due motivi; il primo è che la costante reperibilità telefonica è un qualcosa che si chiede più ad uno schiavo da comandare a piacimento che non a qualcuno cui siano accordati una sia pur minima discrezionalità o potere decisionale; il secondo è che l'uso dell'auricolare, con microfono annesso, dà agli astanti esattamente la sensazione che chi li usa stia parlando da solo, rendendolo in contesti socialmente normali (ovviamente quelli "occidentalisti" non lo sono) oggetto di meritato dileggio. Il fatto che il diplomato di cui sopra affermi di utilizzare un apparato del genere dovrebbe gettare su di lui una luce tanto interessante quanto poco positiva.
La maldestraggine di Giovanni Donzelli comunque riguarderebbe soltanto lui, se non alluvionasse da anni gli uffici stampa pontificando su tutto e su tutti riempiendo il mondo di gente che aspetta soltanto un suo minimo passo falso per restituirgli il favore.
Il problema è che i mustad'afin, complice una situazione economica sulla quale non ci sono né la volontà né gli strumenti per intervenire, stanno diventando la maggioranza della popolazione peninsulare e questo ha imposto anche a frange solitamente dedite ai maccaruna e al mandolino di chiedersi per quale misterioso motivo nessuno abbia più un soldo in tasca e perché un paio di generazioni vivano letteralmente alla giornata nella più totale indifferenza di quelli con la cravatta che fanno finta di occuparsi del bene pubblico.
Ultimo frutto del securitarismo d'accatto che ha fatto la fortuna della racaglia "occidentalista", la sovrana presa in giro della "tessera del tifoso", una versione riveduta e corretta -ovviamente in peggio- di quelle tesserine per indebitarsi che hanno prodotto tra gli amriki diversi milioni di senza tetto. Se non fosse tutto vero, al punto che perfino quelli del pallonaio, di solito stabili sulle posizioni dell'"occidentalismo" più remissivo ed ibne nel senso che il vocabolo ha in lingua turca, non nascondono il loro malumore in proposito, ci sarebbe da pensare che la realtà peninsulare sia qualcosa a metà tra il dispetto e l'incubo.
Le volte che il politicame "occidentalista" fa finta di calarsi in mezzo ai sudditi, i risultati sono talmente controproducente che perfino il gazzettame più servile non riesce ad astenersi dall'ironizzare. L'edizione cartacea del "Corriere della Sera" pubblica il 16 del mese un paio di articoletti di fondo.
Donzelli, patente scaduta (e ritirata) - Il consigliere del PDL fermato mentre parlava al cellulare guidando. M.F. racconta con un registro insolitamente ironico come Giovanni Donzelli, un diplomato che da qualche mese scalda una poltrona meglio foraggiata di quella che scaldava prima, sia incappato nella doppia seccatura di una scorciata dei "punti" a disposizione per aver parlato al cellulare durante la guida, e nel ritiro del documento che si era dimenticato di rinnovare. A giustificativo avrebbe accampato un guasto dell'auricolare.
Questo auricolare è un accessorio che nei primi mesi della sua disponibilità veniva adottato con entusiasmo da quegli "occidentalisti" abituati a misurare il proprio valore sulla base di un miserabile mascheramento da efficientismo aziendale fatto di arnesi pseudotecnologici e di stracci cravatteschi. La moda è durata lo spazio di un mattino per due motivi; il primo è che la costante reperibilità telefonica è un qualcosa che si chiede più ad uno schiavo da comandare a piacimento che non a qualcuno cui siano accordati una sia pur minima discrezionalità o potere decisionale; il secondo è che l'uso dell'auricolare, con microfono annesso, dà agli astanti esattamente la sensazione che chi li usa stia parlando da solo, rendendolo in contesti socialmente normali (ovviamente quelli "occidentalisti" non lo sono) oggetto di meritato dileggio. Il fatto che il diplomato di cui sopra affermi di utilizzare un apparato del genere dovrebbe gettare su di lui una luce tanto interessante quanto poco positiva.
La maldestraggine di Giovanni Donzelli comunque riguarderebbe soltanto lui, se non alluvionasse da anni gli uffici stampa pontificando su tutto e su tutti riempiendo il mondo di gente che aspetta soltanto un suo minimo passo falso per restituirgli il favore.
Nella foto, uno grasso di Scandicci.
La maldestraggine di Achille Totaro, invece, riguarda tutto un partito che oggi come oggi, specie a Firenze, con sostenitori come questo può davvero permettersi di fare a meno dei nemici.
Come i nostri lettori sanno bene, Achille Totaro non è solo un diplomato, ma è anche di Scandicci.
Ed è grasso.
Altri meriti non sapremmo ascrivergliene.
Contro Renzi l'anguria di Totaro - Centrodestra in piazza Strozzi per contestare il sindaco. V.M. ironizza meno del collega anche se il riferimento all'anguria non può non far garbatamente pensare alla forma ventris di quello grasso di Scandicci; la foto allegata all'articolo mostra un furgone tappezzato dei poster di cui si è già riferito ed Achille Totaro, quello grasso sulla sinistra.
Armata di parole d'ordine di un'inconsistenza disperante, la "opposizione di centrodestra" valutata da questo V.M. in 60 (sessanta) persone ha sentito questo signore grasso sì, ma pur sempre di Scandicci, inveire contro gli extracomunitari che "arrivano in città solo per commettere reati" (chissà se nel bel numero sono compresi anche gli amriki, extracomunitari a tutti gli effetti) e si è fatta un pezzo di anguria gratis insieme ad un fantasma di nome Guido Sensi.
Il tutto, introdotto da un tizio meno grasso ma pur sempre di Scandicci. Uno che si fa chiamare Gheri Guido, prima il cognome e poi il nome come a scuola, in caserma ed in galera. Uno che di mestiere fa sentire musica per radio e che l'altra sera pare si dimenasse(!) "al suono di una canzone di Vasco Rossi" ripetendo a gran voce di non aver paura di parlare del sindaco...
Non c'è da stupirsi se il piddì con la elle, primo partito della penisola, ha chiuso tutte le sedi fiorentine ad eccezione di una ed ha raccolto quest'anno, secondo la stessa gazzetta su citata, la bellezza di trecento tesserati.
A Firenze l'ultimo dei centri sociali è capace di raccogliere il doppio dei simpatizzanti in una giornata qualsiasi. Senza tessere, senza angurie e soprattutto senza imitazioni campagnole di qualche vascorossi già improponibile per proprio conto.
sabato 17 luglio 2010
Una nuova sede identitaria e non conforme, dopo la fuga da via Maruffi.....
E' estate, si bolle come non mai e noi, anzichè partire molto identitariamente per chissà dove per non tornare mai più, ce ne andiamo in giro per Firenze a sprangare chi ci sta sul culo e a fare scritte sui muri.
Questa qui sopra rappresenta un mirabile esempio di strategia propagandistica: si notano lo stile, la posizione accattivante dell'opera e la sua inconfondibile firma con l'immancabile croce celtica.
Una nuova sede quindi.... dov'è ancora non lo diciamo sennò arrivano i compagni cattivi cattivi con i loro presidi e con la loro voglia di dire la verità che, si sa, sono cose che proprio non ci appartengono.....
Abbiamo abbandonato via Maruffi da poco, distruggendo tutto quello che potevamo, muri, sedie e tavoli dato che il padrone di casa ( sì abbiamo dei padroni anche noi ) non ci rinnovava il contratto e voleha troppi sordi.
E infatti mica vi possiamo dire che ci hanno buttato fuori di casa, pardon Casaggì, altrimenti i'Torse che figura ci fa... DOBBIAMO NECESSARIAMENTE SOSTENERE CHE SIAMO IN TROPPI E CI SERVE PIU' SPAZIO, anche se è una balla colossale.
A presto, con rabbia e con amore, nuovi aggiornamenti identitari.
mercoledì 30 giugno 2010
Gaudio! Giubilo! Trypudio! Il Donzelli si è RIPRODOTTO!
pampalea non conforme:

Udite udite! Finalmente il matrimonio tradizzzionale del nostro beneamato & neopisano Giovanni Donzelli, celebrato alcun tempo fa in quel di Pennadomo (luogo poco dopo colpito -seppur di striscio- da un rovinoso terremoto, che come approvazione divina gli è un bel dire...!) ha dato il suo primo frutto (e si spera anche unico).L'orrore Il bel bambino che si vede nella foto è infatti il primogenito dei genitali del Donze, o almeno così gli hanno fatto credere; gli è stato imposto il significativo nome di Pier Foibo Maria Benito Franco De Larochejacquelein Codreano, ma per volere della santa coppia che lo ha messo al mondo verrà chiamato semplicemente Piersilvio.
Ai neogenitori celtici e non conformi vanno tutti i più sentiti auguri da parte della gatta Pampalea, di Sussi e Biribissi e di tutti i fan del Neopisano ribelle e pluridiplomato. L'appuntamento pel battesimo, da tenersi rigorosamente in modo tradizionale per immersione in acqua marmata, è per il tardo pomeriggio del prossimo 19 gennajo presso la cappella del Sacrario Militare di Redopolje (abusivamente chiamato "Redipuglia") alla presenza di un picchetto di reduci repubblichini con lo striscione della rosticceria-piadineria futurista "Da Gualtiero" (promotrice dell'iniziativa), allorquando Pier Foibo Donzelli verrànojosamen giojosamente accolto nella comunità Cristiana Controrivoluzionaria al canto di Le donne non ci vogliono più bene, e festeggiato con un ranci(d)o collettivo a base di gallette stantìe, risotto alla Predappio e mozzarelle blé di squisita fabbricazione teutonica. Nel contempo, presso Casaggì si terrà una messa di ringraziamento seguita da un concerto degli Zerozeroalfa (che, per l'occasione, eseguiranno il loro ultimo successo Il Donze ha dato un figlio alla Patria).
Resta ovviamente da immaginare una cosa elementare per l'avvenuta nascita del pargolo: il Donzelli che tromba. Ma, per questo, lasciamo tutto all'immaginazione assai perversa di ognuno. D'accordo che si tratta pur sempre del Donzello Ingallato, ma immaginarsi lui che ingalla....insomma, qui più che futurismo si tratta proprio di fantascienza!

Udite udite! Finalmente il matrimonio tradizzzionale del nostro beneamato & neopisano Giovanni Donzelli, celebrato alcun tempo fa in quel di Pennadomo (luogo poco dopo colpito -seppur di striscio- da un rovinoso terremoto, che come approvazione divina gli è un bel dire...!) ha dato il suo primo frutto (e si spera anche unico).
Ai neogenitori celtici e non conformi vanno tutti i più sentiti auguri da parte della gatta Pampalea, di Sussi e Biribissi e di tutti i fan del Neopisano ribelle e pluridiplomato. L'appuntamento pel battesimo, da tenersi rigorosamente in modo tradizionale per immersione in acqua marmata, è per il tardo pomeriggio del prossimo 19 gennajo presso la cappella del Sacrario Militare di Redopolje (abusivamente chiamato "Redipuglia") alla presenza di un picchetto di reduci repubblichini con lo striscione della rosticceria-piadineria futurista "Da Gualtiero" (promotrice dell'iniziativa), allorquando Pier Foibo Donzelli verrà
Resta ovviamente da immaginare una cosa elementare per l'avvenuta nascita del pargolo: il Donzelli che tromba. Ma, per questo, lasciamo tutto all'immaginazione assai perversa di ognuno. D'accordo che si tratta pur sempre del Donzello Ingallato, ma immaginarsi lui che ingalla....insomma, qui più che futurismo si tratta proprio di fantascienza!
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