Visualizzazione post con etichetta nazi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nazi. Mostra tutti i post

domenica 5 settembre 2010

Firenze. Francesco Torselli, Casaggì e la delazione: la presa in giro come prassi abituale.

Le occasioni di additare l'operato degli "occidentalisti" fiorentini allo scherno e all'aperto disprezzo dei nostri non pochi lettori sarebbero, ogni giorno, talmente tante da stancarsi di contarle. E' dunque opportuno per più motivi soffermarsi solo sui casi più macroscopici, in cui il cocktail di impudenza, incompetenza e faccia tosta tenute insieme dalla malafede che costituisce l'essenza della pratica politica "occidentalista" si manifesta nei suoi effetti più stridenti.

Casaggì, sedicente "centro sociale di destra" indispensabile all'"occidentalismo" fiorentino per non finire di perdere anche le due palanche di radicamento che ha sul territorio, ha al momento una sede vacante, ed abbiamo ora come ora motivo di ritenere che questa condizione si protrarrà sine die. Questo non significa che sia venuta meno anche la comunicazione mediatica che a Casaggì fa capo. Non troppo tempo fa avemmo il piacere di collaborare ad una noterella in cui potemmo sfruttare i materiali messi a disposizione dagli stessi "occidentalisti", la cui sede si trovava in Via Maruffi, per trarre sul loro conto conclusioni impietose, stringate e piuttosto efficaci.
In breve, bastarono pochi minuti per mettere in luce l'ipocrisia antagonista di chi commemora la morte di Saddam Hussein e al tempo stesso invita a votare per i politici che hanno trascinato la penisola italiana nella guerra d'aggressione e di occupazione dell'Iraq.
Un modo di comportarsi che in linguaggio corrente si chiama presa in giro.

Agosto 2010. Casaggì così si presenta a chi volesse approfondirne la conoscenza.

Free Florence!
Un luogo nel quale si lotta. Un luogo umano, prima ancora che fisico. Un luoghi di legami e di gente che sopporta, suda e guarda avanti. Questo, tutto questo, è un pezzo di mondo libero nel deserto dell'edonismo galoppante e del pensiero unico. Come nel Bogside di Derry, dove la regina non manda scagnozzi.
You are now entering free Florence.

Già c'è qualcosa che non torna a livello di intenzioni, considerando che gli scagnozzi, impersonati a Derry dal Royal Ulster Constabulary, a Firenze sarebbero impersonati da una qualunque delle pletoriche ed onnipresenti gendarmerie a libro paga dello stato che occupa la penisola italiana, per le quali gli "occidentalisti" di tutte le greppie hanno invece una venerazione ai limiti del canino.
Prendiamo comunque atto che su internet si fa il tifo per le molotov del Bogside, e proseguiamo a vedere per quali molotov si fa il tifo nella vita concreta.

Luglio 2010. A Firenze tiene concerto, riempiendo di sostenitori il più grande pallonaio cittadino, un certo Luciano Ligabue.
Francesco Torselli, sulla cui attività politica il sito su citato abbonda di resoconti ed informazioni, era tra gli spettatori. Da un estimatore di Corneliu Zelea Codreanu ci si attenderebbe una maggiore propensione per cose come Imnul Tineretii Legionare che non per Bambolina e Barracuda, ma lasciamo stare, così come sorvoliamo con eloquenza sul ruolo che i rumeni in generale hanno avuto nelle ultime mestruazioni securitarie dell'"occidentalismo" peninsulare, alla cui propaganda F.T. deve sostanzialmente la poltroncina che scalda.
Già il giorno successivo, invocando e pretendendo sfracelli, questo "occidentalista" si lamentava dei fiumi di birra che a sentir lui sarebbero scorsi all'interno del pallonaio, in aperta violazione a una certa ordinanza emessa da quel sindaco cui gli "occidentalisti", in teoria, dovrebbero fare opposizione. La cosa è già singolare perché normalmente gli spettatori di un concerto rock non fanno osservazioni di questo tipo e non hanno priorità di questo genere.
Dopo più di un mese ritorna sulla questione, invocando sfracelli e punizioni e riferendo anche che “La Polizia Municipale mi ha anche chiesto di fornire le eventuali foto probatorie per dimostrare l’avvenuta violazione, cosa che farò immediatamente, avendo fotografato personalmente la vendita all’interno del Franchi di lattine di birra ed avendo anche svariati testimoni dell’accaduto”.
Curioso modo di agire: evidentemente gli scagnozzi stanno solo dalle parti di Belfast. D'altronde ai tempi del reaganismo i sostenitori di Reagan l'attore erano ferventi sindacalisti... purché i sindacati in questione fossero in Polonia.
Abbiamo più volte sottolineato la propensione "occidentalista" per il ricorso alla delazione: una roba magari capace di garantire vantaggi nell'immediato, ma che come tutti sanno espone a vendette prevedibili e sacrosante al minimo cambiare del vento.
Sarebbe interessante sapere, magari da qualche protagonista del periodo più acceso dei troubles, quale sorte gli abitanti del Bogside sarebbero stati propensi a riservare a chi indulgesse anche solo col pensiero a pratiche delatorie.
Perché in questo caso la certezza -più che la sensazione- è quella di trovarsi dvanti ad un modo di comportarsi che dati alla mano potremmo definire abituale, e che in linguaggio corrente si chiama presa in giro.

domenica 16 maggio 2010

Azione Giovani contribuisce attivamente al degrado della città di Firenze (reprise)

Con rabbia e con amore condividiamo cameratescamente quanto segue:


Alcune settimane fa abbiamo documentato gli esiti, in verità piuttosto pedestri, di quella che pare essere stata una nottata di estro creativo dovuta a chissà chi.
In altre parole, alla fine di aprile 2010 il quartiere fiorentino di Gavinana è stato riempito di scritte nerastre e croci celtiche da qualcuno talmente versato negli studi in materia da avere con ogni probabilità un bel po' di problemi a distinguere il Leabhar Cheanannais da The Lord of the Rings, o Montague Rhodes James da George Best.


In capo ad un paio di settimane le scritte sono state affiancate da considerazioni altrettanto nerastre ma di registro alquanto diverso. Nel migliore dei casi gli altrettanto ignoti decoratori hanno auspicato per i celtici di prima passata un poco nobile destino in cui rientrano, tradizionalmente, corda e sapone. In altri casi sono stati un po' più espliciti, correggendo con pesanti considerazioni una scritta inneggiante a Casaggì (un sedicente "centro sociale di destra" organico al piddì con la elle fiorentino) e promettendo un trattamento granguignolesco a chiunque si faccia sorprendere a giocherellare con rune e tinta spray.
I rapporti di forza a Firenze giocano pesantemente a sfavore degli "occidentalisti" in generale, e degli estimatori di hakenkreuzen e wolfzahnen in particolare, che come abbiamo visto riescono a mobilitare, e solo nelle grandissime occasioni, meno di trecento persone in tutto e per tutto, di solito animate da uno spirito bellicoso più adatto ad una gozzoviglia tra piccoli e medi calibri di "partito" che non all'allestimento di operazioni paramilitari. Impiastrare a getto continuo per anni una città di manifesti ed un quartiere intero di marchi territoriali nella migliore etologia della specie potrebbe non rivelarsi il miglior modo per farsi tollerare ed in un contesto complessivamente sano come quello fiorentino, in cui la politica si ostina a passare per le piazze prima che in quella immonda autoschedatura mondiale che chiamano Facebook, sarebbe il caso di prendere questo elementare dato di fatto in seria considerazione.
Stranamente -o meglio, non stranamente- la pioggia di croci celtiche, nella più parte dei casi firmate con un eloquente "A. G.", non ha fatto fino ad oggi scagnare in sala stampa nessun autonominato identificatore d'insihurezzedddegràdo. Nulla da eccepire; non esiste "occidentalista" per che non usi due pesi e due misure.